Il catartico giardino di Alessandro Roma

La Brand New Gallery di Milano è a disposizione completa dei nuovi lavori di Alessandro Roma. Nei quali il giardino, con i suoi segreti, avvolge nei ricercati pattern e in sovrapposizioni colte. Fra mimesi con la natura e dialogo con la storia, fino al 24 maggio.

Alessandro Roma - Salvia - 2012 - courtesy l'artista & Brand New Gallery, Milano

La Brand New Gallery per la prima volta ospita una personale, il sole mi costrinse ad abbandonare il giardino di Alessandro Roma (Milano, 1977). Grandi tele scenografiche e sculture e collage come “hortus conclusus”, allegoria della Vergine, degli amori cortesi, dell’orticello botanico medievale, con sculture organiche che germinano foglie della velenosa Mandragola di Machiavelli, dialogando con un passato manierista che emerge anche nelle apparizioni di busti e faccione delle sculture del bosco di Bomarzo. Roma è un antico in querelle con i moderni, o viceversa? Sicuramente è colto e lavora in dialogo con Rousseau, Monet, Klee. Una pittura di sovrapposizioni e apparizioni e sparizioni, con una sofisticata ricerca dei materiali. Siamo in attesa tra le fronde di questo manto mimetico contemporaneo, dove la natura dà sollievo, ma anche terrore. Come in Picnic a Hanging Rock.

Neve Mazzoleni

Milano // fino al 24 maggio 2012
Alessandro Roma – il sole mi costrinse ad abbandonare il giardino
BRAND NEW GALLERY
Via Farini 32
02 89053083
[email protected]
www.brandnew-gallery.com

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Neve Mazzoleni
Neve Mazzoleni ha una laurea in Lettere Moderne - Storia e Critica delle Arti conseguita all'Università degli Studi di Milano, un master in Management of Art and Culture della Trentino School of Management e un master in Social Innovation, Social Business & Project Innovation (MES) di ASVI Social change. Dal 2006 lavora per UniCredit come art manager e curatrice della collezione corporate. Scrive per il Giornale delle Fondazioni, Arte&Impresa, CheFare. Ha scritto per Fizz, Tafter e Doppiozero. È iscritta alla seconda laurea in Filosofia all'Università degli Studi di Milano.
  • oblomov

    Adesso è di moda dare nome alle mostre con lunghe frasi, il più delle volte senza senso…che moda..”il buio mi costrinse ad abbandonare il balcone” oppure “so che mi guardi ma io non ci sono” “quando c’ero e tu non hai visto che avevo fatto la peperonata” ..sono titoli di fantasia ovviamente ma vedo che ormai sono tutti così e chi intitola la mostra “forme” “spazi colori senso” sembra sfigato…lo stesso con le opere! Che noia..e poi è sempre tutto uguale..ciao