Vitshois Mwilambwe Bondo e le sue geografie emotive

Fino al 27 aprile, alla Primo Marella Gallery di Milano, è di scena il giovane congolese Vitshois Mwilambwe Bondo. Che riflette, con i suoi collage e le sue installazioni, sul concetto di corpo e sull’ambiguo ruolo politico dell’arte.

Vitshois Mwilambwe Bondo - Sublim - 2011-12

Definisce la propria arte come l’espressione più genuina di una resistenza all’omologazione estetica e culturale: parliamo di Vitshois Mwilambwe Bondo (Kinshasa, 1981), che da Primo Marella presenta una serie di collage su tela e installazioni in cui la riflessione sul corpo umano diviene il pretesto per un’interrogazione più ampia, capace di coinvolgere il tessuto sociale e politico della società contemporanea. Ricostruendo il corpo a partire da una combinazione di immagini ritagliate da riviste di moda, l’artista ricrea una società che appare, oggi più che mai, mutilata e caotica. Emerge allora prepotentemente il tema dell’identità, nel suo essere il risultato del contatto con la diversità di altre disarmanti culture. Un’occasione per riflettere sui temi della globalizzazione e del dialogo interculturale, nonché sul ruolo che l’arte è, in questo campo, in grado di esercitare.

Alessia Delisi

Milano // fino al 27 aprile 2012
Vitshois Mwilambwe Bondo
PRIMO MARELLA GALLERY
Viale Stelvio ang. Via Valtellina
02 87384885
[email protected]
www.primomarellagallery.com

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Alessia Delisi
Palermitana d'origine e milanese d'adozione, intraprende la carriera di giornalista freelance subito dopo la laurea in Filosofia Estetica che consegue con il massimo dei voti e una tesi su Rayuela di Julio Cortázar. Scrive di arte, design, cultura e culinaria ed è coautrice di una pellicola indipendente argentina. Il suo rapporto con la scrittura è di natura estremamente passionale.