Scomparire dentro l’Arena di Verona

Si fonde con l’ambiente circostante. È un camaleonte urbano. E oramai è la sua cifra stilistica. Il cinese Liu Bolin si interessa però anche della situazione italiana. E porta a Torino, da Photo & Co. fino all’11 aprile, le sue “fusioni” coi monumenti del nostro Paese.

Liu Bolin - Duomo di Milano - 2010

Un po’ Marina Abramovic e un po’ Cindy Sherman. Un po’ fustigatore delle pericolose distrazioni del progresso e un po’ artista camaleonte che ama assumere sembianze altrui. In questo caso, Liu Bolin (Shandong, 1973) prende quelle di palazzi storici che testimoniano la grandezza delle civiltà che ci hanno preceduto. Lo fa dal 2005, quando le ruspe della modernità forzata pechinesi radono al suolo il campus dove studia e vive. Da allora la sua serie Hiding in the city rappresenta un atto di “resistenza” e di silente opposizione ai regimi dello sviluppo forzato, come in Cina, o della recessione “distratta”, come in Italia. L’esposizione di Torino mostra l’artista camaleonte visivamente “fuso” dentro i palazzi veneziani, il Ponte di Rialto, il Duomo di Milano, l’Arena di Verona e altre testimonianze architettoniche che secondo il suo parere sarebbero in pericolo. In effetti, crolli come quelli di Pompei e della Domus Aurea, sembrano dargli ragione.

Nicola Davide Angerame

Torino // fino all’11 aprile 2012
Liu Bolin – The invisible man
PHOTO & CONTEMPORARY
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