Solo una terapia: Love

L’iconografia è quella dei romanzetti rosa, mescolata a una grafica pop e a rimandi cinematografici e musicali. Sono gli ingredienti del “Rescue Remedy” di Martina “Love” Di Trapani. Da somministrarsi presso la Galleria Dieffe di Torino. Posologia: a piccole dosi costanti, fino al 10 gennaio.

Martina Di Trapani – Bicycle love

Da una grande sofferenza si può imparare molto. E magari anche scoprire la propria identità, tutta votata a una leggerezza carica d’ironia. È questo il messaggio terapeutico del “rimedio d’emergenza” che traspare dalle vitaminiche tele di Martina “Love” Di Trapani (Palermo, 1984; vive a Palermo e Torino), nelle quali l’artista cerca di catturare il sentimento più universale del mondo: l’amore, declinato in modo figurativamente riconoscibile.

In particolare i disegni sono trattati in uno stile che ricorda le illustrazioni dei feuilleton e le atmosfere sognanti e retrò di una Liala. Così aderenti a quel sapore d’antan da valerle una rubrica sul settimanale ultrapopolare Cronaca Vera, intitolata semplicemente Martina Love, sulla quale dispensare saggi consigli ai lettori protagonisti di improbabili e, spesso, inverosimili casi del cuore.

Claudia Giraud

Torino // fino al 10 gennaio 2012
Martina Di Trapani – Rescue Remedy
a cura di Simone D’Agostino
DIEFFE ARTE CONTEMPORANEA
Via Porta Palatina 9
011 4362372
[email protected]
www.galleriadieffe.com


  • gianni

    Che povertà di lavori e,come al solito le Vs.foto sono orrende.

    • Antoine M.

      Che povertà di commento, poteva evitare di scrivere una banalità come questa.

      Al contrario trovo che le opere di questa artista tramite i colori siano pura energia, usando questa pittura che definirei “vintage” dove il soggetto è concentrato senza troppi fronzoli, andando direttamente al messaggio, che a quanto pare scorrendo i titoli sono molto colti, con storie intricate, come delle sceneggiature cinematrografiche, oppure come i disegni pubblicati sulla rivista “cronaca vera” che sono vere e proprie risposte illustrate alle lettere che i lettori inviano.

      Per capire ciò ho visitato la mostra, che è sempre la cosa migliore per dare giudizi, vero signor Gianni ?