Scolpire la fotografia

Gabriele Croppi costruisce con la macchina fotografica palcoscenici urbani. Con le sue “Metafisiche” esplora i paesaggi piemontesi e le grandi metropoli americane. A Torino, da Weber & Weber, fino al 25 febbraio.

Gabriele Croppi - Piemontesi #60_61 - 2009

Il bianco e nero delinea spazi e volumi; il contrasto tra luce e ombra aumenta il senso di profondità di questi scenari urbani, quasi delle scenografie. Si ha l’impressione che gli scatti di Gabriele Croppi (Domodossola, 1974) non siano istantanee, bensì fermo immagine di qualche film – di Wim Wenders o della Nouvelle Vague, forse – e, in effetti, condividono con il cinema una dichiarata fase di post-produzione, che talora la fotografia nega o rifugge. È l’intervento esplicito dell’autore in un momento successivo a quello dello scatto a conferire artisticità alle dodici immagini di grande formato in mostra, che vogliono suggerire stratificazioni semantiche. Le accomuna, oltre a una spiccata attenzione al rigore e alla costruzione formale, un senso di plasticità: sono fotografie scultoree.

Marta Cereda

Torino // fino al 25 febbraio
Gabriele Croppi – Metafisiche
a cura di Chiara Buzzi
WEBER & WEBER
Via San Tommaso 7
011 19500694
[email protected]
www.galleriaweber.it


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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.