Giovani promesse al museo

Due giovani promesse della scena contemporanea internazionale e vincitrici della seconda edizione del Premio 6Artista, promosso dalla Fondazione Pastificio Cerere e dall’Associazione Civita. I lavori di Adelita Husni-Bey ed Elisa Strinna sono ora in mostra al MACRO di Roma, fino al 29 gennaio.

Elisa Strinna - La ragazza mela

Non solo giovani di belle speranze in Italia, ma anche (e per fortuna) possibilità concrete offerte da chi desidera investire sulla loro ricerca. Il risultato è in questa mostra, a cura di Vincenzo de Bellis, con le opere realizzate durante le residenze presso la Fondazione Pastificio Cerere di Roma e la Cité Internationale des Arts di Parigi.
L’italo-libanese Adelita Husni-Bey (Milano, 1985) presenta le tappe del suo progetto di ricerca attraverso le videoinstallazioni Postcard from the Desert Island e I want the sun I want. Il progetto è nato dall’interesse per le teorie della pedagogia radicale, basate sulla revisione delle norme istituzionalizzate nel sistema educativo occidentale. Attraverso l’analisi delle relazioni tra docenti, genitori e alunni di scuole autogestite francesi, l’artista ha potuto svelare il nostro sistema, totalmente dipendente dalle gerarchie e dalle istituzioni, mostrandone una lucida metafora. Cooperazione, solidarietà e senso di responsabilità sono stati i fattori determinanti del clima scaturito dagli “esperimenti sociali” di Husny-Bei. I video, accompagnati da disegni e valorizzati da importanti suggestioni cinematografiche e letterarie, mostrano l’inganno delle istituzioni e spronano l’osservatore ad attivare la propria coscienza critica investendo l’artista di un cruciale ruolo sociale.

Adelita Husni-Bey - 6Artista 2011 - veduta della mostra presso il Macro, Roma 2012

Fortemente affascinata dalla dimensione collettiva è anche Elisa Strinna (Padova, 1982) che traduce il tradizionale e consolidato linguaggio storico-artistico attraverso le immagini e i feticci della contemporaneità. Nelle tre stampe fotografiche dell’opera Variazioni su canestra di frutta, la celebre natura morta di Caravaggio viene rivisitata nella trasposizione fotografica che ne modifica il significante, ma non il significato. L’attualizzazione dell’opera del maestro, in cui la canestra diventa un cesto Ikea e la frutta è importata da multinazionali alimentari, innesca una riflessione sui concetti di scambio, valore e storia, intrinsecamente legati alla vita di un’opera d’arte. Input che conducono anche alla realizzazione del video La ragazza mela dove la fiaba di Italo Calvino si tinge di tratti contemporanei attraverso la sostituzione dei personaggi e gli interventi concettuali. Non più re e regine, ma membri dell’imprenditoria odierna, con le proprie ossessioni e frustrazioni, si muovono in un video in cui la fotografia si arricchisce di colti rimandi all’iconografia artistica e cinematografica. Ecco che i pilastri della nostra formazione intellettuale consentono all’artista un’interpretazione metaforica dei nostri tempi.

Chiara Natali

Roma // fino al 29 gennaio 2012
6Artista 2011 – Adelita Husni-Bei, Elisa Strinna
a cura di Vincenzo de Bellis
MACRO
Via Nizza angolo Via Cagliari
06 0608
macro@comune.roma.it
www.macro.roma.museum


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Chiara Natali
Chiara Natali (Milano 1982), vive e lavora tra Teramo e Roma. Dopo essersi laureata in Scienze della comunicazione e in Storia dell’arte contemporanea a Bologna, si è dedicata all’approfondimento degli aspetti manageriali e progettuali in ambito culturale. Membro della direzione artistica di BMidea (Teramo), realtà che si occupa dell’organizzazione di manifestazioni artistiche e musicali, è co-responsabile organizzativa del progetto di street art e writing urbano Teramo Urban Museum e collabora da quasi un anno con il dipartimento di arte contemporanea della GNAM (Roma).
  • commento

    spesso si denota come in questi concorsi i vincitori sono spesso artisti/persone nate in zone geografiche fortunate per il mondo dell’arte. Chi ha avuto la fortuna di nascere, vivere o studiare a Milano, ad esempio, ha sicuramente agevolazioni in più per collezionare sul curriculum step della propria carriera utili per andare avanti. Il problema è sempre lo stesso. un artista/persona del sud che non ha la famiglia alle spalle che possa sostenere un figlio alle enormi spese di una vita fuori dalla propria città deve faticare di più. Non direi che queste artiste sono promesse giovani artiste da museo. direi solo che sono state fortunate.

  • kim

    invidia?

  • Eugenia

    Fortunate???
    la differenziazione tra nordisti e suddisti purtroppo a volte viene enfatizzata maggiormente dagli stessi che non sopportano questa distinzione.
    caro “commento” non credo proprio che la possibilità di fare una mostra in un museo derivi dalla “fortuna” di abitare in certi posti piuttosto che in altri, il contesto lavorativo incide sicuramente, ma non è l’unica condizione che ti permette di lavorare. Se la tua è una buona ricerca verrà riconosciuta anche se abiti in provincia di salerno o di messina! Conosco molti artisti del sud d’italia, della provincia della provincia, che senza un soldo si sono mossi per quel che potevano e sono riusciti a far conoscere il loro lavoro….queste artiste sono solo giovani artiste che stanno ricevendo i frutti del loro lavoro.