Senza fiato al PAV di Torino

La mostra “Breathless” coniuga al forte impatto visivo un obiettivo sociale importante: renderci partecipi dei dati allarmanti su inquinamento e riscaldamento globale. Roba da rimanere senza fiato, almeno fino a fine febbraio.

Andrea Polli - Breathless - veduta della mostra presso il PAV, Torino 2011

Tra cascate digitali e Fiat 500 che sbuffano vapore acqueo, il PAV e l’americana Andrea Polli (Albuquerque, 1968) sono stati capaci di dar vita a una mostra decisamente affascinante dal punto di vista visivo, ma che trova il suo vero punto di forza nella divulgazione di dati estremamente complessi e astratti riguardanti i cambiamenti climatici. La cascata infuocata Particle falls, attraverso una costante mutazione d’intensità luminosa, rende visibile la quantità di PM10 nell’aria rilevata da un sensore posto all’ingresso del museo.

Le installazioni Breather e Cloud Car, invece, esplicitano l’inquinamento prodotto da due automobili, la prima avvolta in un polmone che simula un collasso e l’altra che emette ininterrottamente una quantità d’acqua nebulizzata che colma d’una nebbia insalubre l’intero cortiletto interno. Per quanto gli spazi del PAV siano ristretti, il risultato è variegato, sia per la quantità di media utilizzati che per le questioni affrontate, che toccano ogni parte della Terra, rendendone ancor più dichiarata l’estrema e diffusa urgenza.

Andrea Rodi

Torino // fino al 26 febbraio 2012
Andrea Polli – Breathless
a cura di Gaia Bindi e Claudio Cravero
PAV
Via Giordano Bruno 31
011 3182235

[email protected]
www.parcoartevivente.it

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Andrea Rodi
Andrea Rodi nasce a Chieri (TO), nel 1980. Prima di laurearsi in Filosofia presso l’Università degli Studi di Torino, con una tesi sulle influenze filosofiche nell’opera dello scrittore americano Paul Auster, ha vissuto per lunghi periodi negli Stati Uniti, a Londra e a Barcellona. Dal 2009 collabora con il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), per il quale ha curato le mostre Project: Lid for a Submerged Wolrd (2010), Silvio Vigliaturo. Amazzoni (2011) e Young at Art, I stay Here (2012). Negli ultimi due anni ha scritto per diverse testate nel settore dell’arte contemporanea. Attualmente, lo si può leggere su Artribune, Inside Art e sul sito Atlantidezine.it. I suoi articoli sono raccolti sul blog http://torinocult.com.