Neodivisionismo e contemporaneità. Ad Arco

Ci troviamo nel museo di Arco intitolato a Giovanni Segantini, ma le opere di Federico Pietrella non possono essere lette come semplici paesaggi neodivisionisti. I suoi lavori alludono infatti anche al tempo. In mostra, in Trentino, fino al 15 gennaio.

Federico Pietrella - 9 Settembre 2011 - 2011 - torce elettriche, batterie, tempo

Una passeggiata attraverso la produzione di Federico Pietrella (Roma, 1973) dal 1997 a oggi, più un’opera giovanile che funge da leitmotiv per l’intero percorso espositivo. In quella che ufficialmente è la sua prima personale in un museo italiano, vengono presentati lavori molto diversificati, tutti però accomunati da un costante interesse per la temporalità, il processo e l’autenticazione. Non solo i suoi celebri dipinti realizzati con timbri datari quindi, ma anche resine alchidiche, torce, fotocopie, oggetti trovati. Quello che di primo acchito sembra un Neodivisionismo basato sul nero – il colore tabù nel Divisionismo storico – si rivela in realtà un linguaggio più complesso e stratificato. Sotto un’estetica d’impatto, piacevolmente retrò, si sedimentano contenuti cari alla ricerca contemporanea.

Gabriele Salvaterra

Arco // fino al 15 gennaio 2012
Federico Pietrella – Der Spaziergang
a cura di Giovanna Nicoletti
GALLERIA CIVICA G. SEGANTINI
0464
583653
galleriacivica@comune.arco.tn.it

www.galleriacivica-arco.it


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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.