Parole private in spazi pubblici. Massimo Grimaldi al Pastificio Cerere

Look total white per la Fondazione Cerere, che ospita “Texts”. Sono le “Postcards from…” di Massimo Grimaldi. Prosegue così, fino al 21 ottobre, il progetto del Pastificio con l’Agenzia Pubblicità Affissioni di Roma.

Massimo Grimaldi - Texts - veduta della mostra presso il Pastificio Cerere, Roma 2011 - photo Cinzia De Nigro

Candide pareti accolgono i testi realizzati da Massimo Grimaldi (Taranto, 1974; vive a Milano) in materiale traslucido ed esposti per la prima volta in Italia, con l’idea di diffondere l’arte nel contesto urbano, e principalmente in spazi inediti, come, per l’appunto, un cartellone pubblicitario. Le scritte, unico mezzo artistico concesso nella mostra, rimandano direttamente a una riflessione astratta e concreta al tempo stesso: i pensieri si mescolano alle emozioni, in un flusso ininterrotto tra la condizione dell’artista, il mondo reale e la sfera dell’estetica.

Come afferma Grimaldi: “Il mio obiettivo è avere un contatto più diretto col fruitore. Inizialmente i miei testi erano inerenti al sistema dell’arte e al mio rapporto di artista con esso. Nel tempo, sono diventati alcuni più astratti, altri parlano d’amore, altri ancora fondono arte e sentimento”.

Marzia Apice

Roma // fino al 21 ottobre 2011
Postcards from… – Massimo Grimaldi – Texts
a cura di Marcello Smarrelli
www.pastificiocerere.it


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Marzia Apice
Marzia Apice, romana, si è laureata nel 2002 al Dams di Roma Tre con una tesi in Storia e Critica del Cinema. A partire dal 2003, anno di iscrizione all'ordine dei giornalisti del Lazio, ha lavorato come giornalista free lance presso numerose testate dedicate alla cultura, tra cui quelle degli editori Mondadori Electa e Baldini Castoldi Dalai, occupandosi sia sul web che sulla carta stampata di cinema, arte e teatro. Nel contempo, si è dedicata all'attività di editor per alcune case editrici, e ha curato l'ufficio stampa per diversi eventi culturali. A maggio 2009 ha pubblicato con l'editore Bibliopolis il saggio "Le visioni di Pasolini. Immagini di una profezia". Attualmente è caporedattore del quotidiano web www.4arts.it e collabora a progetti legati alla diffusione della cultura in contesti sociali disagiati. Inoltre, per conto della società Aram Edizioni srl, di cui è socia, organizza e promuove eventi legati alla cultura e allo spettacolo.
  • non male per quanto ci sia una tradizione della parola stampata a muro un po’ ingrombrante. Ma perchè postcards? C’è sempre bisogno del titolo inglese, non dico italiano, ma perchè no cinese o spagnolo? C’è sempre paura di un rimosso italiano.

    • hm

      perchè l’inglese è la lingua più parlata del mondo lucamorsi . o in ogni caso la lingua di internet della scienza dell’economia e dell’informatica .

      • veramente è il cinese la lingua più diffusa. In ogni caso non credo che la quantità sia sinonimo di qualità, quindi non credo che sia giusto porre il dubbio se usare o meno una determinata lingua; le parole sono importanti.

        • hm

          guarda che il dubbio se usare o meno una determinata lingua sei stato tu a porlo . tipico per te contraddirti nella stessa frase . non ho scritto che quantità sia sinonimo di qualità, solo che l’inglese è la lingua di internet della scienza dell’economia e dell’informatica .

  • cassiusclay

    Mah… a me sembra il solito lavoro trito ed un pò vecchio, a tutti i costi cocciutamente inserito in un contesto d’arte contemporanea. Speriamo arrivi qualcosa d’altro dalle altre generazioni, per lo meno qualcosa di davvero vicino a noi.

  • hm

    – ma niente è speciale, tranne quello che supponiamo esserlo –

    massimo grimaldi in effetti non lo sembra per niente. tra l’altro ho letto qua e là e paiono i pensierini di una zitella isterica indomata e asessuata .

  • hm

    qualcosa tipo misery non deve morire in versione timida .

  • cassiusclay

    Pensa se anziché scriverle sui muri quelle cose le avesse inviata via posta o via mail, ad ognuno uno scritto diverso, ai partecipanti delle sue mostre precedenti: in questo caso ognuno avrebbe partecipato al suo sentire in maniera davvero intima, e si sarebbe sintonizzato sull’anno 2011. Ed invece eccoci qui ad osservare muri bianchi con sopra scritte nere. Son più contemporanee quelle dei bagni pubblici del mio pub preferito.

    • hm

      sì ma non è che tu sei sempre i luchirossi? sappiamo quanto piaccia ai luchetti scrivere mail ai loro curatori del cuore boetti vintage mail art style relazionale (nemmeno relazionale perchè li conosce già)-: . secondo me invece scrivere ai partecipanti delle mostre precedenti fa molto cartolina di natale e di conseguenza carta trash da cestinare per il 99% della gente, almeno poi le cartoline di natale hanno qualche immaginetta sopra tipo agrifogli pupazzi di neve slitte daini alci babbi natale palline colorate etc più che scritti sarebbe meglio una grafica diversa per ognuno, dai ma chi è che sta a leggersi i pensierini (peri)patetici insoddisfatti sulle cartoline . cioè manco ci fosse sopra un disegnino con le faccine stupidine tipo quelle di stefano arienti .

      • hm

        io sono per il flyer/volantino/comunicatostampa/biglietto inaugurale curato nei minimi dettagli . poi chi se lo vuole tenere se lo tiene senza bisogno di spedirlo vintage mail art poverettista, ci penserà il gallerista a spedirli se non è un poveretto .

  • cassiusclay

    Non ho capito per chi mi scambi, ma comunque la tua osservazione non ha colto lo spirito della mia: offrivo a Grimaldi un’alternativa di linguaggio – una qualunque, era per fare un esempio- giusto per spingerlo verso la contemporaneità – e questo il senso del mio intervento – che mi sembra abbia sempre avuto difficoltà a sentire e fare sua.

    • hm

      ti avevo scambiato per una propaggine di luca cramerossi, a me non sembra contemporanea nemmeno la tua alternativa di linguaggio, è roba da boetti e arte povera . vintage mail art relazionale . anche il mio prof 65enne di disegno e storia dell’arte delle superiori fa vintage mail art —> http://dododada.ning.com/profile/AdalbertoCencetti?xg_source=activity . fai pure figurati . forse a questo punto sarebbe più contemporaneo stampare dei libri di poesie misantrope e lasciarli in un angolino della galleria senza nemmeno presentarsi .

  • hm

    in certi casi la mail art si può avvicinare incredibilmente al calendario di frate indovino —> http://www.fotocommunity.it/pc/pc/display/24242334

  • hm

    un calendario di frate indovino a forma di svastica !

    • …adesso abbiamo finalmente capito perche’ ti sta’ tanto sulle scatole la mail art… ti deve aver trattato proprio male Adalberto Cencetti!!

      • hm

        assolutamente no .