Davide Savorani. Tutti i giorni

Al Careof/Docva di Milano, Davide Savorani produce nuove performance. Una volta al giorno. Le sculture diventano elementi attivi, costituiti da vecchi e nuovi lavori. Mentre il Teatro Puccini diventa, fino al 17 giugno, spazio parallelo d’azione.

Davide Savorani - Green Room - performance a Careof - Milano, 12 maggio 2011 - photo Simone Bertuzzi

La terra è sparsa sul pavimento. Alcuni indumenti sono appesi sopra una lunga torbiera d’acciaio. Strutture metalliche occupano gran parte della sala. Uno Stregatto sorride dalla superficie di un foglio. Davide Savorani (Faenza, Ravenna, 1977; vive a Longiano, Forlì-Cesena) entra negli spazi di Careof, disponendoli per diventare laboratori attivi, segmenti per processi in essere. Green Room, titolo di questa personale in continuo procedere, è un termine preso a prestito dal teatro per delineare lo spazio che precede lo stage e che rievoca la struttura drammaturgica del progetto. Mostra che si trasforma continuativamente in spazio di visibilità e in azione dedicata al pubblico.

Ginevra Bria

Milano // fino al 17 giugno 2011
Davide Savorani – Green room
a cura di Chiara Agnello e Roberta Tenconi
www.docva.org

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.
  • Questa mostra mi sembra il meglio che si possa fare dentro i soliti rituali codificati della rappresentazione. Personalmente ,allora, preferisco la pittura perchè molto più consapevole del suo anacronismo, non c’è questa pretenziosità tridimensionale e performativa, che stride molto.

    Perchè dobbiamo pensare che questa cosa avviene in un capannone a milano, nel 2011, dentro ad un paese per vecchi, dove le generazioni della prima repubblica non hanno creato le condizioni di sostenibilità per le generazioni avvenire. E quindi vedere questi giovani dimenarsi là dentro, fa effetto (per dimenare intendo anche attaccare foto ai muri o presentare opere più definite). Come non ricordare Alex Cecchetti , recentemente da Kaleidoscope, impegnato nella medesima performance?:

    http://www.youtube.com/watch?v=z3-fawfhcT4

    Questa retorica del fallimento e del relativismo del “tutto può andare-facciamo tanti tentativi pazzi che siamo giovani, carini,smart e disoccupati”, ha francamente stancato. Anche se, ripeto, sembra essere una delle poche vie dentro una rappresentazione sempre più satura ed esausta.

  • hm

    squallido e deprimente oltre che insulso pretenzioso e vacuo .

  • Vicenda ITALIAN AREA – Museo Senza Centro: il giallo si infittisce
    Ho potuto recentemente comunicare con l’ufficio stampa di una galleria pubblica che appartiene alla lista del “Museo Senza Centro” (rete collegata ad ITALIAN AREA).
    Mi hanno assicurato di non avere più alcun rapporto col database milanese ITALIAN AREA.

    Eppure a tutt’oggi il loro logo compare ancora nella pagina web – scacchiera http://www.italianarea.it/index_files/italianarea_data/museo.html

    Perché non è stato cancellato?
    Vicenda ITALIAN AREA – Museo Senza Centro: il giallo si infittisce…