Non mi interessa Luca Rossi in sé, ma Luca Rossi in me

È un tormentone, lo sappiamo. Ma il fenomeno Luca Rossi continua a offrire spunti di riflessione (anche e soprattutto al di là dei suoi commenti). Questa volta ha fatto pensare Alfredo Cramerotti, fra i curatori dell’ultima Manifesta.

Luca Rossi - I'm not Roberta (partial view) - sedi varie, 2010

L’opera di Luca Rossi, io la definirei negandola. È piuttosto un tentativo di applicare delle “strategie” che l’autore ritiene necessarie per muoversi dentro (e smuovere da fuori) la scena artistica italiana. I’m not Roberta – “mostra” che Luca Rossi ha allestito al Whitney Museum, fra gli altri luoghi, durante la Biennale – è un tentativo, anche questo, che si pone come parte integrante di una strumentalizzazione di cui siamo partecipi e consapevoli.
In pratica, Luca Rossi applica l’idea della preghiera quotidiana a una navigazione analitica su Internet alla ricerca di una traccia. Che uno si prenda la briga di partecipare alla Whitney Biennial senza neppure andarci, ma allo stesso tempo analizzandola “di traverso”, è un po’ come cominciare dal mezzo, senza aspettarsi di dover fare tutto daccapo.

Luca Rossi - I'm not Roberta - veduta parziale sull'ascensore del Whitney Museum, New York 2010

I’m not Roberta prende atto, rinforzandola, di una pratica “sbagliata” molto diffusa: vedere le mostre su Internet, le riviste d’arte o in video (vedi Biennale di Gwangju sul sito di Mousse). Sia chiaro, io partecipo a questa pratica, non la subisco né la promuovo, ma ne faccio parte e uso. Che questo sia centrale nell’era contemporanea, è evidente: basti pensare al bombardamento informativo delle news nel presentarci il mondo “là fuori”, e alla distanza della verità riportata dall’andamento dei fatti sperimentato in prima persona. Di fronte a questo, Luca Rossi invece di scegliere la strada di Tino Sehgal (no documentazione, solo esperienza diretta); sceglie di prendere sul serio la superficialità del vedere e dello spettatore.

Luca Rossi

Se serva a disinnescare il meccanismo, o solo a rinforzarlo, non lo so. A dirla tutta, I’m not Roberta mi ha fatto più pensare che non decine di altri progetti artistici che ho visitato dal vero. Non ho garanzie che succederà ancora, ma ne prendo atto.

Alfredo Cramerotti


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Alfredo Cramerotti è un critico, curatore e artista di base nel Regno Unito. Il suo lavoro esplora la relazione tra realtà e rappresentazione attraverso una serie di media e collaborazioni tra le quali TV e radio, pubblicazioni, internet, festival mediatici, fotografia, critica e cura di progetti artistici. Nel 2011 Cramerotti è stato nominato Direttore del Mostyn, la principale galleria pubblica d’arte contemporanea del Galles. In passato è stato Co-Curatore di Manifesta 8, la biennale europea di arte contemporanea (2009-10) e Curatore Senior al QUAD di Derby (2008-11). Al di fuori dei suoi impegni istituzionali, Cramerotti e’ Candidato Ph.D. presso il Centro Europeo per la Ricerca in Fotografia, University of Wales, Newport, Co-Direttore dell’agenzia curatoriale itinerante AGM Culture, e Co-Curatore di CPS Chamber of Public Secrets, unita’ di produzione artistica e mediatica. E’ Visiting Lecturer in varie università europee tra le quail NTU Nottingham Trent University, University of Westminster e DAI Dutch Arts Institute, e Curatore della collana Critical Photography per Intellect Books. Sue pubblicazioni recenti comprendono i libri Aesthetic Journalism: How to Inform without Informing (2009) e Unmapping the City: Perspectives of Flatness (2010).
  • annalisa

    molto bello il titolo dell’articolo, geniale. E bravo luca rossi! Ognuno in fondo ha un luca rossi dentro…

  • mila

    Rossi mi ricorda Gianni Motti. Ad esempio la preghiera sembra un lavoro di Motti, in cui questi ha organizzato un attacco telepatico di massa (?) per tentare di fare cadere un governo dell’America Latina. Sembra strano, inoltre, che l’articolista non abbia citato l’operazione/personaggio/blog di Mario Pesce a Fore che ha anticipato di molti anni Rossi.
    “Se tutti gli artisti si proclamassero Mario Pesce a Fore questo sistema cesserebbe d’essere individualista e mercificatorio.” 2005
    http://mariopesceafore.splinder.com/
    http://mariopesceafore.go.ilcannocchiale.it/

  • Fabio

    Qui si sbadiglia. Il prossimo!

  • L’Étranger

    Queste cose le fanno, da anni, pure quelli di SOCIETE REALISTE, in una modalità meno compiaciuta ed autistica.

  • Pubblico Generalista

    La vostra è tutta invidia perchè Cavallucci ha definito Luca Rossi come “la personalità artistica più interessante del panorama italiano di questo momento”.
    Avete paura di lui perchè è il meglio artista e dialoga con i meglio operatori.

    Volete solo dissinescarlo perchè lo avvertite come un abile competitore che scrive un blog da cui i giornalisti/critici/curatori fanno copia/incolla per scrivere su di lui.
    Non ci avete pensato prima?
    Cazzi vostri

    Vai Luca
    Prega per noi

  • Ora credo di aver capito quale e’ “il modo nuovo e piu’ divertente per tutti” di far arte (o di essere artisti) secondo luca rossi. Indubbiamente sia “I’m not Roberta” che “Everything You Always Wanted To Know About Pizza Expectation(But Were Afraid To Ask)” sono due lavori interessanti: bravo luca rossi !!! …pero’ non mi sentirei dire che “questo e’ un modo nuovo”, ma solo che e’ una intelligente rivisitazione di modi operativi artistici gia’ noti, comunque bravo! complimenti!

  • milano notte

    Questa cosa della preghiera mi sembra effettivamente una follia nuova; però molto efficace. Bello il cercare su internet la traccia, e semmai trovarla giorno per giorno..ed essere unico spettatore. E quindi ecco la confusione di ruolo.Come quando nasce una vita e ci sei solo tu. Sei il padre o lo spettatore?

    Se ho ben capito dal blog i “Roberta’s cut” sono progetti secondari dove il racconto della mostra viene inviato ad alcune persone che possono (o non possono) fare da tramite con altri eventuali spettatori. Mi sembra geniale inviarlo allo staff di De Carlo: costringendo al limite ad una censura.

    Tutto molto bello, e poi mi sembra anche significativa la “mostra” in se….niente da dire…bravo rossi…..

    Unica cosa il titolo: perchè Roberta? chi è Roberta?

  • crisina

    Bhe, bellissimo. Ma non è possibile sapere le correlazioni tra le immagini? petrolio da sotto, vulcano da sotto, polvere, guantanamo, polvere nera, sabbia,sabbia nera, foto ascensore, rettangolo nero petrolio. Attesa negli aereoporti per il vulcano, attesa nell’ascensore. Distanza tra museo e artista, distanza da colmare con il petrolio, distanza da colmare con gli aerei ma attesa negli aereoporti con aerei che vanno a petrolio.

  • Eleno

    Concordo con Jerry, Rossi non è niente di nuovo. Io lo trovo pure un tantino noioso

  • Anonimo

    dai, scriviamo tantissimi commenti

    proprio sulla recensione di luca rossi
    facciamo un record di commenti
    dai
    che genio.
    ma perchè ho l’impressione che tutti i commenti siano scritti dalla stessa persona?
    emilia paranoica?
    ma se qualcuno si ricorda di due tizi degli anni ’60
    “concettuali”
    che lavorano sulla circolazione delle informazioni/racconti + intervenivano da disante sulle “mostre”

    allora
    uno inizia con la lettera
    B
    l’altro
    U

    il primo che indovina sarà definito
    “la personalità commentatrice più interessante del panorama italiano di questo momento, ma proprio proprio di questo momento”.

  • Sara Minta

    “La creatività diffusa genera mostri, uno si chiama Luca Rossi”
    Alberto Bagigio
    Curatore dell’ultima M.

  • Pesce

    dai, scriviamo tantissimi commenti

    proprio sulla recensione di luca rossi
    facciamo un record di commenti
    dai
    che genio.
    ma perchè ho l’impressione che tutti i commenti siano scritti dalla stessa persona?
    emilia paranoica?
    ma se qualcuno si ricorda di due tizi degli anni ’60
    “concettuali”
    che lavorano sulla circolazione delle informazioni/racconti + intervenivano da disante sulle “mostre”

    allora
    uno inizia con la lettera
    B
    l’altro
    U

    il primo che indovina sarà definito
    “la personalità commentatrice più interessante del panorama italiano di questo momento, ma proprio proprio di questo momento”.

  • angelo bellobono

    In uscita libro con annessa mostra di Luca Rossi “Commentario italiano(giovane inventario artefatto dell’arte italiana con leggero spaesamento internazionale). 18 euro edizioni “Unlimited”

    • me.giacomelli

      Bel sottotitolo!

  • @pesce forse dovresti rileggerti il commento di “publico generalista” E’ vero: i lavori di luca rossi possono esser ricondotti ad un “filone” giá noto, e allora? Vai in una qualsiasi galleria, ad una qualsiasi mostra e poi dimmi quanti lavori sei riuscito a trovare che non appartengano ad un “filone” giá noto. luca rossi è stato bravo ed è stato bravo a prepararsi la strada portando a focalizzare sul suo blog personaggi di tutto rilievo, presupposto alla visibilità del suo lavoro, detto questo, il, anzi i (anche “everything you always…”) sono buoni e va’ onestamente riconosciuto

    • pubblico generalista

      Bravo Jerry: a chi importa se Rossi non è originale?
      A chi importa se Rossi fa mail art?
      A noi interessano i personaggi di “tutto rilievo”. Ma fammi precisare una cosa: a noi interessano pure i personaggi di altorilievo e bassorilievo … e non schifiamo nemmeno quelli a tutto tondo.
      Aspetta Jerry
      aspetta
      mi è arrivata una email di Rossi:
      stava dialogando con un noto curatore di Zagarolo quando gli è stato comunicato che Er Pomata, ER POMATA!, l’ha nominato:
      ” la personalità più interessante dell’intero Vicolo di Bravetta!”

      Grande Rossi
      Prega per Noi

      Rossi Santo
      Santo Subito!

  • Geffa Di Raimondo

    Buoni, buoni commentatori, non mi disinnescate Rossi, tentate di non apparire così biecamente solidali l’un l’altro, in questo vostro livore tutto teso contro questo giovane astro nascente dell’arte contemporanea italiana ed internazionale. Fate come lui, fate come me, navigate in maniera analitica alla ricerca di una traccia? e pregate, pregate, pregate, e pregate ancora

  • hm

    -ma perchè ho l’impressione che tutti i commenti siano scritti dalla stessa persona?
    emilia paranoica?-

    lol sì possibile, io invece finora ho avuto la netta impressione che rossi si stia limitando a fare esattamente quello che ha criticato per un anno e mezzo, mi sembra un banale gioco di prestigio dietro cui c’è sempre il trucco (ben nascosto si intende pena il fallimento di tutta la sua teoria, uno di questi ad esempio potrebbero essere le relazioni che già aveva che gli hanno permesso di criticare le stesse per anni essendo già in una botte di ferro) . lo ‘sputodovemangio’ sinceramente non mi ha mai affascinato nemmeno un po’ . anche im not roberta sembra molto una mossa autistica come i bambini che si divertono a far sparire le cose e farle apparire magicamente da altre parti . però appunto dopo si cresce e almeno si dovrebbe capire che senza le relazioni fintamente disprezzate per mesi e mesi tutta questa manfrina non sarebbe mai esistita .

    • j,

      quoto hm

      basta leggere qui:

      “Dopo due anni di lavoro, il blogger Luca Rossi, attraverso il blog Whitehouse, ha posto alcune riflessioni critiche rispetto al sistema dell’arte italiano e internazionale, affrontando alcune dinamiche relazionali ma anche l’analisi specifica dei diversi linguaggi artistici. In questo confronto sono stati coinvolti molti operatori del settore: Roberto Ago, Andrea Lissoni, Angela Vettese, Giacinto Di Pietrantonio, Massimo Minini, Maurizio Mercuri, Fabio Cavallucci,Giorgio Andreotta Calò, Jens Hoffman, Massimiliano Gioni, Alfredo Cramerotti, Danilo Correale, Cesare Pietroiusti, Valentina Vetturi, Anton Vidokle, Micol Di Veroli, e molto altri; tale dibattito è stato ospitato su diverse riviste di settore: Flash Art, Exibart, Cura Magazine, Artribune, GlobartMag, Arskey. Fabio Cavallucci ha definito Luca Rossi come “la personalità artistica più interessante del panorama italiano di questo momento”.

      http://www.progettodiogene.eu/?p=1017

      L’autorappresentazione di Rossi come colui che sta tentando di superare e/o riformulare il ruolo dell’artista è inefficace e banale: Rossi sembra non riuscire a conquistarsi un’autonomia se non ricorrendo, tristemente, all’elenco di nomi di cui sopra:

      Rossi non è “distante”, è un presenzialista: la dissoluzion della centralità dell’Opera è un pratica che ha percorso tutto il XX secolo: il presidiare commenti di blog e forum o inviare email a x equivale a non perdersi un’inaugurazione che conta o a portare trepidando il proprio portofolio a …

  • hm

    – Questa cosa della preghiera mi sembra effettivamente una follia nuova –

    oh sì come no, nuovissima guarda . quasi da ritorno al medioevo .

  • @pubblico generalista …e a qualche altro: innanzi tutto la “mail art” e’ una parte importante e tutt’atro che disprezzabile dell’arte contemporanea e a me spiace vederla usata come termine di paragone spregiativo. Detto questo, a me non interessa se luca rossi ha finto di “sputare nel piatto”, di criticare il sistema, mentre in realta’ ci marciava… e’ possibile che sia cosi’, oppure no, a me non interessa nessun “luca rossi” ma mi interessa CHE COSA un “luca rossi” fa’ e i lavori, che conosco, di questo luca rossi suoi sono buoni. Si e’ accuratamente preparato la strada? Bene, buon per lui, anzi direi che anche questo sarebbe, casomai, un lavoro artistico (performance) proprio niente male.

    • hm

      ma quali lavori scusa? spiegali con parole tue dal principio alla fine che ti renderai conto meglio di quanto siano effimeri e basati su riflessioni giurassiche . oltre che legati a doppio filo all’intervento di operatori e relazioni amicali/public relations che si è finto per mesi di disprezzare . a me lucarossi va bene come critico ma come artista proprio non ci siamo, quando presenterà qualche lavoro degno di tale nome magari lo cagherò, ma mandare mail agli uffici stampa di gallerie (di cui magari si conoscono già gli operatori e critici) non è arte, che cattelan fosse paragonabile a tartaglia lo sapevo già . stessa cosa sapevo che è possibile raggiungere diverse persone con una mail e possono essere fruite nello stesso tempo, embè? scommetti che se le mando io le mail non mi cagano perchè non sono già inserito nelle relazioni amicali di lucarossi? ma di cosa stiamo parlando? cioè dovrebbe farmi riflettere o gridare all’opera d’arte sensazionale una mail inviata da lucarossi? lol dai basta non voglio andare oltre che altrimenti divento volgare .

    • Uff

      @jerry: non mi pare che si stia criticando rossi perchè ha fatto delle cose (moralmente) sbagliate. Si sta semplicemente scrivendo che rossi percorre strade già battute da altri, realizzando lavori poco incisivi rispetto la contemporaneità.
      C’è un addizione che gira riferita all’operatività di Rossi

      nome multiplo/anonimato (blissett, mario pesce a fore)
      + mail art (fluxus, ecc.)
      + critica “sistema”: livellamento/omologazione (grimaldi)
      + anedottica/lavori sul/col/nel “sistema” (blissett,zuffi, ecc.)
      + anedottica/smaterializzazione (seghal, Wilson, ecc.)
      + rapporto magazine/uso ambiguo-pop dei media (cattelan, Jacopo dell., ecc.)
      + frammentazione dell’opera nell’informazione (fine anni ’60)
      + blog upgrade-portfolio + stalking in forum/blog (boresta, pesce a fore, jacopo dell. ecc.)
      + enigmatica o grossolana infiltrazione in spazi espositivi, ecc. (a. c, brener, bansky cadere,, ecc.)
      + uso curatore come alter ego _cavalucci_ (cattelan_gioni)
      + superamento del ruolo tradizionale dell’artista (quasi tutti)
      + sottrazione/sparizione (Hsieh , ube. _anni ’60_, bas jan ader,ecc.) (-“morsiani?”)
      + preghiera (motti, ube, ecc.)
      +strategia nella lotta per il riconoscimento (cattelan, ecc.)
      =
      luca rossi

      credo sia piuttosto accurata.

      Rossi è diventato un fenomeno perchè ha riempito, con una certa dose di aggressività, un vuoto critico determinato da operatori scostanti e “dimentichi di un recente passato artistico” (vd. l’oblio sul personaggio/operazione Pesce a Fore).
      Poi:
      1. non molti hanno il tempo/energie per argomentare contro certe strumentali approssimazioni critiche di rossi , presidiando certi luoghi dell’arte cont. (blog, forum).
      2. gli operatori con cui si confronta rossi: con un piglio alla travaglio, ci si può interrogare: chi sono? che ruolo hanno nel “sistema”? perché lo fanno?
      es. sulla vecchia exibart passò questa puntuale osservazione, riferita al dibattito sui commenti anonimi _ in cui l’operatività di rossi è andata efficacemente insinuandosi, un pò come boresta e pesce_:

      “L’unica ragione per la quale lei continua a difendere l’anonimato dei commenti, spesso non tanto offensivi , nel senso di sgarbati, ma piuttosto calunniosi, diffamatori e immotivati come questo, è il fatto che Exibart trae vantaggio di accessi (e fidelizzazione) dal sensazionalismo di questi commenti. Esattamente come il corriere.it è un bollettino di guerra, e via dicendo riguardo tutto il giornalismo da salumeria, il quale altro non brama che una notizia ulteriormente negativa e sporca.”

      Altri sono intimiditi dalla scrittura di rossi: “se questo continua a scrivere male di me, sul suo blog, lasciando commenti ovunque, alcuni …”
      Lo so, sembra una puttanata, indica fragilità, ma […]

      Poi, jerry, se m’argomenti di un possibile investimento performativo nella “strategia d’affermazione” di rossi, anche qui, uff, ROBA VECCHIA, roba anni novanta.

      Stammi bene, ciao

  • hm

    -Ma non è possibile sapere le correlazioni tra le immagini? petrolio da sotto, vulcano da sotto, polvere, guantanamo, polvere nera, sabbia,sabbia nera, foto ascensore, rettangolo nero petrolio. Attesa negli aereoporti per il vulcano, attesa nell’ascensore.-

    scusa ma che polveri assumi? petrolio da sotto vulcano da sotto? semmai da sopra, da sotto sarebbe sotto terra . tra l’attesa nell’ascensore e negli aeroporti per il vulcano non c’è nessuna correlazione . epic fail .

    – Distanza tra museo e artista, distanza da colmare con il petrolio, distanza da colmare con gli aerei ma attesa negli aereoporti con aerei che vanno a petrolio. –

    scusa? ripeto che polveri assumi? prova con polveri bianche non nere che lo smog ti fa male, distanza da colmare con il petrolio? i vulcani non eruttano petrolio . scusa ma io sono per le energie rinnovabili, eurostar forever, cambia droghe valà . e tornaci in treno a imola che ti godi anche il panorama .

  • luca rossi

    Fatico un po’ a seguirvi.

    In ogni caso “distanza” non significa disinteresse per una cosa: quindi tenere un blog o “commentare” sono atti d’amore, momenti di riflessione, prima di tutto, con se stessi.
    Inoltre si tratta di gestire la distanza e non prenderla come regola didattica. Pregare quotidianamente e unire a questo una ricerca analitica sul web, significa trovare un equilibrio tra l’esserci e il non esserci. Al contrario è un certo narcisismo che pretende sempre di esserci, perpetuando un certo ruolo di artista stanco e stucchevole. Questo, veramente, non mi interessa. In questo progetto l’azzardo che ho scelto di compiere ha spiazzato il mio ruolo, rendendolo più confuso (forse spettatore? osservatore?), ma sicuramente più ricco nelle sue possibilità.

    • hm

      nessuno ha mai parlato di distanza in quanto disinteresse per una cosa . mi sa che fai fatica anche a seguirti da solo, le relazioni pubbliche ti hanno occupato troppo tempo e dopo non ne hai avuto abbastanza per formulare un discorso logico . se non pretendi sempre di esserci perchè spedisci mail agli uffici stampa della galleria massimo de carlo? o ad altre gallerie estere? e tutti gli operatori che hai coinvolto a più riprese?
      non sei convincente mi spiace .
      pregare è oltre il vintage, è un atto giurassico, è altamente anacronistico e non compatibile con il bombardamento di violenza visiva che appare in tv 24 ore su 24 sorry .

  • luca rossi

    Pregare è un fatto molto personale, non lo liquiderei come fai tu. Anche perchè non se ne possono percepire gli effetti. Anche io non ho certezze in questo senso. Se ne avessi non avrei commesso un azzardo.

    Mandare un testo allo staff di una galleria o un curatore serve perchè il pubblico possa andare a chiedere loro informazioni. Il mezzo è il racconto, e questo racconto potrebbe anche essere censurato. E comunque quello che mi interessa è la proposta concreta della mostra. Queste sono solo strategie per fare sì che la mostra non nasca e muoia nel giro di poco tempo; forse un modo per rivitalizzare e svecchiare alcuni rituali. Fino a settembre con “10.000 lives: director as spectator
    (Roberta’s cut, Gwangju)” l’unico fruitore della mostra ero io.

    • hm

      appunto se è un fatto personale non lo sbandiererei continuamente come fai tu, raccomandare di pregare poi sembra molto una mossa del tipo far l’elemosina alla domenica . anche la ricerca su internet in sé potrebbe già essere preghiera senza bisogno di scindere la preghiera dall’atto di ricerca come fai tu .
      tra l’altro una preghiera essendo personale potrebbe anche risolversi nel saltare su un piede solo invocando gli alieni, tu invece per cosa preghi visto che lo sbandieri? perchè l’attesa dell’ascensore e dell’aeroporto finisca presto per realizzare la tua performance alla galleria de carlo a base di pizze rancide? non si capisce .
      o meglio si capisce pure troppo .

  • Non capisco come mai il mio post, posteriore ad altri, sia ora finito avanti ad essi. Comunque ribadisco, “l’apprtrnenza ad un filone” o l’assimilabiltá ad esso non è un “peccato” o un motivo di condanna di un lavoro. La mail-art è un modus operandi dell’arte contemporanea nobilissimo e con molti “cultori” all’estero ed in Italia. Ruggero Maggi e la sua “canera 312” alla Biennale ne sono un esempio ( in quel caso inauguró addirittura la post-it art, che lo scorso anno ha visto “GenerAct”, mostra cui hanno partecipato oltre 300 artisti di 40 peasi e che è ancora in citcolazione e che probabilmente vedrà futuri passaggi all’estero) “I’m not Robrrta” e “Everything ..” sono due buoni lavori e sono interessanti. Che luca rossi (chiunque egli sia) abbia saputo utilizzare il blog per lastricare la strada ai suoi lavori (se lo ha fatto scientemente. ma anche se no lo ha fatto) è un bell’esempio di performance mediatica. L’impressione che si ricava da molti commenti “livorosi” (quanto rigorosamente anonimi, anche quando stigmatizzano l’anonimato di luca rossi) è che siano , più che altro, la conseguenza della prima inconfessata reazione “Orco! Perché non c’ho pensato io?”

    • hm

      perchè se non clicchi il tastino reply il post finisce in coda mr spammatore di professione . non è difficile ce la puoi fare anche tu .
      la mail art è una scoreggia anni 60 totalmente superata .
      nessuno ci ha pensato semplicemente perchè luca rossi finora non sta proponendo arte né alcun tipo di ricerca personale, ma solo critica più o meno lucida alla scena artistica italiana e semplici mail supplicanti attenzione a vari operatori del settore (che in molti casi conosce personalmente e ha già stalkerato a più riprese) in cui auspica in tutti i modi la sua presenza nelle gallerie che contano . fine .

      • gdb

        @hm ma tu con sto tono del cazzo che sai solo sputare in faccia alla gente di professione esattamente cosa fai? il bastian contrario? sai solo dire questo no quest’altro no quello l hanno già fatto, e tu cosa proponi, nuovo cervello del 2000? e cosa sarebbe il nuovo da tener da conto? se fai una critica fine a se stessa il tuo ragionamento circolare fa solo incazzare la gente e di certo non incita a pensare.

        • hm

          scusa secondo te vengo qui per autopromuovermi? quello lo lascio fare a luca morsi con la sua mail art al ‘miglior sistema italia’ . se ti infastidisce quello che penso e scrivo me ne frego . anzi godo . se non mi avessero oscurato il canale youtube non avrei nemmeno parlato di me, direi che invece dovresti ringraziarle le critiche gratuite fine a sé stesse e non utilizzate per l’autopromozione, e in ogni caso il tono del cazzo era per il tal jerry che mi ha apostrofato più volte come spammatore di professione, gli ho solo fatto lo specchio di riflesso facendogli notare la patetica inutilità del suo intervento . patetico anche intervenire con nomi diversi per autosupportarsi .

          • gdb

            dico solo che se fai una critica per incitare un dibattito ha senso ma smettetela tu e luca rossi di fare i bambini se volete litigare fatevi una telefonata e non scassate il cazzo su qualsiasi giornale d’arte

          • hm

            scusa ma di quali giornale d’arte parli? io vado solo su artribune e il blog della bordignon (di cui spesso mi limito a guardare le figure perchè il resto non è pervenuto), tempo fa leggevo regolarmente anche il blog di luca morsi ma ultimamente lo vedo sempre più ossessionato e intento ad autoscriversi lettere d’amore stile politi, è giunto a un punto morto e ora non mi interessa .

      • giuseppe donato

        Hm ma sei pagato da luchino o sei solo un servetto per scelta?
        Fai tristezza, fate tristezza, nick name e linguetta biforcuta; occhio ai boxer!
        Giuseppe Donatogiuseppe

        • hm

          ma servetto donato a chi? passo più tempo a sfancularlo che altro .

  • Tizio

    Hm sei semplicemente patetico, stai solo consolando la tua frustrazione. Questa recensione non ha nulla a che vedere con la mail art.

    • hm

      ma chissenefrega di questa recensione, io ho parlato del lavoro di lucarossi . e ti assicuro che è molto ma molto più patetico e frustrante nonchè sintomo di disagio psichico scriversi i commenti di adulazione da soli con nomi falsi come è successo in questo post da cima a fondo . e tra l’altro a me non frega niente del lucarossi in me ma solo del lucarossi in sé, ossia di quello che propone (che finora non è pervenuto a parte qualche critica più o meno lucida con l’ausilio di interventi esterni) .

  • hm

    mi sono accorto solo ora che rossi come immagine di uomo che prega ha preso sandro bondi lol dai ma è una barzelletta tutto ciò, almeno non menatevela che fate solo ridere . cioè capisco che lucarossi sia imposto dall’esterno tipo forza occulta (e probabilmente sia anche un progetto legato a più persone) ma rosicare anche per le critiche che giustamente vi grandinano addosso visto il nulla che state proponendo è da poveri sfigati . poi io sono sempre pronto a ricredermi ma la roba esposta di lucarossi finora è di un’ovvietà e di un anacronismo imbarazzante (oltre ad aver perseguito lo ‘sputodovemangio’ delle public relations all’ennesima potenza che per quanto mi riguarda è già fonte di ignominia in sé) .

  • Camillo Lairdo

    Ai miei tempi, quando ero giovanotto, alla fine degli anni ’70, le cose che propone Luca Rossi rientravano entro le categorie di:
    1. MAIL ART
    2.PROVINCIAL ART
    Ancora qui stiamo?
    Mah

  • Luchetto caro, come ti invidio, Tutti che parlano male di te.

  • Lorenzo, non invidiare troppo luchetto caro, in fondo, a parte caccaemme che non conta, approvazioni e critiche piú o meno si equivalgono ;-)

  • oh jerry una invidia benevola si intende, a luchetto gli auguro essere il Cattelan degli anni 10. Mi ricorda molto quei personaggi del fantastico, si insomma quelli conosciuti nel mondo dei fumetti come Black Macigno, Zagor ed il Comandante Mark .
    Eppero’, anche come personaggio, lo vorrei vedere piu’ guerriero , mischinetto, se tiene tutto dentro alla fine non avra’ piu’ bile al suo posto perche’ è vero che è molto perbene e non l ho mai letto abbaiare a nessuno (a differenza di alcuni maleducati di cui non si puo’ fare nome perche’ non sta bene) ma è altrettanto vero che questi modi possono essere scambiati per modestia e , cinicamente, non vorrei autorizzare la voce del vicinato che sospetta Lui essere un raccomandato, perche’ si sa che i modesti non hanno vita facile.
    Ciao Jerry.

    • Caro Lorenzo, m’e’ proprio piaciuto il tuo assimilare (o almeno il fatto che ti faccia tornare alla mente) luchetto con certi personaggi dei fumetti vintage!!! Molto buono!!! Ottimo anche il “noi siamo arte” t’ho gia’ detto in altra occasione che (non fosse gia’ il motto di un mio caro amico il quale, tra l’altro, proprio in questi giorni sta’ mettendo in piedi, o almeno ci prova, la “prima performance-happening” su FaceBook”) userei come “banner” “L’arte e’ vita, la vita e’ arte” … l’Arte non morira’ mai, mu0iono gli artisti, iloro modi di far arte, le scuole, le correnti, le avenguardie e post-avanguardie, i critici, i curatori, ma l’Arte mai!!! e se (non credo prorpio) il 2012 fosse davvero la “fine del mondo” sarebbe la piu’ fantastica, immensa e terrificante “performance” di tutti i tempi (…peccato che non ce la godremmo un gran che’ ;-) )… pero’ continuo a trovare nei tuoi post una forte vena di pessimismo…perche’ “LARTISTA”, che occupa ognuno di noi, QUELLO è il vero criminale da finire.” ??

  • Luigi

    Se fossimo in Germania o Inghiletrra Luca Rossi sarebbe alla Biennale. E invece il masochismo italico e’ meraviglioso.

    • hm

      ahahahahahahahhaaha sisi certo come no, se lucarossi avesse inviato im not roberta a qualche galleria in germania o inghilterra lo avrebbero già mandato a lavorare in miniera da un pezzo . ma d’altra parte noi siamo la patria di ‘torno subito’ e tutte le altre stronzate indegne di cattelan, quindi perchè stupirsi? lucarossi è perfettamente in linea con l’italietta e la sua mentalità meschina . però non facciamo (fate) paragoni pietosi col resto d’europa dai accontentatevi in silenzio delle pizze e delle mail amicali con le fotuzze scaricate da google . in fondo gli italiani sono il popolo con più telefonini del mondo quindi le mail socievoli relazionali e ciarliere di lucarossi sono perfette per sottolineare quanto siamo un popolo sfigato chiacchierone e logorroico . la perfezione della sua pochezza però (o meglio assenza artistica) si sarebbe verificata se avesse inviato direttamente degli sms o mms ai diretti interessati degli uffici stampa e curatori vari visto che conosce già di persona tutti gli operatori che ha coinvolto nella sua manfrina puerile (oltre al fatto che la mail art fa molto obsolescenza anni 60 come tutto l’atteggiamento supervintage giurassico italfurbetto di rossi che prima critica e sputa nello stesso piatto dove pateticamente si fermerà a mangiare) .

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Caro Luigi, la Germania, in cui ho vissuto per dieci anni, ti posso consolare che è una Nazione molto seria. Un Paese singolare, dove si è artista per vocazione. non per raccomandazione. In Italia per consolarci delle nostre miserie umane, frughiamo tra i nostri rifiuti , artistici e culturali. Il rifiuto, a dispetto di ogni ostacolo reale, è una certezza. Nel bene o nel male siamo sempre noi a farlo. Saluti

  • Romano Feic

    Ao, ma solo ai bacucchi piace Rossi?
    Qui mi hanno madato un’email per sollecitarmi nel commentare sta rencensione
    e fare il record delle fregnacce.
    Bello.

    Ao Rossi
    AOO!
    ma a me l’email con il racconto non lo mandi?
    hai paura che ti censuro?
    ma no dai…

    Aoo Rossi, e ascoltami!
    sempre a pregà stai!

    AOOOO!

    dai scendi Rossi
    sali sulla motoretta
    che andiamo in biennale

    AOOOOOO!
    sempre a dialoghà
    ROSSIIII! AOOO!
    che ci sarà poi da scrive!
    a chi!?

    cosa?
    scrivi ai meglio operatori? al meglio sistema?
    tieni ragione Rossi!

    AO ROSSI
    e ascoltame!
    Preghi dopo, preghi
    ascoltame
    ti devo dire una cosa Rossi:

    SE ERAVAMO IN INGHILTERRA A ‘STA ORA STAVI SPOSATO A WILLIAM, STAVI

    li mortacci vostra
    meschi e livorosi
    che mi osteggiate Rossi

    (Rossi a quest’ora conferenzia
    tieni dialoghi
    sistema il meglio sistema
    mailarta
    e prega insieme a noi)

    Le bacio l’anello
    Eccellenza reverendissima

    Suo
    Romano Feic

  • Remigia Bode

    Se fossimo in Germania Luca Rossi starebbe già facendo non solo Documenta 13, ma pure la 14 e la 15. Poi invierebbe un’email a Enwezor per partecipare anche all’undicesima, in una modalità retroattiva. Infine pregherebbe Szeemann per partecipare alla quinta.

    Luca
    Prega per noi
    Poveri cittadini/parlamentari
    Che caparbiamente osteggiamo le tue proposte

  • Credo proprio non sia gran cosa che il “fumoso” Luca Rossi continui a destare tanto interesse.
    Piuttosto, perchè allora non pensare ad un premio- il “Magutt d’oro”- per le varie
    categorie artistiche che ci informano quotidianamente e argutamente facendoci ,a quanto si mormora, vivere meglio,gratificandoli ufficialmente?
    Certo ci sarebbero dei vincenti scontati-non di prezzo-, pensiamo appunto al Luca Rossi per il “varietà”,al Luca Beatrice con la sua arte “alternativa” , al Televenditore -ultimamente dedicatosi molto “all’arte povera”- Carlo Vanoni – quello che ha presentato1324 artisti e da sempre gliene sono piaciuti 1324 -(tallonato però dal “talent scout” Andrea di Prè ,quello che guarda sempre te),
    ma non si sa mai.
    Naturalmente si potrebbe spaziare anche in altri settori, TV,Radio,musica,e perchè no? anche il calcio: che,per caso,Mourinio non ci starebbe coi sopracitati?
    Ma forse è meglio partire in sordina e dare doverosa preminenza all’Arte, poi si vedrà. Importante, è un buon avvio.
    Certo è- in caso- che bisognerà anche dare molta informazione all’inusuale iniziativa sopratutto oltreconfine,sennò si corre il grosso rischio che i “nostri “,immeritatamente, continuino ad essere famosi solo in loco.

    Giuliano Perezzani

  • Luchetto come Gesu’, sono quasi tutti a favore di Barabba.

    • hm

      no sono quasi tutti a favore della realtà, è diverso .

  • Le maggioranze hanno sempre Torto hm.

  • e guarda caso si richiamano sempre alla realta’.

    • hm

      sei liberissimo di credere alle favole, basta che tu non me lo imponga .

      • che pessima parola , imposizione. si conversava sulle maggioranze e sul loro essere Realta’ che non equivale essere verita’.
        Non è il caso di scomodare quale tipo di maggioranze nel passato siano state cose nefaeste nella realta’.
        Vedi proprio nelle Favole è possibile cogliere invece dei frammenti di realta’.

        eppoi tu, hm, non sei il tipo che si lascia imporre alcunche’; sei cosi tutto d’un pezzo.

  • Koseph Josuth

    FUCK THIS UPGRADE MAIL ART,
    FUCK FALSE RESEARCH,
    NOTHING COMPARES TO CONCEPTUAL ART!

    ART SUCKS NOW DAYS!
    BRING BACK THE SIXTY!!!!!!

  • Domenico

    bam, bam. Insomma Rossi! sempre a pregare. bam, bam. e basta! con ste preghiere ad alta voce . domani ci si alza presto, sono lavoratore, io. BASTA CON STA RICERCA ANALITICA SU INTERNET CHE TIENI SVEGLIO TUTTO IL PALAZZO, con sto rumore di tasti!

    BAM, BAM, BAM
    lo so che sei tu che continui a pisciare nell’ascensore del Withney,
    non Roberta!

    BAM BAM BAM BAM BAM

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Lorenzo, aspettavamo la fine dell’arte è venuta la fine viruale di Luchetto.

  • Savino, come puo’ avvenire la fine dell’ARTE ? ognuno di noi è ARTE quando la mattina ci facciamo la barba , nelle funzioni corporali, quando mangiamo, urliamo bestemmie, in chiesa, e perche’ no?! al bar , quando sputiamo per terra, scopiamo …guarda anche quando facciamo la fila allo sportello per pagare il pizzo… tutta l’esistenza è un campo dove è VIVA L’ARTE. financo la MORTE appartiene all’ARTE.

    “LARTISTA”, che occupa ognuno di noi, QUELLO è il vero criminale da finire.

    Luchetto è innocente , non ha colpe, ha scelto di mettere la sua finta “faccia ” solo per prendere finte Torte in faccia .

    Vuoi sapere quando Luchetto avra’ fine ? quando mettera’ all’incasso i diritti D’AUTORE ! per ora rimane alla catena, naturalmente affamato.

    Ciao Savino , buona domenica.

    • aro Lorenzo, m’e’ proprio piaciuto il tuo assimilare (o almeno il fatto che ti faccia tornare alla mente) luchetto con certi personaggi dei fumetti vintage!!! Molto buono!!! Ottimo anche il “noi siamo arte” t’ho gia’ detto in altra occasione che (non fosse gia’ il motto di un mio caro amico il quale, tra l’altro, proprio in questi giorni sta’ mettendo in piedi, o almeno ci prova, la “prima performance-happening” su FaceBook”) userei come “banner” “L’arte e’ vita, la vita e’ arte” … l’Arte non morira’ mai, mu0iono gli artisti, iloro modi di far arte, le scuole, le correnti, le avenguardie e post-avanguardie, i critici, i curatori, ma l’Arte mai!!! e se (non credo prorpio) il 2012 fosse davvero la “fine del mondo” sarebbe la piu’ fantastica, immensa e terrificante “performance” di tutti i tempi (…peccato che non ce la godremmo un gran che’ )… pero’ continuo a trovare nei tuoi post una forte vena di pessimismo…perche’ “LARTISTA”, che occupa ognuno di noi, QUELLO è il vero criminale da finire.” ??

  • hm

    – “LARTISTA”, che occupa ognuno di noi, QUELLO è il vero criminale da finire. –

    appunto quindi finiamo lucarossi una volta per tutte e basta con le stronzate . io lo faccio per voi perchè sono completamente immune alla lucarossite sputadovemangi nascondirelazioni scaricafotuzzebanali da mailing art supervintage . così vi evito anche altri autocommenti scritti per autocompiacersi e creare finto hype . ah cmq su altri blog gira la voce che lucarossi sia un progetto di cesare pietroiusti con gli studenti iuav di venezia e terminerà alla prossima manifesta . in un qualche modo sono coinvolti pure morsiani, cavallucci i e hamlin baldini di placentia arte .

  • hm

    – Non mi interessa Luca Rossi in sé, ma Luca Rossi in me –

    mi sono rifatto al titolo del commento, a me fortunatamente l’arte di rossi non mi sfiora, leggere le sue critiche era anche divertente lo ammetto ma se riproponi quello che critichi allora non hai capito niente bello . o meglio hai capito che sei il solito furbetto e per giunta te la meni pure con un’aura pseudoconcettuale anni 60 . solo secchiate di diarrea per lucarossi .

  • Luigi

    HM smettila sei patetico. Negli anni 60 c’era il blog???
    I blog da dove sono partiti anche i cambiamenti in Africa del nord? Luca Rossi e’ profondamente in linea con il suo tempo, e ha bypassato il solito sistemino provinciale italiano. Ora non gli resta che riallacciare il grande pubblico con l’arte contemporanea.

    Mai nessuno ha deciso di intervenire pregando, perché mai nessuno ha potuto unire questa pratica calda alla freddezza di internet. E i contenuti della mostra sono profondamente incidenti rispetto gli stati uniti e il periodo storico attuale.

    • Mario

      Ciao Luigi
      Non mi sembra una novità l’uso del blog: mai sentito parlare del personaggio, nome multiplo, proto lucarossi, MARIO PESCE A FORE?
      Cose accadute nel 2005: USO DEL BLOG e MAIL!!!
      http://mariopesceafore.splinder.com/
      http://mariopesceafore.go.ilcannocchiale.it/
      Ti ricorderai certamente di lui perchè teneva pure delle piccole rubriche su cui rifletteva sul sistemaitalia su flash art.
      Sono molte le coincidenze con il lavoro di Rossi, non trovi?

      Per quanto riguarda la preghiera/blog/arte/precipitatosumostre ti invito ad informarti sul lavoro di jacopo dell. e del mostro sacro ROY ASCOTT

      Buona Ricerca
      Buon sabato a tutti

    • hm

      @Luigifake aka lucarossi

      – I blog da dove sono partiti anche i cambiamenti in Africa del nord? –

      i cambiamenti che stanno tentando di imporre in africa del nord sono partiti dai servizi segreti, e guardacaso l’identità di lucarossi è segreta .

      -Mai nessuno ha deciso di intervenire pregando, perché mai nessuno ha potuto unire questa pratica calda alla freddezza di internet.-

      allora fai così vai alla beatificazione di giovanni paolo II mentre chatti sul tuo blog col wifi, sai quanta gente ci sarà a farlo che aggiorna il suo blogghetto mentre stanno beatificando giovanni paolo II ? credi di essere l’unico a proporre queste banalità scontate?

  • @luigi, scusa, ma permettimi un consiglio : non perder tempo con (c)hm .. e’ solo fastidioso e spesso volgare “rumore di fondo” sul canale … ineliminabile e quindi semplicemente da ignorare (un tempo sulle ricetrasmittenti c’era lo squelch, ma qui passerebbe per “censura” quindi… va’ bene cosi’)

  • Vittoria Cimica

    Condivido sull’obsolescenza del lavoro di Luca Rossi. Una versione aggiornata di mail art e un ruffiano e rassicurante depotenziamento dell’operazione di Pesce a Fore. L’arrivare con tempi diversi/altri rispetto alle dinamiche espositive è una convenzionale riproposizione di soluzioni/strategie anni ’70 e ’90:

    Cadere andava alle mostre (degli altri) con la sua sbarra (COINCIDENZA SPETTATORE/CRITICO/ARTISTA)

    Cattelan “ruba/decostruisce” l’installazione di Holler per fare una propria mostra

    Sislej Xhafa “Padiglione Clandestino Albanese”, nel 1997 alla biennale di venzia

    ecc.

    L’agire “sulla” distanza:
    attacchi telepatici di Motti

    ecc.

  • Luigi

    @vittoria:
    Rossi in questi ed altri progetti mantiene realmente la distanza fisica e non occupa fisicamente lo spazio con sue opere (diverso da cadere).

    Lo strumento del blog usato da Rossi come regolatore degli interventi esterni e come piattaforma critica non esisteva negli anni 60.

    La preghiera non e’ telepatia e non e’ finalizzata ad un qualche accadimento specifico. La mostra e’ altrove, documentata dalle foto.

    Rossi lavora anche in una dimensione filtrata che e’ profondamente attuale. Spesso la prende totalmente sul serio. Questa dimensione non e’ originale ma e’ originale quello che lui ci propone dentro.

    Lo criticate solo per rassicurare la vostra mediocrità. La verità fa male

  • Luigi

    @vittoria:
    Rossi in questi ed altri progetti mantiene realmente la distanza fisica e non occupa fisicamente lo spazio con sue opere (diverso da cadere).

    Lo strumento del blog usato da Rossi come regolatore degli interventi esterni e come piattaforma critica non esisteva negli anni 60.

    La preghiera non e’ telepatia e non e’ finalizzata ad un qualche accadimento specifico. La mostra e’ altrove, documentata dalle foto.

    Rossi lavora anche in una dimensione filtrata che e’ profondamente attuale. Spesso la prende totalmente sul serio. Questa dimensione non e’ originale ma e’ originale quello che lui ci propone dentro.

    Lo criticate solo per rassicurare la vostra mediocrità. La verità fa male Lo so.

  • Vittoria

    @luigi: L’operazione MARIO PESCE A FORE, il personaggio, è stato costruito sul mantenimento di una DISTANZA FISICA dal sistema, costruendo coscientemente una retorica cretina/ideologica, quindi non assimilabile

    qui sta la vera innovazione di Pesce
    la vera DISTANZA, di una dolorosa e profiqua distanza, complementarità e autosufficienza.

    Pesce ha gabbato tutti, critici, capoccia, e se pure stesso, fino a scomparire.

    ROSSI è SMART RELATIVISM. Poi, caro Luigi, mi sembri un tantino superficiale. Reputare significativa whitehouse perchè “non occupa uno spazio”, pare il giudizio di uno che guarda la nostra contemporaneità con gli occhi del primo novecento. Commenti, blog, email, hanno un corpo, hanno un peso! Sveglia!

  • Luigi

    Per Pesce a Fore solo il nome da venire l’orticaria. E non ho voglia di approfondire: certo se fai cose non incidenti mantieni la distanza da tutto, e che centra? :) se uno sputa per terra a Parigi, e’ lontano dal sistema e non allineato, ma a me può non interessare. Io penso anche ad altri progetti di Rossi uniti ad una visione critica puntuale e pungente. Qui, non si tratta di repulgere tutti in modo fine a se stesso.
    Penso al suo progetto da zero, solo documentato, e che ha indotto il gallerista a togliere oscurare le foto dal sito lasciando solo i curriculum vitae. Questo unito ad una riflessione critica rispetto al fatto che le relazioni pubbliche e private fossero l’unica materia delle opere per certe gallerie giovani. Certe opere sembrano i titoli gonfiati del caso parmalat. Per il resto Pesce a Fore non si e’ fatto conoscere e sembra solo un livoroso bastian contrario. E questo a me non porta nulla, Luca Rossi mi porta molto.

  • Luigi

    La rubrica su flash art era illeggibile e confusa. La forza di un progetto e’ anche quello di crearsi un seguito, io non riesco a cliccare su pesce a fore…perché e’ stucchevole e pesante. Whitehouse e’ diverso anche da altri progetti stranieri, diverso anche da Dell.

  • Luca Rossi

    Smettete di scrivere che ho copiato Pesce a Fore e che faccio mail art, invidiosi anonimi. Approfondite i mie progetti invece. La pratica della preghiera non è poi una continuazione di prassi critiche di smaterializzazione degli anni ’60, no! Negli anni’60 NON C’ERA IL BLOG! Infine, i miei dialoghi, le mie relazioni private e pubbliche non sono l’unica materia delle mie opere, io mi sono fatto conoscre, io, altro che quel bastian contrario di Pesce.

  • Maurizio Cattelan

    Io voglio fare il parrucchiere come Luca Rossi

  • hm

    @Luigifake aka lucarossi

    – I blog da dove sono partiti anche i cambiamenti in Africa del nord? –

    i cambiamenti che stanno tentando di imporre in africa del nord sono partiti dai servizi segreti, e guardacaso l’identità di lucarossi è segreta .

    -Mai nessuno ha deciso di intervenire pregando, perché mai nessuno ha potuto unire questa pratica calda alla freddezza di internet.-

    allora fai così vai alla beatificazione di giovanni paolo II mentre chatti sul tuo blog col wifi, sai quanta gente ci sarà a farlo che aggiorna il suo blogghetto mentre stanno beatificando giovanni paolo II ? credi di essere l’unico a proporre queste banalità scontate?

  • hm

    @jerry hluang
    senti jerry hluang già ieri mi hai offeso e ho fatto finta di niente, punto primo qui sopra sono TUTTI d’accordo con me tranne te e i fake di lucarossi che si danno ragione da soli, quindi modera i termini prima di vomitare falsità . secondo chi scrive banalità oltre che 50 commenti al giorno ed è un rumore di sottofondo inutile qui sopra sei solo tu, e lo sanno tutti quelli che ti rispondono per pietà continuamente interpellati da te fuori luogo . terzo oltre alla tua presenza banale e chattante non sei nemmeno in grado di usare un commentario e ignori come funzionano i forum usando il tasto reply, quindi evita di tirarmi continuamente in ballo se non hai niente da dire come spesso ti accade, grazie .

  • luca rossi

    Non condivido l’ultimo mio commento. Credo che Pesce a Fore stesso si stia divertendo a firmarsi Luca Rossi. E non condivido questo sbrodolare di commenti.

  • hm

    – Non condivido l’ultimo mio commento. –

    questo è ciò che succede a usare troppi fake per darsi ragione da solo lucarossi, alla fine rischi di non condividerti più e fare confusione come effettivamente stai facendo .

  • Luca Rossi

    inoltre ho inviato email solo al meglio sistema, il resto non conta. Se qualcuno intende usare la mia identità suggerita, che è la come le lepri feticcio usate per far correre i cani, vi invito prima a chiedermi il permesso sul mio blog. Vi invito anche a leggere il mio prossimo dialogo che sto editando proprio adesso. Per ora è tutto. Ciao

  • FORZA ITALIA

    forza ragazzi, commentate, dai che battiamo i record di commenti,
    dai forza
    che bello commentare
    questa rencensione sarà la più commentate
    perchè è una bella rencensione
    incisiva, imporatnte
    chiara

    dai ragazzi

    commentate

  • hm

    – inoltre ho inviato email solo al meglio sistema, il resto non conta. –

    lol lucarossi è un superazzista calcolatore peggio di cattlelan ! ! ! vergogna ! ! ! per fortuna con internet i lucarossi senza scrupoli possono essere smascherati senza pietà . non nascerà un altro inutile cattelan fino a quando esisteranno internet e i forum . grazie internet .

  • luca rossi

    Basta così. Capisco che qualcuno è invidioso del mio successo, del mio lavoro, ma ora state esagerando. È da due anni che scrivo, criticando e argomentando, in maniera puntuale e precisa sul sistemaitalia. È da due anni che propongo progetti forti, efficaci, che, pur evolvendosi da una distanza sana e salutare, vanno ad incidere con precisione e scaltrezza su decrepito sistema composto da giovani artisti, mantenuti dai genitori, bamboccioni e debosciati. Basta. Se proprio avete tempo da perdere scrivendo su di me, copia/incollate dal mio blog invece di strumentalizzare il mio linguaggio, la mia critica costruttiva.
    Infine, c’è qualcuno che dovrebbe fare qualcosa per la propria dislessia: certi commenti sono scritti in maniera imbarazzante. Almeno se fate finta di essere me, impegnatevi: tanto poi i dialoghi li scrivo IO, le email al migliore sistema le mando IO

  • hm

    ok ragazzi basta fermiamoci non commentiamo più questo post non ne vale la pena, il prossimo che commenta è lucarossi, jerry hluang o un fake di lucarossi che tenta disperatamente di darsi ragione da solo finendo però solo col fare confusione e non condividersi . lucarossi is unsmart absolutism .

  • luca rossi

    A me sembrate un po’ strani, gli ultimi luca rossi sono fake. Ma per capirlo basta chiedersi se il commento che state leggendo non sia eccessivamente narciso e sopra le righe, in quel caso è fake.

    Intanto vi invito alla quarta puntata di Oltre il Giardino insieme a Giacinto Di Pietrantonio:

    http://whitehouse.splinder.com/

  • Jerry , “LARTISTA” a cui faccio riferimento nei commenti che scrivo è naturalmente una Figura esistenziale , non corrisponde a pinco pallino in particolare.
    E’, giusto per darti un idea, sostanzialmente un SALARIATO , certo singolare, perche’ ha la pretesa di essere messo al LAVORO.
    Non raramente è preso da vertigini per detta condizione che lo condanna ad una inevitabile e sicura IN-OPEROSITA’ che non significa ovviamente mancata fabbricazione di COSE .

    • …che non fosse un pinco pallino, l’avevo capito pure io che sono notoriamente un po’ tonto, ;-) che alberghi in noi una tal “figura esistenziale” beh!.. OK, ce ne sono tante, piu’ o meno evidenti, piu’ o meno potenti, di cui abbiamo piu’ o meno coscienza che magari ci sta’ pure questa … e allora uccidiamola!!! Ma per favore con un po’ di allegria ed ottimismo!!

      • candide , va bene che non ci conosciamo ma posso scrivere con il sentimento che piu’ mi aggrada ?

  • (forse) deluso da rossi

    Ciao Luca. Ma adesso non si può indossare la maschera “Luca Rossi”? Spero di aver capito male? Buon lavoro

  • rozzi

    Per quanto riguarda le critiche pretestuose e immotivate che mi rivolgete, Vi invito a RILEGGERE più volte questo passaggio del dialogo con DI PIETRANTONIO sul mio blog:

    “LUCA ROSSI: […] Il giornale, come anche il blog, lavorando su queste variabili può innescare una fibrillazione tra presentazione e rappresentazione. A me sembra di lavorare, appunto, lì dentro.

    GIACINTO DI PIETRANTONIO: Bene, Buon lavoro […]”

    Ha detto che il mio è un BUON LAVORO
    B-U-O-N L-A-V-O-R-O
    Quindi basta con queste strumentali critiche sulla mail art, mario pesce egli inciuci vari, se whitehouse riesce ci guadagniamo tutti, per imporci poi sulla scena internazionale.
    La mia identità: ora sto riformulando le presse iniziali: non mi sembra più opportuno lavorare sull’”identità suggerita”, “ognuno può essere luca rossi”, “mr. smith…” Credo che ora sia più efficace riprendere alcuni connotati del “ruolo monolitico dell’artista novecentesco “; evitiamo quindi di buttare via il bambino con l’acqua sporca..

  • Luca Rossi

    Si può , si può…non si può fare diversamente…
    ;)

  • (forse) deluso da rossi

    allora non eri tu a scrivere:

    “A me sembrate un po’ strani, gli ultimi luca rossi sono fake. Ma per capirlo basta chiedersi se il commento che state leggendo non sia eccessivamente narciso e sopra le righe, in quel caso è fake. ”

    non capisco, non ci si può firmare luca rossi? se no non ti pubblicano qui?
    come si può essere dei fake luca rossi?
    si sente un pò puzza di “personalità monolitica”…

    dai, non finermi a fare il “reflusso”…

  • jimmy pidocchio

    Si sta lavorando, di sabato sera, per superare i 100 commenti (censura permettendo). Si è scelto questa recensione strategicamente…

  • luca rossi

    Non mi va d’insistere ma per quanto riguarda le critiche pretestuose e immotivate che mi rivolgete, Vi invito a RILEGGERE più volte questo passaggio del dialogo con DI PIETRANTONIO sul mio blog:

    “LUCA ROSSI: […] Il giornale, come anche il blog, lavorando su queste variabili può innescare una fibrillazione tra presentazione e rappresentazione. A me sembra di lavorare, appunto, lì dentro.

    GIACINTO DI PIETRANTONIO: Bene, Buon lavoro […]”

    Ha detto che il mio è un BUON LAVORO
    B-U-O-N L-A-V-O-R-O
    Quindi basta con queste strumentali critiche sulla mail art, mario pesce egli inciuci vari, se whitehouse riesce ci guadagniamo tutti, per imporci poi sulla scena internazionale.
    La mia identità: ora sto riformulando le presse iniziali: non mi sembra più opportuno lavorare sull’”identità suggerita”, “ognuno può essere luca rossi”, “mr. smith…” Credo che ora sia più efficace riprendere alcuni connotati del “ruolo monolitico dell’artista novecentesco “; evitiamo quindi di buttare via il bambino con l’acqua sporca..

  • @jerry hluang No! questo veramente non va’ !! Ma come tu hai offeso il nostro carissimo hm? Proprio lui, che non offende mai nessuno? i cui post sono sempre accolti da acclamazioni di approvazione ed applausi?? Ma sopratutto lui che posta sempre commenti cosi’ profondi sull’arte contemporanea (di cui e’ certo un grande esperto) in cui, quando raramente critica un’opera o un artista, sempre cerca di spiegarne perche’ la/lo ritenga debole citando esempi di quelle chwe lui giustamente ritiene buone opere e buoni artisti??. E poi, prendi insegnamento dal suo linguaggio cosi’ raffinato, sempre corretto (si sente subito che ha studiato a fondo Salinger e The Catcher in the Rye in particolare). Ma forse tu appartieni a quella genia di male lingue che va’ sussurrando che in realta’ hm e’ solo l’avatar “cattivo” di luca rossi, che viene subdolamente impiegato per incrementare, con l’interesse ed il consenso che suscitano i suoi, i post di commento ai vari bl;og in cui luca rossi interviene?? Ma vergognati via!!!

  • Luca Rossi/commento futuristico

    ABABABABABABABABABABAB

  • Davide W. Pairone

    tutto ciò è patetico ed ombelicale, l’inevitabile implosione autoreferenziale di un sistema che non sa uscire da un vicolo cieco. I commenti di lucarossi sono talmente vaghi (nonni-genitori che finanziano lo pseudoterziario? lo diceva addirittura Padoa Schioppa…) da risultare semplicemente qualunquisti. Mi ritrovo addirittura a dover dare ragione ad hm perché se bisogna trovare alternative allo smart relativism (sic) che non siano Sgarbi, Beatrice o Quaroni non si può andare a chiedere consenso agli stessi smart relativists…bisognerebbe semmai puntare su di un ristretto gruppo di artisti e critici che siano potenzialmente in grado di “fare senso” attraverso parole e opere. Personalmente credo però che la situazione sia talmente sclerotizzata da risultare inestricabile, inoltre vedo personalità con queste caratteristiche dall’una e dall’altra parte della barricata ma non si smarcherebbero mai dal loro sistema di riferimento rischiando di perdere l’orticello

  • luca rossi

    Pairone, ti invito sul mio blog a leggere la conversazione con Di Pietrantonio, curatore che conosce veramente l’arte contemporanea. Sono posizioni superficiali come la tua ad aver impantanato le ultime generazioni d’artisti italiani. Ti invito quindi ad approfondire il mio progetto, I’m not Roberta. Dopo di che converrai con me che l’unica soluzione per uscire dalle sabbie mobili sono la gestione della distanza con la preghiera eD il mio blog in cui a dialogo proficuamente con il migliore sistema. Abbandona, abbandonate posizioni particolaristiche novecentesche. Ne guadagneremo tutti, anche tu.

    • scusa luca, capisco la tua reazione di fronte a molte delle critiche (ma quante motivate seriamente e senenamente e quindi degne di considerazione ???) ma il tuo ultimo post mi pare un po’ “fuori delle righe” … la tua puo’ certamente essere “una soluzione” alle sabbie mobili, ma l’unica!!! Suvvia!!!

    • Davide W. Pairone

      Penso che semplicemente obiettivo polemico di lucarossi dovrebbe essere lucarossi stesso poiché riassume in sé le seguenti caratteristiche: opere smart-ikea-engagé, uso vacuo del critichese, collusione col meglio sistema. Poi scusa ma prima di accusare gli altri di “novecentismo” dovresti guardare la trave para-avanguardiste nel tuo occhio.

      Senza contare l’ingenuità con cui sembri ignorare questioni più pertinenti che, sotto il tuo naso, causano lo scarso peso internazionale dell’Italia di cui ti lamenti. Esempio? La legislazione e la fiscalità del commercio, il nero, il mercato reale al di là dei premi elargiti agli smarties (cos’è, vuoi un Furla anche tu?) che poi chissà quanto contano le blue chips in una prospettiva storica…

      poi in fondo sei coerente, chi si mette a fare proclami a metà fra la Cassandra e il salvatore della Patria non può che indicare se stesso come l’Unica Risposta

  • angela

    jerry, “sei eccessivamente narciso,”
    mi ricordi qualcuno:
    “emilia di notte tranquille
    notti in cui seduzione è dormire”

    • … oh bella questa!! Mi avevano dato dell’ignorante, del presuntuoso, dello sciocco, del “nulla”, sello “sfigato”, (… non mi piace il termine ma tant’e’ !..) del tonto, dell’integralista ecc, ecc, ma del “narciso” mai! Grazie!!! In fondo senza un po’ di narcisismo l’arte sarebbe impraticabile ! Ma, ti prego, da che cosa deduci o induci il mio essere “narciso” ?

  • jimmy

    cento, cento, cento!

    gira la ruota
    gira la
    la
    la

  • luca rossi

    @jerry Devi capire che mi criticano perchè mi amano ;) Ho superato pure il numero di commenti della news di cattelan

    • ..se e’ questa una tua meta, possiamo anche incrementare, tanto ad Artribune non dipiacera’ affatto!!!

  • er licantropo

    ao rossi, ancora qua stai? a quest’ora?
    domani è domenica, c’è messa, sei pure chierichetto
    passo da te per le 8 che si va insieme
    buone preghiere
    notte

  • hm

    lucarossi devi smetterla di scriverti i commenti da solo per raggiungere il record dei commenti, a te non frega niente dei contenuti pensi solo alla visibilità (molte volte mi hai scritto frasi del tipo ‘diventa importante quanto me’ lol) e a proporre mailing art anni 60 trasportata sui blog (è come la differenza che intercorre tra un monitor al plasma e uno catodico, sono sempre banali mail elettroniche invece che spedite col piccione viaggiatore ma il concetto non cambia) spacciandola come novità imprescindibile quando invece è solo fuffa retrò che funziona solo in quanto spedita ad amichetti consenzienti che conosci da tempo . non stai proponendo arte lucarossi ma solo critica, per quanto mi riguarda potresti pure essere roberta oltre che luca cesare hamlin morsiani studentielli vari etc etc in poche parole stai facendo coincidere la visibilità con la credibilità, questo è divismo retrò non lo sai? sei assolutamente unsmart absolutism e ora l’hanno capito tutti mi spiace per te . puoi continuare a scriverti altri 100 commenti rimbalzandoti tra i tuoi fake e jerry hluang, l’unico che ti dà corda ormai . ah il ‘bene o male purchè se ne parli’ è un concetto ottocentesco nemmeno novecentesco (wilde) ed è stato ampiamente confutato da tempo, quindi questo tuo continuare a trolleggiare sul tuo post per aumentare il numero dei commenti è oltre il patetico . è miserevole . sappilo .

  • hm

    @candide – No! questo veramente non va’ !! Ma come tu hai offeso il nostro carissimo hm? Proprio lui, che non offende mai nessuno? i cui post sono sempre accolti da acclamazioni di approvazione ed applausi?? Ma sopratutto lui che posta sempre commenti cosi’ profondi sull’arte contemporanea –

    io trovo da dire spesso ma in genere non offendo per primo, se tu sostieni qualcosa devi anche avere le prove altrimenti fai un po’ la figura del povero fesso . inutile che lo riporti con tono pseudoironico . la mia conoscenza sull’arte contemporanea ammetto sia abbastanza limitata, non per altro ma perchè il 90% di quello che vedo mi fa schifo quindi non vedo perchè dovrei approfondire qualcosa che trovo pacchiano e mi fa vomitare, forse per masochismo .
    spiegare citando esempi di buone opere non lo fa nemmeno lucarossi visto che si limita ad adorare chi ha avuto successo all’estero (questa si chiama sindrome di laura pausini per chi non lo sapesse) . inoltre caro candifake (lucarossi che continua ad autocommentarsi?) dovresti sapere che per fare arte non bisogna per forza conoscere l’arte e saperne scrivere, qui sopra possiamo trovare un esempio perfetto di chi sa criticare smartrelativamente bene (lucarossi) ma quando deve proporre arte non ce la può fare .

  • Luca Rossi/Rap
  • luca rossi

    Hm credo che sia ora di piantarla qui. Non è la sede adatta questa, i tuoi commenti non c’entrano nulla con la recensione. Ho parlato con lino, abbiamo capito chi sei. Il tuo lavoro è debole perchè sei superficiale, non approfondisci. Nella lettura del mio blog stai continuando a fissare il dito, anziché la luna che indica. Smettila di sfogare la tua frustrazione su di me, concentrati sul tuo lavoro, lo scrivo per te..

  • hm

    fosse vero che cammini solo lucarossi, sarete almeno in 10 tra te e i tuoi amichetti che tramano nell’ombra . – Ha detto che il mio è un BUON LAVORO
    B-U-O-N L-A-V-O-R-O – ah poi di pietrantonio ti ha scritto buon lavoro per congedarti a fine dialogo non per altro, come si dice buona giornata alla lattaia non so se te ne fossi accorto, non vorrei farti scendere dalla nuvoletta bruscamente . bisogna riconoscere che l’unsmart absolutism della tua mail art relazionale potrebbe contagiare molte menti, le più deboli, in fondo se tu fossi veramente contemporaneo ti riconosceresti in un virus cosa a cui però non sei arrivato . sei solo un virus da spedire via mail lucarossi, e io ho appena cambiato l’antivirus .

  • @candide. peró la teoria dell’avatar cattivo di luca rossi è tutt’altro che peregrina! Contali! In questo forum ci sono 22 commenti di quel signore ( beh! si usa dir così! ;-) ) e allora chi dà “man forte” a chi ?

    • hm

      sì ci sono 22 commenti miei, 15 tuoi e 75 di lucarossi . e allora? se non venivo tirato in ballo per me questo post era già seppellito, a differenza tua che commenti alacremente anche la tua urgenza di andare in bagno a minzionare .

  • hm

    hamlin baldini è meglio che ritorni a fare lo sfasciacarrozze.. o si faccia ristampare in pagine di pelle umana nel dylan dog 59 ‘gente che scompare’ dove potrà ricomporsi al personaggio dei fumetti da cui è nato . la mia arte non l’ha capita perchè è troppo limitato non per altro, impegnato in un pseudoconcettuale cervellotico che non gli fa comprendere l’abc, il tutto condito da una certa verve cattocomunista terzomondista fintopacifista oltranzista ammiratrice dei servizi segreti nell’ombra a quanto pare .

  • luca rossi

    unsmart absolutism?, hm non lo capisci? hai perso in partenza..parli/scrivi come luca rossi. almeno abbi l’onestà intellettuale di riconoscere la forza di whitehouse, del suo incidere efficacemente sulla realtà operando da un’inedita distanza, della sua influenza sul sistema. credi che il lavoro di calò a trento e a carrara sarebbe stato lo stesso senza la lettura del blog? poi il veneziagate, le scelte curatoriali di cavallucci, il whitney, la cancellazione delle immagini dal sito di zero, l’impercettibile cambiamento della linea editoriale di flash art.. è difficile credere che tu, ed alcuni superficiali commentatori, non riusciate ad afferrarne la portata .. ma si sa, non c’è peggior sordo..

    • hm

      secondo me il peggior sordo è quello che deve procedere mascherato per paura di essere smascherato (zorro/cattelan etc) . ho solo rigirato il termine smart relativism notando come il suo contrario si abbini alla perfezione a te . cos’è ti infastidisce? critico la tua critica visto che la tua pseudoarte non può essere definita arte . chi mi ha copiato sei tu visto che più volte hai scritto non vogliamo cattelan che torna subito etc etc copiando intere mie frasi, peccato che alla fine tu stia procedendo esattamente come cattelan, torni in continuazione mascherando le relazioni che ti permettono di continuare la tua performance di mail art . la tua banalità mi opprime .

  • luca rossi

    adesso anch’io ti ho copiato? Prima cattelan ti ha copiato il dito del tua canale youtube, ora io ti ho copiato “intere frasi”? Non mi dispiace questo tuo accusare chiunque di plagio hm, senza addurre nessuna prova, prova concreta intendo.. Inizia ad approfondire i mie progetti, a capirli e a criticarli, uno ad uno, nello specifico .. poi ne riparliamo.. (ci sarà un motivo se il sistema migliore mi riconosce, anche se in maniera contraddittoria, mentre il tuo lavoro continua ad essere ignorato.. come puoi pretendere d’essere accettato come interlocutore se, ti cito, “la mia conoscenza sull’arte contemporanea ammetto sia abbastanza limitata”.. dai, ti stai solo rendendo ridicolo..)

  • luca rossi

    Bravo Luca Rossi!

  • E intanto i commenti dell’esimio signore (si fa sempre per dire, ovviamente, … e, a proposito qualcheduno gli spieghi che si dice “mingere” non “minzionare”!) son diventati 25 … e non è certo finita qui. Una cortesia: chi mi puó indirizzare ad un sito o quant’altro dove sia possibile vedere alcuni dei suoi lavori? Se non altro avró finalmente il piacere di vedere dei lavori che non abbiano su di lui effetti emetici! ( o anche i suoi gli fanno quell’effetto? magari è per questo che è sempre cosí scorbutico!)

  • affascinante italiano

    Affascinante che Rossi, che è poi lo Smith anglosassone, assomigli molto allo Smith di Matrix, destinato ad essere vittima del “sistema”:

    http://www.youtube.com/watch?v=lLXaRtc1f4I

  • luca rossi

    @Pairone: rispondo a te che mi sembri una persona ragionevole. La mia critica al sistema prevede un strada alternativa fatta da diverse tappe. E mi sembra che questa strada si stia delineando. Non mi sembra smart la mia azione visti i progetti specifici e visto che la mia identità ha perso il controllo dal momento che chiunque la può vestire. La storia del 900 è stata caratterizzata dal mantenimento del controllo, io invece sto cercando di perderlo per mettere veramente in discussione un certo ruolo e vedere cosa succede. Non mi interessa CHI, COSA o l’esito, mi interessa il come ed anche i contenuti specifici. Non ho altra pretesa, chi pensa invece che io abbia successo e stia ormai dentro al sistema, vede quello che LUI ha negli occhi e quelle che sono le SUE ossessioni.

  • affascinante italiano

    Affascinante che che il ruolo di Rossi, che corrisponde allo Smith anglosassone, sia del tutto parificabile algli Smith di Matrix:

    http://www.youtube.com/watch?v=lLXaRtc1f4I

  • Caro Luca, ho già detto che trovo i tuoi lavori buoni ed interessanti e trovo, in generale, interessante il tuo
    lavoro complessivo, permettimi peró un osservazione critica: tu stai tentando una via di “abbandono del controllo” e sono dispostissimo che tu sia assolutamente sincero ed onesto nel tentar di percorrere questa via , ma anche se è possibile a chiunque di “firmare”lisca rossi un intervento, un blog, un lavoro che prenda “corpo” sulla rete, o analoghi, rimane il fatto che, dato che ti interessa il “come” questo possa dar adito a “cadute di stile” o peggio a “sabotaggi” o volontari tradimenti del concetto di fondo. Non solo ma, che tu sia una “persona” o un “collettivo” o presto o tardi, la tua identità diverrà nota e, a questo punto, anche se “perdita di controllo” ci fosse effettivamente stata tutto finirebbe per venir attribuito al “Luca ro che ritengo i tuoi due

  • … mi scuso e ridendo … dicevo tutto finirebbe per venir attribuito al “luca rossi” fisico. Spogliarsi della propria identità abbandonare la propria storia e la rete di connessioni di condizionamenti che essa implica, smaterializzarsi per vivere solo nello opere … è un sogno affascinante ed antico ( volitos vivo per ora virum )i ma, non ostante la tecnologia sembri darci una potente mano, temo che sia destinato comunque a rimanere un sogno

  • LucarOssi

    @jerry: non ho detto che la mia sia l’unica via. Ho detto che la cosa utile è non fermarsi ad una critica fine a se stessa (per quanto bene approfondita) ma proporre anche qualcosa di costruttivo, un’alternativa. Ho in mente un nuovo progetto che dovrebbe riuscire ad allargarsi fuori dalla cerchia autoreferenziale dei 4 gatti che seguono l’arte contemporanea (forse 5).

    Perchè il problema è anche questo, mi sembra che il pubblico veramente interessato ed appassionato all’arte contemporanea sia formato in massima parte da ARTISTI/CURATORI. A volte si trovano artisti e curatori intelligenti e ragionevoli, a volte si trovano persone che preferiscono rassicurare la propria presunta (dico presunta, perchè potrebbero incanalizzare meglio questa energia) mediocrità sparando a zero su tutto ciò che esce dall’ordinario. Io, quando ho criticato un’opera, sono sempre entrato nello specifico e non ho mai offeso (come ho letto di HM: “secchi di diarrea per luca rossi”). Ho argomentato.
    Ma capisco che questo possa essere ancora più irritante di un ‘offesa fine a se stessa.

  • luca rossi

    caro jerry, ti invito a madare una mail alle gallerie milanesi con le quali “collaboro” e a flash art per approfondire i miei progetti

  • Caterina Litario

    non mi sembra inedita ed efficace la posizione di rossi sulla perdita d’identità:
    rossi-Non mi sembra smart la mia azione visti i progetti specifici e visto che la mia identità ha perso il controllo dal momento che chiunque la può vestire.

    nel 2005 è stato “inventato” il personaggio nome multiplo pesce a fore _ che ha usato, ben prima di rossi, il blog e una “strategia” di distanza dal sistema:
    “Se tutti gli artisti si proclamassero Mario Pesce a Fore questo sistema cesserebbe d’essere individualista e mercificatorio.”
    http://mariopesceafore.splinder.com/
    http://mariopesceafore.go.ilcannocchiale.it/

    poi negli anni novanta blisset
    e molti altri

    rossi continua ad agire e a proporre soluzioni spuntate e obsolete

  • Luca Rossi/ From bordo piscina

    No, Jerry, scusa..non sto collaborando con nessuno, solo il blog :)

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Luchetto, siamo tutti in questà società, in questo sistema di catafalchi viventi, profondamente dominati:, in particolare tu che sei stato programmato come un “robot” in diversi modi. dal sistema dell’arte e dalla cosiddetta cultura del nulla, e sei stato anche programmato a essere un pseudo- artista, un grillo parlante del bolg di contenuti specifici già prestabiliti. Le rivoluzioni nell’arte, non si fanno nel rumore ma nel silenzio..Per chi ti critica: devi sapere che, imparare l’arte significa non dire mai la propria opinione, non prendere mai posizione, non ricorrere mai alla conoscenza sull’arte, non lasciarla mai agire. Il linguaggio delle parole è più micidiale di quello dell’arte. Le parole ingannano. Tu sei così profondamente legato a questo sistema che ti ha prodotto che non riesci più a liberartene. Ti confesso che non provo alcun piacere a leggere il tuo blog, ancora meno le immagini artificiali, frutto di banalità mediatiche; accompagnate, ,da commenti privi di fatti e di azioni.. Mi imbarazza leggerli perchè mi pongono in una falsa luce. Preferisco stare in penombra ad osservare la vita della gente, il che mi rende artista e critico di me stesso. No ti dico qualche parola sulle mie opinioni sull’arte contemporanea, se tu avessi la bontà di ascoltarmi, leggermi e di seguirmi! Io sono tutto l’opposto che va per la maggiore oggi, tutto ciò che può essere l’opposto di te e di tanti che agiscono come te. Questo con discrezione, perchè io sono intimo solo con le persone intime ed autentiche. Ti consiglio un sano ritorno alla natura. Brucia il tuo blog, prima che avvenga un corto circuito mediatico e si salta tutti in aria. Sarebbe la più grande opera d’arte della storia dei linguaggi. Saluti. .

  • Giovanna Litario

    è palese che non è né inedita né efficace la posizione di rossi sulla perdita d’identità:
    rossi-Non mi sembra smart la mia azione visti i progetti specifici e visto che la mia identità ha perso il controllo dal momento che chiunque la può vestire.

    nel 2005 è stato “inventato” il personaggio nome multiplo pesce a fore _ che ha usato, ben prima di rossi, il blog e una “strategia” di distanza dal sistema:
    “Se tutti gli artisti si proclamassero Mario Pesce a Fore questo sistema cesserebbe d’essere individualista e mercificatorio.”
    http://mariopesceafore.splinder.com/
    http://mariopesceafore.go.ilcannocchiale.it/

    poi negli anni novanta blisset
    e molti altri

    rossi continua ad agire e a proporre soluzioni spuntate e obsolete

    • Conosco molto bene la vicenda di Pesce a Fora ma non ostante sia già stata evocata sino alla noia, in questo forum, mi sento di dire che essa ha carattere totalmente diverso dal lavoro di luca rossi, esattamente come la mail-art, anch’essa ricordata totalmente a sproposito!

  • scusa, luca, ma forse hai equivocato, il tuo lavoro lo conosco ( ed imparo a conoscerlo meglio dal blog e documentandomi… non è difficile farlo!) quando ho chiesto dove potevo vedere qualche lavoro dell’ “esimio signore” mi riferivo, ovviamente, ad hm perché, saputo che è un artista, son diventato terribilmente curioso di vedere suoi lavori

  • hm

    @lucarossi
    sei tu il primo ad avermi detto di averti copiato perchè ho scritto che sei unsmart absolutism . e che prove avresti per dirti che ho ti copiato tale frase? ahahaahahahahaha nessuna visto che non l’hai scritta . sì cattelan mi ha schifosamente copiato il dito medio dal canale, il tutto quando 2 anni fa ho iniziato a commentare il tuo blog, quindi ha avuto tutto il tempo per copiarlo e realizzarlo . addirittura ha copiato pure il titolo direi che non ci sono molti dubbi per quello, tranne il fatto che la mia è una scultura digitale il suo un volgare lavoro a cottimo commissionato a un artista servo . si tratta di una vile copia, ma copialan è abituato a copiare lo ha fatto tutta la vita quindi non c’è molto da stupirsi . non mi stupisco nemmeno che tu lo difenda o magari lo conosca personalmente lucarossi . la mia conoscenza sull’arte contemporanea può essere limitata ma il punto è che io a differenza tua non considero arte il 90% della merda che vedo . per te invece va bene praticamente tutto, almeno tutto quanto sia acclamato dal sistema tipo vezzosi cacchelan peecroft etc che sono le laure pausini dell’arte italiana .

  • Luca Rossi

    sono un bot programmato da Politi e Jerry Hluang è la mia personal groupie, amateci

  • Carlo Trenet

    Allora, fatemi capire, Alfredo Cramerotti, colui che ha steso questa recensione, ha scritto un libro, nel 2009, Aesthetic Journalism,
    in cui:

    “Recognising the “blurring of margins between artistic and information practices” [1] as a main feature in contemporary culture, Cramerotti sets out the Who, What, Where, When and How, and Why of Aesthetic Journalism.”

    CRAMEROTTI: giornalismo: WHO, WHAT, WHERE, WHEN and HOW

    Passiamo alla versione inglese di whitehouse, in cui compare:

    The blog allow us to act on spatial (WHERE) and temporal (WHEN) coordinates
    .It allow us to submit an “original” vision of reality (WHAT). In this
    way (the principles of journalism are: Who, What, When, Where, Why, and
    How) the blog is between reality and fiction: it calls into question
    the representation. Each project seeks to manage a real distance
    (physical and mental) from the gallery, the museum or the artist’s
    studio (the traditional sites of representation). At the same time
    “punctual travelling” (“appearing in front of those who are writing the press release”) are preferred, like to get into the exhibition space in a more convenient time and different from the inauguration.

    ROSSI: giornalismo: WHO, WHAT, WHERE, WHEN and HOW

    Questa cosa del giornalismo è come l’ikea evoluta? Come il vintage?

    Il paragiornalismo di rossi è smart relativism?

    Non si può forse girare la stessa critica di rossi mossa a rubbi, di saltare da una buona idea all’altra, senza […]:

    o, nello specifico di rossi, adottare operatività altrui, linguaggi già testati:

    quindi:
    blog: pesce a fore, Jacopo dell
    nome multiplo: pesce, blisset
    mail art
    anedottica (seghal, Wilson)
    critica al sistema (grimaldi)
    ecc.

  • Carlo Trenet

    scusate, i riferimeti delle citazioni:

    cramerotti
    http://en.wikipedia.org/wiki/Aesthetic_Journalism

    whitehouse eng
    http://wh2.splinder.com/

    spero di non risultare eccessivamente petulante

    buona serata

  • Ho imparato una cosa molto importante da questo forum: per la maggior parte della gente bastano pochi punti in comune, qualche vaga somiglianza, perché due entitá siano percepite come identiche e questo mi rallegra molto poiché io (o meglio il me scrivente che usa questo alias) ho i capelli brizzolati, porto lo stesso numero di scarpe ed ho persino la stessa altezza di Richard Gere e da domani avró certamente (data la acquisita nuova coscienza) lo stesso successo con le donne!!!
    @luca rossi attento!! sono un bot pur io ( o almeno jerry hluang è l’alias di qualcheduno) ma sono irrimediabilmente di sesso maschile e non posso quindi essere la tua groupie, sorry!

    • hm

      @Jerry Hluang
      ma la smetti di farci sapere tutte le volte che vai in bagno? non ci interessa . sei la groupie omobrizzolata di lucarossi, inutile che tenti di ribellarti al tuo ruolo .

  • lubli

    Rossi,questa cosa degli Smith di Matrix la potevano scrivere più di dieci anni fa, DIECI ANNI FA, quelli di luther BLISSETT. Aggiornarsi un tantino no?

  • Luca Rossi/ From chiostro

    @Carlo: ho coniato io il termine smart relativism: quindi dovrei riuscire ad evitarlo. Che dici?

    Smart relativism: passare da un’idea all’altra senza la possibilità di definire un filo conduttore delle opere. Idee solitamente intelligenti, di una certa poesia pilotata. Questo quando un certo contesto ha già sviluppato gli anticorpi per le idee intelligenti. Esattamente come l’intelligenza di Travaglio sia funzionale a Berlusconi che in questo modo può evitare l’accusa di dirigere un sistema censorio.

    Ok,
    per i giovani serve anche la sperimentazione, ma questa deve essere a tutti, cosa che in Italia non avviene efficacemente.

  • lucarossi

    Infatti l’aspetto indennitario a mio parere e’ secondario,
    ….approfondire mai, più rassicurante liquidare.

  • lubli

    rispondere in merito all’Aesthetic Journalism, no?

  • lucarossi

    Ma certo che si tratta di AG, agire sulle 5 variabili significa mettere in fibrillazione la presentazione e la rappresentazione. Ma questo non basta, e chiunque potrebbe farlo (magari). Il punto sono i contenuti specifici.

  • lubli

    per citare hm “i contenuti non sono pervenuti”, rossi. L’affaticamento linguistico che appesantisce whitehouse è percepibile dalla quantità di coincidenze operative con altri artisti/personaggi. Credo che la cosa sia imputabile all’aver costruito in maniera didascalica, anche introducendo casuali, un “qualcosa” di manieriesticamente autonomo e complementare al “sistema”:
    tipo
    “il sistema è così
    allora io faccio cosà”
    forse è un eccesso d’improvvisazione, o superficialità…

    “WHO, WHAT, WHERE, WHEN and HOW”
    Uff

    Un pò “come quando” scrivevi di essere cretini quando girava lo spot diesel
    BE STUPID

    rossi, non ci siamo:

  • lubli

    questa si chiama BANALITÀ

  • TrippA

    Si, e Cattelan e’ solo un pubblicitario…ehehe,l’invidia e’ una brutta bestia. Soliti artisti livorosi. Seguo Rossi da poco, e i contenuti ci sono. Certo ognuno ha la sua opinione, ma voi critici severi cercate di entrare nello specifico, troppo facile dire contenuti non pervenuti quando il blog ne presenta diversi.

  • Luchetto , riflettendo sulla immagine dei due reclusi nel campo di Guantanamo (allusione al concetto di rerrorismo tradizionale) e quella relativa al mare di petrolio , Vuoi forse proclamarti con il titolo : NON SONO ROBERTA – ma IL NUOVO UNTORE piu’ pericoloso dei terroristi barba e baffi serie Carlos e piu’ pervasivo e inquinante dello stesso PETROLIO verso tutti i tipi di SISTEMI ?

  • @ hm a me, veramente risulterebbe che tu abbia avuto notizia, per vie traverse, del progetto del dito medio di Cattelan e ti sia affrettato a “creare” la tua banale scultura digitale per poter poi proclamare, una volta divenuto noto il suo lavoro, il plagio operato nei tuoi confronti da Cattelan

  • Dato che, non ostante le mie spiegazione, pare che si continui a fraintendere il mio lavoro, mi vedo costretto a esprimere in termini minimali il suo concetto fondante eccolo : provocare (creare le condizioni opportune affinche’) altri creino l’opera d’arte (performance, azione di valore artistico, situazione artistica) che avra’ quale unico “fruitore”, spettatore il sottoscritto. Solo cosi’ si arriva veramente, finalmente e definitivamente a scardinare alla radice il “perverso sistema” : se ad essere spettatore sono solo io, a che servono gallerie, curatori, critici, riviste d’arte e quant’altro? Tornino tutti ai campi aviti, si diano all’ippica, al golf o al puto-croce. Altro che il collettivo Pesce a Fore, che voleva cancellare l’autorialita’ ma manteneva inalterato tutto il sistema circostante !!!

    • dunque Luchetto , non è piu’ un poblema di pratica ma solo di fruizione ?

  • Alla buon ora, luca rossi, finalmente sei stato chiaro!!! Pero’ grande idea, ma che ne pensera’ il tuo amico Politi? E se alla fine il tuo “verbo” non venisse condivisdo? O meglio, dato che, ovviamente, non verra’ condiviso, se non da pochi “emuli”, che sempre si trovano? Mi sa che lo scenario sara’ piu’ o meno questo : il “perverso sistema” sara’ piu’ forte e perverso che mai, il tuo amico Politi fara’ un bel numero speciale di Flash Art tutto dedicato al “bot” luca rossi, il MAXXI si comprera’ (a fior di biglietti da cinquecento) i diritti per “esporre” i lavori del suddetto bot e, coloui/coloro che stanno dietro all’unico inconfondibile luca rossi, che predica si’ la negazione dell’autorialita’ ma intanto gestisce il suo, oramai famoso, blog tutto da solo, tenendo ben custodita la password di accesso, si aggiungera’ (magari anche con merito) ai Bonami, Gioni e via dicendo.

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Luchetto, questa è una notizia di prima mano: trasferita indirettamente dai nanineuroni, alla pagina virtuale. Notizia senza notizia diretta dallo spirito infernale di Kravan.

  • Luchetto caro ma , hai risposto alla mia domanda ?

  • @lorenzo marras, leggi il mio ultimo post, dovresti comprenderlo persino tu

  • @ Savino, a Kravan non ci sono spiriti infernali, ma solo rovine di un tempio khmer, divenuto poi tempio buddhista dove cambogiani e thailandesi ancor oggi pregano

  • Luchetto mi basta per capire che tu dica un SI o un NO alla domanda che ho posto.

  • il persino ha un non so che di offensivo luchetto, ma siccome sono uno spettatore meno agitato di te, ti perdono vah.

  • Luchetto , anche l’untore (benche’ frutto di pregiudizio popolare) nella sua versione post moderna , provoca diffondendo virus E DUNQUE MALATTIE ad un organismo (o un sistema).

    Pensi che quella mia domanda meriti un SI ?

    • no, cioe’ si, o se preferisci e ti risulta piu’ chiaro: si, cioe’ no,

      • a domanda , l’imputato Rossi Luca risponde : non so, non ricordo, nel frattempo mi sono perso!

        sia messo agli atti.

  • giovanni

    Jerry Hluang:
    ” ma, NON OSTANTE la tecnologia sembri darci una potente mano, temo che sia destinato comunque a rimanere un sogno”

    Jerry Hluang:
    “Conosco molto bene la vicenda di Pesce a Fora ma NON OSTANTE sia già stata evocata sino alla noia, in questo forum, mi sento di dire che essa ha carattere totalmente diverso dal lavoro di luca rossi, esattamente come la mail-art, anch’essa ricordata totalmente a sproposito!”

    luca rossi
    “Dato che, NON OSTANTE le mie spiegazione, pare che si continui a fraintendere il mio lavoro, mi vedo costretto a esprimere in termini minimali il suo concetto fondante eccolo : provocare (creare le condizioni opportune affinche’) altri creino l’opera d’arte (performance, azione di valore artistico, situazione artistica) che avra’ quale unico “fruitore”, spettatore il sottoscritto. ”

    dio quanto t’ammiro rossi
    NON OSTANTE LE FIGURE DI MERDA

    “Si, e Cattelan e’ solo un pubblicitario…ehehe,l’invidia e’ una brutta bestia. Soliti artisti livorosi. “

    • Ho imparato una cosa molto importante da questo forum: per la maggior parte della gente bastano pochi punti in comune, qualche vaga somiglianza, perché due entitá siano percepite come identiche e questo mi rallegra molto poiché io (o meglio il me scrivente che usa questo alias) ho i capelli brizzolati, porto lo stesso numero di scarpe ed ho persino la stessa altezza di Richard Gere e da domani avró certamente (data la acquisita nuova coscienza) lo stesso successo con le donne!!!

    • … perche’ a te non copita mai di usare NON OSTANTE?? ,per chiarezza la prossima volta usero’ ‘sebbene” e chiedo, qui, a jerry hluang di usare “benche’ … aboliamo l’autorialita’, aboliamo i NON OSTANTE !!!!

      • maria paldo

        rossi, siamo alla negazione.

        “una delle migliore personalità del momento” si scrive i commenti alle recensioni

        dai, puoi argomentare che il tuo ruolo coincide pure con quello del (auto)commentatore

  • bah c è molto di peggio delle figure di merda .
    le ex mogli , le tasse e la morte.

    • …l’ultima che hai detto !!!

  • hm

    @lucarossi
    ma sei fuori lucarossi? cos’è che avrei avuto io? sei falsissimo
    – @ hm a me, veramente risulterebbe che tu abbia avuto notizia, per vie traverse, del progetto del dito medio di Cattelan e ti sia affrettato a “creare” la tua banale scultura digitale –
    guarda che sei tu ad aver iniziato a parlare di dito medio dopo che io lo avevo da almeno 10 mesi sul canale ma penso anche di più, 10 mesi per difetto . infatti all’inizio non capivo cosa fosse il tuo dito medio riferito a palazzo vecchio a firenze e pensavo avessi tratto ispirazione dal mio canale, cioè non capivo proprio cosa intendessi col dito medio riferito a palazzo vecchio . ma non ho detto niente perchè dentro di me pensavo fosse una semplice coincidenza e ho aspettato . quindi è evidente che sei stato tu il primo ad aver avuto notizia di quello che avrebbe fatto cattelan per vie traverse come al solito grazie alle tue relazioni amicali, poi a dirla tutta io sono su splinder da 5 anni prima di te e ti ho trovato su splinder per puro caso, conoscevo già exibart ma lo leggevo saltuariamente e quando ho trovato il tuo blog su splinder non lo stavo proprio leggendo, inoltre hai iniziato a dire che oggi l’artista dovrebbe avere un proprio blog quando io ho aperto un canale youtube 6-7 mesi prima di te . quindi mi spiace ma il tuo amico copialan è arrivato in ritardissimo e ha scopiazzato malamente mettendo poi il tutto in piazza affari per creare il massimo dell’hype mediatica da vera attention whore pausini/britney/gaga lover . in realtà cattelan è una pubblicità vivente di dolce gabbana ma non lo sa .

  • Lucarossi

    vi prego basta, ho la casella di posta ingolfata…non capisco cosa ci troviate nel commento selvaggio, anche perchè ora non si capisce nulla. Piuttosto scrivetemi attraverso il blog e cerchiamo di incanalare le vostre energie in una collaborazione costruttiva.

  • Luchetto , non se parla neppure , perche’ dovremmo scriverti nel blog?
    nessuno di noi ha intenzione di servirti Messa per cui , se Vuoi farti curriculm stai su artribune.

  • luca rossi

    mi merito un tapiro d’oro per autocommentarmi la recensione
    utilizzando (altri) pseudonimi

  • caro luca rossi, ora, finalmente, ti rendi conto che, qualche volta, l’anonimato selvaggio porta piu’ problemi di quanti non intneda risolverne e cerchi di ritornare ad incanalare tutto sul tuo blog, dove, luca rossi, sara’ pur anonimo ma e’ UNICO e non falsisicabile… ma allora dove va’ la negazione dell’autorialita’???

    A tutti quelli che leggono, e per evitare ulteriori confusioni: tutti i post a firma: luca rossi, jerry hluang, candide, dell’ultima ora (a parte gli ultimi due di luca rossi) sono miei (si’ ho semplicemente usato i diversi “pseudonimi” di altre persone… e’ cosi’ semplice ! Non e’ forse quello che luca rossi va’ predicando???)
    ..a proposito, (se no magari ti viene un attacco di diarrea e devi stare al cesso per tutta la notte) anche lo scoop sull’invesione di plagio di hm/Cattelan e’ mio , ciao, ciao

  • non ostante

    ora il problema è, come interpretare la seguente coraggiosa presa di posizione di luca rossi:

    – Non mi vergogno. Si dovrebbero vergognare alcuni operatori italiani che fanno il loro lavoro con una supponenza e un’arroganza degna di molti nostri esponenti politici.

    assodato che lo stesso rossi alacremente commenta la propria recensione e difende il proprio “lavoro”sotto “false sembianze” /pseudonimi:

    è Aesthetic Journalism?

  • Sono una copia di una copia di una copia e me ne rendo conto, vi autorizzo a fotocopiarmi e usarmi al posto della cartigienica, scusate per i miei continui commenti seriali ma sono stato programmato in questo modo e non posso farci niente. Scrivetemi sul blog soddisferò ogni vostra voglia, anche la più inconfessabile, vi aspetto numerosi ciao

  • siamo messi bene

    caro burattinaio, grazie per averci chiarito che luca rossi non è persona meschina

  • jimmy

    200, 200, 200!

    gira la ruota
    gira la
    la
    la

  • Luchetto a pensarci bene una voglia l’avrei. Dal momento che il programma ha inserito il pilota automatico allora posso scriverti : VAFFANCULO!
    (un vaffanculo pieno di affetto naturalmente).

  • @ lorenzo marras, il tuo vaffanculo, (ma che brutte parole lorenzino !!!) per dovere, me lo devo incassare io, perche’ torno a ripetere, tutti i post a firma luca rossi, jerry hluang, candide,(tranne quelli successivi alla mia precedene sono miei e non loro, ammesso che quelli precedenti fossero lor!!!) Ho voluto fare questo piccolo giochetto per dimostrare al “vero” (se esiste) luca rossi che cio’ che va’ predicando circa la necessita’ di abolire l’autorialita’ non sta’ in piedi, perche’, purtroppo, se diventi un luca rossi anonimo tutti possono essere luca rossi (e questo vale anche per il precedente Pesce a Fore) ma se tutti possono essere luca rossi chiunque puo’ rovesciare i concetti e le tesi che luca rossi vuol sostenere o dimostrare o esprimere. Puo’ ancj=he essere un “teatrino” divertente (per questo ho scelto l’alias il burattinaio) ma va’ bene per la “performance” di un’ora, non tiene piu’ se se ne vuol fare il fondamento di “un nuovo modo di far arte”.
    @siamo messi bene, vedi quanto detto sopra a lorenzo marras, ne per te aggiungo, (a parte la calunnia nei confronti di quel povero fesso infoiato di hm) perche’ se luca rossi avesse veramene postato con nomi diversi sarebbe meschino? Se chiunque puo’ essere luca rossi ovvio che ci possa essere un forum in cui tutti sono luca rossi (non era questo il concetto di Pesce a Fore?) o addirittura una bella lunga intervista di luca rossi a luca rossi, che e’ in realta’ un botta e risposta tra un numero imprecisato e non conoscibile di soggetti fisicamente, culturalmente, emozionalmente diversi, che per altro, chi legge non puo’ dar per scontata e deve cercare d’indovinare e scoprire attraverso una minuziosa analisi lessicale e sintattica???

  • Ma fu un atto meramente delizioso e tra l’altro rivolto al suo pilota automatico, cosi immateriale e irraggiungibile. I Subprime Rossi non era l’oggetto della mia innocente trivialita’, ci mancherebbe.

    Grazie comunque Mangiafuoco per il Lorenzino gradito.

  • Bravo, lorenzino, Mangiafuoco mi piace proprio !! Peccato che non ci abbia pensato da solo (..ma copiare non e’ quasi piu’ un delitto… oggi si chiama “appropriazione” o “citazione” ;-) ) !! Comunque dopo questo post mi firmero’ solo Mangiafuoco

  • ..come vedi ci ho riflettuto, approriazione va’ bene ma…l’autorialita’ va’ rispettata ;-)

  • silvia

    dal sito di rossi:
    “Soprattutto vorrei gestire la distanza dal “sistema dell’arte” e dai suoi operatori.”

    comunicato stampa di rossi:
    Dopo due anni di lavoro, il blogger Luca Rossi, attraverso il blog Whitehouse, ha posto alcune riflessioni critiche rispetto al sistema dell’arte italiano e internazionale, affrontando alcune dinamiche relazionali ma anche l’analisi specifica dei diversi linguaggi artistici. In questo confronto SONO STATI COINVOLTI MOLTI OPERATORI DEL SETTORE: Roberto Ago, Andrea Lissoni, Angela Vettese, Giacinto Di Pietrantonio, Massimo Minini, Maurizio Mercuri, Fabio Cavallucci,Giorgio Andreotta Calò, Jens Hoffman, Massimiliano Gioni, Alfredo Cramerotti, Danilo Correale, Cesare Pietroiusti, Valentina Vetturi, Anton Vidokle, Micol Di Veroli, e molto altri; tale dibattito è stato ospitato su diverse riviste di settore: Flash Art, Exibart, Cura Magazine, Artribune, GlobartMag, Arskey. Fabio Cavallucci ha definito Luca Rossi come “la personalità artistica più interessante del panorama italiano di questo momento”.
    http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=107147

    rossi, quello che fai è “TELELAVORO”
    non c’entra nulla con la distanza

    Telelavoro:
    Conosciuto nei paesi anglosassoni come “Telework” o, nella versione americana, come “Telecommute” (ossia telependolarismo, accezione che focalizza l’attenzione sulla possibilità di sostituire gli spostamenti fisici delle persone con il trasferimento telematico), il telelavoro può essere inteso come un modo di lavorare indipendente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o dell’azienda, facilitato dall’uso di strumenti informatici e telematici e caratterizzato da una flessibilità sia nell’organizzazione, sia nelle modalità di svolgimento.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Telelavoro

    rossi,
    sei indietro di 20 anni:
    ti relazioni con gli spazi espositivi/sistemi con un approccio anacronitico e non incisivo

  • franscesca

    La cosa più bella è la foga di alcuni sedicenti artisti nel liquidare e ridimensionare Rossi.

    Nel blog Whitehouse si parla di “gestione della distanza”: e quindi diversi gradi di distanza.

    Non è telelavoro perchè non c’è stipendio, nel blog non c’è neanche pubblicità. E comunque il telelavoro basato su internet è cosa recente. E quindi potrebbe anche funzionare per gli artisti (anzi mi sembra un modo originale per bypassare alcune pratiche di sfruttamento inutili).

    Lo strumento del blog si è affermato dopo il 2000 quindi parlare di 20 anni fà, di anni 60-70 mi sembra scorretto.

    Rossi lavora dentro e fuori il sistema indifferentemente (proprio perchè non si tratta di fare critica istituzionale): il fatto che intervisti e ospiti i protagonisti di quel sistema che in italia NON funziona, mi sembra una fase utile del lavoro dopo una prima fase di critica.

  • @Silvia (e a molt altri) … parlare di telelavoro è sciocco : se si trattasse di “telelavoro applicato alla creazione artistica” sarebbe pur sempre una novitá (e comunque il telelavoro, in generale è stato sí teorizzato e sperimentato molti anni fa, ma di fatto non si è ancora realmente diffuso o affermato, per romeno da noi). Cosí Co
    E è sciocco parlar di “mail art” che è tutt’altra cosa. Ma se anche queste “critiche” avessero un fondamento (che non hanno) che cosa muterebbe? L’acquerello è tecnica secolare: chi penserebbe mai di criticare un artista che la usa sulla base del fatto che è una tecnica “vecchia”? Le vostre non sono critiche, per il semplice e buon motivo che non analizzano i lavori ed i loro concetti, ma semplicemente esprimono giudizi sulla novitá o meno della loro tecnica. Purtroppo fanno davvero pensare che, tutto sommato, siano soli “sfoghi” un po’ un bel po’!) invidiosi per i giudizi positivi di Cavallotti e compagnia! La critica al “cincetto” sviluppato da luca rossi passa per un’altra “via”: la negazione dell’autorialità (cosa non nuova neppur questa) predicata come “salvezza” per il mondo artistico è veramente tale? La “gestione della distanza” è veramente possibile senza autorialità? Su questa via lo “scherzaccio” (per user un eufemosmo cortese

  • …scusate, riprendo… lo “scherzaccio”( per usar un eufemismo cortese) di due sere fa, proprio su questo forum, giocato da “il burattinaio” o “magiafuoco” è, su tale via, molto piú significativo (e luca rossi lo sà tanto che in questi giorni si è firmato “whitehouse”) … esso ha dato un esempio, un po’ becero e brutale in verità, del fatto che se la rinuncia all’identità fosse universalmente adottata chiunque potrebbe “svaccare” (brutta parola ma consona all’azione del burattinaio) il tuo lavoro. É su questa via, casomai, che occorre analizzare criticamente il lavoro di luca rossi, che, per altro rimane un “buon lavoro” magari “derivato” da varie “tecniche” già note, ma pur sempre un lavoro che ha meritato gli apprezzamenti che ha ricevuto e che merita di essere giudicato criticamente. L’invidia è una brutta bestia: offusca l’intelligenza ed azzera la capacitá critica.

  • Dimenticavo di aggiungere che personalmente ritengo si debba distinguere il “lavoro” del blog (pratica giornalistica o comunque “informativo-didattica”) che non mi pare si possa considerare “lavoro artistico” da “I’m not Roberta” e “Tutto quello che…” che sono, al contrario, certamente due lavori artistici, due buoni lavori, aggiungo, e poco importa che essi possano, o meno, essere ascritti ad un “filone””corrente” o che altro, e la “originalitá” dei “media” utilizzati è del tutto ininfluente (come è logico che sia) nel giudizio sul loro valore

  • whitehouse

    io accetto lo “svaccare” dei commenti (che però è organizzato da altri e non da me) , e per me l’aspetto identitario e la negazione dell’autorialità rimangono secondari e inutili senza una proposta alternativa. Anzi lo svaccare mi difende dal “successo”. Forse bisogna mettersi nelle condizioni di non avere “successo”, e di non avere alcuna paura e alcuna speranza rispetto all’esito. Il fatto che ci siano persone migliori o peggiori di me che vestono la mia identità mi dovrebbe preoccupare e invece mi rassicura perchè mi mette al sicuro dal “successo”. Capisco che questo sia incomprensibile per certi artisti, e aspiranti tali , narcisi ed egocentrici. Ma tant è.

  • … accetti lo svaccare, ma ti affretti a precisare che è organizzato da altri e intanto ora ti firmi whitehouse. Dichiari di voler essere al riparo dal successo, ma hai piú e piú volte riportato, nei tuoi commenti in questo ed altri forum, i giudizi positivi sul tuo lavoro e l’elenco dei big wig che li hanno espressi e con cui tu hai familiarità … lasciami dire che c’è una certa contraddizione!
    “la negazione dell’autorialità… senza una proposta alternativa” : sino a che tu non formulerai chiaramente tale proposta, rimane solo un’affermazione priva di contenuto. Artisti ed aspiranti tali narcisi ed egocentrici ce ne sono quanti se ne vuole (c’è e ci furono artisti che del loro narcisismo ed egocentrismo fanne ed ha fatto il motivo ed il concetto del loro operare) … se intendevi rivolgerei a me personalmente … caschi male … jerryhluang è, ovviamente uno pseudonimo e quindi una “non persona” per definizione, che venga lodato o criticato poco importa dato che non esiste e l’ente che lo utilizza è sconosciuto: piú al riparo dal successo di cosí si muore.

  • Francesca non esiste un “fuori e dentro il “sistema dell’artei”! E’ come affermare che il pianeta Marte è fuori dal sistema solare. il sistema dell’arte contemporanea, nella sua pecularietà italiana e internazionale è espressione tangibile della struttura economica-finanziaria del capitalismo. Ciò rende vano e illusorio, l’atteggiamento di Luchetto di stare fuori e dentro questo sistema. Luchetto, attraverso la critica al sistema, in fondo, lo legittima: perchè crede ad entrambi allo stesso modo. Si tratta di un luogo comune che serpeggia nel treno piombato dell’arte e della cultura, in cui molti addetti ai lavori si rinchiudono in una bolla di illusioni. Si tratta di un unico sistema basato su un modello assolutamente perverso del capitalismo finnziario e simbolico e della reciproca interazione. Allora, si tratta di decidere che ruolo ha l’arte e la cultura nei confronti del sistema? Quello dei soldi o dell’arte, come espressione di lotta?

  • Filippa

    concordo con jerry sul rossi “privo di contenuti”:

    mi vede scettica la considerazione di jerry sulla “bontà” dei lavori di rossi: mi sembrano una ripresa didascalica dell’operatività di un paio d’artisti concettuali di NY che, agli inizi degli anni ’70, se stavano rintanati nei loro minuscoli appartamenti a PREGARE che succedesse “qualcosa” nel sistema: inviavano quindi una serie di LETTERE ai vari operatori e gallerie con “frammenti documentativi _letterari_” di questa loro ineffabile pratica. (Scrivevano, inoltre, recensione non richieste per riviste specialistiche e popolari relative a mostre in cui inserivano dei dettagli verosimili di “lavori/episodi” non presenti nelle stesse. Alcune di queste immaginifiche recensioni inavvertitamente sono state pubblicate . Il lavoro veniva pure veicolato modificando dei magazine/libri con inserimento dei loro “testi”. Queste pubblicazioni venivano poi abbandonate nelle biblioteche o altri luoghi pubblici.)

    Ciao
    Filippa

  • Filippa

    Dimenticavo, gli artisti, di cui non si è mai appurato il numero, ma dalla maggioranza delle fonti che ho consultato parerebbero siano stati un paio, si sono sempre RIFIUTATI DI RENDERSI RICONOSCIBILI CON UN NOME e di muoversi convenzionalmente all’interno del sistema

    ragazzi, erano gli anni ‘70

  • @filippa, l’ho detto e lo ripeto: non bastano delle “similitudini” :(l’anonimato, l”uso della preghiera, la forma epistolare) per omologare un lavoro ad un altro: se fosse cosi’, quasi tutta l’arte antica e buona parte di quella moderna e contemporanea sarebbero in immane susseguirsi di “plagi”. Con l’avvento dell’arte concettuale (quasi cent’anni or sono) siamo diventati molto piu’ sensibili al “concetto” ed alla qualita’ “di novita’ dei lavori artistici (cosa che prima era ben meno importante ed anzi scarsamente apprezzata). A mio parere, oggi, occorre andare un po’ piu’ a fondo (un bel po’ di piu’) nella comprensione ed analisi del “concetto” … se lo si facesse si vedrebbe che le “analogie” sono solo superficiali ed accidentali, e quindi scarsamente influenti per un serio giudizio critico. Per finire il “luca rossi” (oggi whitehouse) non rifiuta affatto “di rendersi riconoscibile con un nome” semplicemente usa uno pseudonimo (cosa fatta da mille altri in passato) cercando di “gestire” il mistero (si fa per dire) sulla sua identita’ e il suo proclamare “chiunque puo’ essere luca rossi, perhce’ chiunque puo’ firmarsi “uca rossi”, e’ poi contraddetto dal fatto che sul suo blog nessuno puo’ firmarsi luca rossi, se non lui, ed i suoi lavori “partono” dal suo blog (come ho detto non considero, il blog stesso un”work of art”) e quindi rispettano pienamente il concetto di “autorialita”(sia pur sotto pseudonimo), probabilmente, se ci si focalizzasse di piu’ sulla “inversione di ruolo” autore/fruitore si comprenderebbe meglio perche’ io giudico quei (due!!!) lavori “buoni”… oh!, bada bene, senza per questo gridare al miracolo !!!

  • TrippA

    L’aspetto interessante di Rossi non e’ l’identità, tanto e’ vero che siete voi a firmarmi come lui, siete voi a giudicarlo anonimo. Perché su internet siamo tutti anonimi, cosa dovrebbe fare? Andare casa per casa a presentarsi? E se questo sistema italiano non valesse la presenza di persona? C’avete mai pensato????
    E non si tratta di mail art perché i suoi progetti si finalizzano in una fruizione reale. Internet viene usato solo come mezzo di comunicazione. E non e’ forse lo strumento del blog ad aver determinato la primavera nord africana??? Altro che anni 70!!!!
    Il blog di Rossi e’ per definizione un giornale privato…come lo sono tutti i blog. La cosa che mi interessa e che mi appassiona sono i contenuti artistici che spesso si fondono e si confondono con una certa visione critica sull’arte e sulla realtà. Non siamo forse saturi e pieni di opere ed operette? Di prodotti? Non rimane spesso solo la possibilità per avere una visione critica su questa saturazione????

  • Pterodactylus

    @filippa: ma che figata questi (forse) due!!! Non mi dispiace immaginare questi tizi nella New York anni ’70 che se stanno in casa a pregare che succeda qualcosa nel sistema, nelle gallerie. Non male pure reiventare le “mostre” con delle recensioni o modificando i giornali nelle public libraries. Dove posso trovare qualche info su di loro? Grazie

  • filippa

    @Pterodactylus: Sì, il loro è stato un lavoro molto sofisticato, radicale e, forse, suicida. Li ho scoperti qualche anno fa su una nota ad un saggio su O’Doherty, se non ricordo male, scritto da Margaret Wayne. Non appena ho un attimo di tempo ti passo una risicata ed improbabile bibliografia ma credimi, il loro lavoro merita un approfondimento. Ciao

  • A proposito

  • A proposito dei cosidetti lavori di luca rossi: l’altro ieri su FaceBook uno ha “creato un evento” che ha chiamato “la prima performance/happening su FaceBook” in pratica ha chiesto ai suoi amici di cambiare dalla mezzanotte del 2/5 la foto del profilo con una in bianco-nero per un giorno il giorno dopo ha “pubblicato” queste foto e questo messaggio:

    ”Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, dando così vita ad un evento abbastanza particolare : cambiando le foto dei vostri profili con altre in bianco e nero avete creato una “mostra fotografica” di cui, al momento in cui veniva creata, io ero l’unico spettatore. Assieme abbiamo così creato un happening/performance unica : abbiamo per una volta pubblicamente invertito il classico ruolo artista/spettatore. 
    Qui l’artista ha “desiderato” vedere una mostra di foto in bianco e nero, ha fatta una cortese richiesta ai suoi amici e loro l’hanno creata per lui. E’ per ringraziarvi e nello stesso tempo dar a voi modo di “assistere” alla mostra che avete creato che vi ho taggato in ciascuna delle foto in bianco e nero. Grazie ancora !!!!”

    ( http://www.facebook.com/event.php?eid=111559538927862 )

    A me pare proprio uno dei “lavori” di luca rossi e a voi?

    • marco

      ma ancora fluxus?
      boring

  • yiuyeruyi

    Non posso dire dell’evento su facebook sia fluxus o no, ma per favore, non facciamo i soliti italiani invidiosi, e prendiamo il lavoro di luca rossi come qualcosa che avviene in un rapporto di dialogo e di indipendenza con il sistema “ufficiale”. Un po’ come il cinema INDI negli USA. Ben vengano queste iniziative….che non mi sembra possano centrare niente con fluxus e anni 70..proprio perchè fondate, alla fine della fiera, sullo strumento blog …squisitamente contemporaneo…

  • loop

    saranno pure contemporanei il blog e facebook
    ma mi pare siano utilizzati con una testa di 40/50 anni fa
    per questo li trovo noiosi
    niente invidia
    (i tipi che pregavano negli anni ’70 e modificavano le mostre con recensioni/alterando i libri nelle biblioteche sembrano invece conservare la loro freschezza)
    ciao

  • yiuyeruyi

    E’ no…
    perchè i tizi di NY cercavano la dimensione reale solita, Luca Rossi invece prende sul serio anche una dimensione immaginata e mediata che è la dimensione del blitz di Bin Laden e non solo…è una dimensione che si deve prendere sempre più sul serio proprio per difendersi da essa. Solo che ci rassicura il fatto che quei tizi erano a NY 50 anni fà..questo rassicura il nostro lavoro di sedicenti artisti italiani….e quindi ci diverte l’idea. Luca Rossi non ci rassicura perchè mette in crisi un certo ruolo di artista e ,allo stesso, tempo propone una medicina. E questo irrita.
    E poi il mezzo è il messaggio: in questo caso la pratica calda con la pratica fredda della ricerca su internet. E la traccia definita mi sembra molto più significativa di tanti lavori pensati, studiato, programmati…..

  • Gianni Bordotti

    Interessante. Qualcuno si è ricordato dell’estistenza di questo “artista” newyorkese dedito alla preghiera e al ritiro dal/nel sistema. Credo che i tempi siano maturi per una riscoperta. Nessun sa se sta ancora “lavorando”? Mi pare avesse organizzato una sorta di “liturgia privata” volta ad influenzare la curetala della penultima Documenta. Forse c’è riuscito!?

  • Visto che sono stato in qualche modo “tirato in balllo” mi pare corretto intervenire: io sono quello della performance/happening su FaceBook :
    ( http://www.facebook.com/event.php?eid=111559538927862 )
    Il concetto, non enunciato in partenza ma esplicitato nel ringraziamento, è quello della “inversione del ruolo artista/spettaore”: avevo “nostalgia” una mostra di foto in bianco e nero (medium che ho usato molto in passato e che non uso da tempo) e ho chiesto ai miei contatti di FaceBook di sostituire, per un giorno, il 3 maggio, la foto del loro profilo con una in bianco e nero a loro piacimento, così facendo hanno dato vita ad una esibizione di foto in bianco e nero di cui, nel momento che andava “creandosi” e fino a tanto che io stesso non l’ho “ripubblicata” sul mio board, ero l’unico spettatore. Quasi nessuno di quelli che hanno dato vita a questa mostra è, tecnicamente o professionalmente, un artista e quindi si è, appunto, realizzata l’inversione di ruolo tra me, professionalmente artista, che aveva immaginato una mostra di foto in bianco e nero e loro, generalmente spettatori e fruitori d’arte, che l’hanno creata, senza coordinazione tra me e loro o tra loro stessi, pubblicando, ciascuno, un’immagine che, evidentemmente, era significativa per quel soggetto, ma il cui “significato soggettivo” mi era (e mi è) totalmente sconosciuto.
    Punti di contatto con i lavori di luca rossi ? Vediamo :
    -C’e’ l’uso di internet, ma FaceBook è alquanto diversa da un blog in cui, allo “scritto” dell’autore, seguono commenti (generalmente solo quelli “autorizzati”), mentre su FB, tutto accade “senza rete” e nell’immediatezza ed i diversi post si alternano del tutto random, in dipendenza del momento in cui vengono scritti e non seguono affatto, come avviene nel blog, un tema preciso e predeterminato. FB è molto piú vicina alla “realtá” e molto meno asettica ed è per questo che l’ho scelta (già in passato, tre anni or sono, avevo usato FB per una “retrospettiva personale” che è tutt’ora visibile, assieme ad altri miei lavori , negli “album” del mio profilo
    ( http://www.facebook.com/lgerini )
    Questa performance/happening si è svolta nel bel mezzo delle “conversazioni” e scambi di oltre 4.300 persone sparse per tutto il mondo (il numero dei miei contatti di FB distribuiti tra Europa, Asia, Africa, Americhe, Australia), tutte “avvertite” di essa, da tutti loro vista e notata o vista ed ignorata , è durata un giorno o poco meno, ma è “ancora li” e ci sarà fino a tanto che esisterà il mio account di FB.
    – C’è l’idea di inversione dei ruoli, ma mi pare che anche qui, la somiglianza sia solo apparente: luca rossi si rivolgeva ad alcune, determinate persone (i destinatari delle sue e-mails) e chedeva loro di fare qualche cosa di ben preciso e da lui determinato in partenza (pregare, inviare una pizza), io mi son rivolto ad una platea ben piú vasta, come ho detto oltre 4.300 destinatari, ben sapendo che solo un numero molto limitato di essi avrebbe “risposto” alla chiamata (in effetti 60) e che, di questi solo alcuni avrebbero, in realtá, pubblicato una foto in bianco e nero (in effetti ventuno) : e quindi, nel mio caso posso dire che coloro che avrebbero dato vita alla performance/happening erano praticamente del tutto indeterminati e che del tutto indetrminata era l’immagine che loro avrebbero deciso di pubblicare e del tutto indeterminao ed interminabile l’effetto complessivo derivante dall’accostamento di quelle immagini.
    – C’è l’idea di “gestione della distanza dal sistema” ma luca rossi lo fa colloquiando con esso dall’anonimato (che poi bisogna ancor vedere qaunto sia “ferreo” e per qunto “tenga” o abbia tenuto) mentre io lo faccio (almeno quando opero su FB) semplicemente prescindendo da esso, utilizzando un mezzo che è, libero, gratuito, diretto, accessibile a chiunque (OK, a chiunque abbia un accesso internet) e rigorasamente in tempo reale; inoltre luca rossi appartiene a quella “corrente” che ritiene si debbba finalmente abolire l’idea stessa di “artista” sostituendola con figure nuove ed inedite, mentre io credo che esso abbia oggi, come aveva ieri ed avrá in futuro, un suo ruolo, piú o meno importante ed incidente, ma certamente insostituibile nella societá .
    Vorrei che fosse chiaro che non stó criticando il lavoro di luca rossi, che conosco ed apprezzo, e che sinceramente credo, ben meriti l’apprezzamento e l’attenzione dimostrata da molti “addetti ai lavori” (parecchi dei quali sono, tra l’altro, tra i miei “contatti” di FB), stó solo dicendo che, a parte le apparenti “somiglianze” che qualcheduno puó aver immaginato, esso è assolutamente diverso dal mio e che i due non sono affatto “omologabili”.
    E’ fluxus?
    Non lo só, ora che qualcheduno si ė posto il problema, mi pare di poter rispondere onestamente: non credo; ma se anche fosse? Fluxus, come l’impressionismo, l’espressionismo, l’action painting, il surrealismo, il futurismo, il dada, la pop-art, il minimalismo, il concettualismo, l’arte povera e via dicendo, fanno parte del nostro DNA: anche se e quando, non ci pensiamo minimamente continuano a determinare e condizionare il nostro pensare ed operare.
    Onestamente non mi son mai posto il problema, non credo che un’artista si ponga o debba porsi, il problema se il suo lavoro appartenga a questa o quella scuola o corrente, salvo il caso di sua militanza in qualche gruppo, così come non credo si debba preoccupare se il suo lavoro rivesta il carattere di “novitá” o “originalitá” o meno, evitando ovviamente il plagio: categorizzare o appliccicare etichette è compito e cura dei critici, per me, un artista deve semplicemente fare quello che sente e che ritiene funzionale al suo percorso di ricerca.

  • … ma nessuno mi ha ancora riposte !!

  • … mi pareva di essere stato abbastanza esauriente!!

  • Mi scusi ma la sua risposta è arrivata mentre io stavo scrivendo il mio commento, ma lei veramente crede che blog, FaceBook, mail, internet, siano il futuro dell’arte?

    • hm

      al massimo youtube, facebook va bene solo per chattare spiare e importare i video da youtube . i blog invece hanno senso esclusivamente se uno fa lo scrittore . o il critico logorroico come lucarossi .
      – In senso non medico la logorrea è un tipo di verbosità, conosciuta anche come diarrea verbale, che fa uso di parole superflue o ricercate per trasformare un messaggio da semplice ad intellettuale. –
      in ogni caso anche se qualcuno volesse considerare arte le due foto scaricate da internet e spedite agli uffici stampa delle gallerie (mail art fruita da 3 persone perchè rossi non pubblica le mail private) rimane arte contorta, difficilmente verificabile, pseudoconcettuale, pretenziosa, banale ed estremamente vintage (anni 60/70) . e soprattutto dipendente dagli operatori del sistema da cui finge di mantenere le distanze . sul fatto dell’essere vintage non c’è nulla di male se non fosse che lucarossi ha criticato tonnellate di arte altrui bollandola come vintage e arcaica . quindi fossi in lui continuerei a fare il critico perchè come artista non è credibile, molto meglio che faccia il critico .

  • hm

    a proposito di questa frase scritta da yiuyeruyi (al 99% lucarossi con un altro nome) :

    – Luca Rossi invece prende sul serio anche una dimensione immaginata e mediata che è la dimensione del blitz di Bin Laden e non solo…è una dimensione che si deve prendere sempre più sul serio proprio per difendersi da essa. –

    la dimensione mediata e immaginata della comunicazione ufficiale esiste, questo da sempre (altrimenti non esisterebbe nemmeno la beatificazione/funerale dei papi a reti unificate a cui lucarossi è molto devoto visto che prega sempre con ardore) ma riproporla ‘per difendersi da essa’ è abbastanza ridicolo/ipocrita come concetto, prenderla ‘sempre più sul serio’ poi è agghiacciante perchè tale comunicazione ha successo proprio in quanto esiste chi la prende sul serio . in ogni caso se si vuole specializzare in questo filone lucarossi dovrebbe farsi un corso di photoshop perchè in realtà non sta proponendo nulla, solo foto scaricate da internet animate da verbosità eccessiva e ridondante . il tutto sempre rapportato agli operatori del settore (tartaglia vs cattelan, sparizione opere gallerie etc) dei suoi sogni, da cui finge di mantenere le distanze solo perchè scrive su un blog . se volessi mantenere le distanze forse ti limiteresti al tuo blogghetto non invaderesti ogni sito d’arte no? la tua arte si risolve con la spedizione di mail che invadono il mondo reale alla ricerca di relazioni che ti permettano di esistere . un po’ triste stare anche a parlarne di sta roba sinceramente .

  • biz

    quoto hm

  • Giovanna Labbia

    Luciano,

    trovo molto interessante la sua performance/happening su FaceBook, questo suo sofisticato ribaltamento tra il ruolo d’artista ed il ruolo di spettatore.
    Può gentilmente chiarirmi come ha concepito questo lavoro?
    Grazie

    Giovanna Labbia

    • L’idea del “ribaltamento del ruolo” (come il concetto di “opera negata” al quale è invece dedicato un mio prossimo progetto) non è affatto nuova e non sono certo il primo a riflettere su questa idea ed a tentare di attuarla con un lavoro.
      Uso FaceBook, un po’ come se fosse il mio sito-web (attualmente in ristrutturazione) ed in passato ho già fatto una “personale retrospettiva” su FaceBook, per questo ho ritenuto interessante applicare in pratica il concetto dell’inversione dei ruoli in un lavoro specificamente pensato per questa realtà.
      Normalmente è l’artista, magari con il consiglio ed i suggerimenti del curatore, che decide “che cosa presentare” e come; poi, una volta realizzata la mostra, c’è una pluralitá di “spettatori” che viene a vederla e la trova “bella e confezionata” . Spesso agli spettatori sfuggono le motivazioni che hanno portato l’artista a realizzare e scegliere proprio i lavori esposti e non altri ed essi finiscono per “costruirsi” una loro “ragione”, “significato” dei singoli lavori e della mostra nel suo complesso (credo che questo sia uno dei significati dell’affermazione di Marcel Duchamp “L’opera d’arte la fanno gli spettatori”).
      Qui, invece, l’artista ha semplicemente pensato ad un genere di mostra (mostra di foto in bianco e nero), lo ha fatto per un motivo suo (non usa da tanto tempo questo medium a cui era in passato molto legato e ne ha avuto nostalgia), motivo che non ha esplicitato agli altri, anzi non ha neppur comunicato loro che cosa avevesse realmente in mente, ha solo chiesto di cambiare le foto dei profili con altre in bianco e nero, focalizzando la loro attenzione sull’effetto che, il successivo susseguirsi dei messaggi relativi a questi cambiamenti, avrebbe prodotto sui vari “boards” . Ha dato delle indicazioni temporali “cambiare la foto prima della mezzanotte del 2 maggio”, “cambiarla nuovamente dopo la mezzanotte del 3 maggio”. Non ha dato nessuna indicazione sul tema, il soggetto o l’atmosfera della foto da utilizzare. Quando gli “amici” hanno cambiato le immagini dei loro profili si è prodotta, sullo schermo dell’artista una “mostra” in successione delle varie foto, mostra di cui lui è stato l’unico spettatore (perchè non tutti i suoi “amici” sono “amici” fra di loro e ciascuno era in grado di vedere solo ed esclusivamente le foto dei suoi amici e non quelle degli altri).
      Ha quindi avuto la sua “mostra di foto in bianco e nero con immagini che certamente, se sono state scelte, hanno, per chi le ha scelte, un significato, che per altro a lui era ed è del tutto ignoto, ma che per lui assumono un nuovo significato che, per altro a chi le ha postate è e rimarrá del tutto ignoto.

  • TrippA

    @hm e biz: a me sembrate solo invidiosi e frustrati.

  • un critico italiano

    hm..mai sei lo stesso di Exibart.?

  • un critico italiano

    Comunque..e di questo mi compiaccio (sinceramente) con gli editori uguale preciso con Exibart gente che si legge addosso…che non commenta le cose commentabili..che insulta e sproloquia o che perde tempo per saggi critici on line che sarebbe opportuno pubblicare altrove …

  • Cara Caterina Internet, la rete, è gia’ da molto tempo un luogo dell’arte è diventato via, via piú importante e lo diventerá ancor piú in futuro. Inutile ricordare tutti i siti dedicati all’arte e tutti i magazines che hanno edizioni on-line (praticamente tutti) ed i musei, gallerie, fondazioni, importanti che usano internet per mostrare, almeno parzialmente, ma qualche volta con la possibilitá di apprezzare dettagli delle opere che dal vivo sarebbero impossibili anche semplicemente a percepire, le loro collezioni esibizioni ad un pubblico piú vasto, per non parlare dei sitidegli artisti, delle case d’asta, dei mercanti d’arte ecc. ecc. Ma sono nati anche musei virtuali pensati e realizzati esclusivamente in rete e per la rete, quello forse piú curioso e divertente io credo sia Adobe Museum of Digital Media AMDM, nato non molti mesi or sono
    ( http://www.adobemuseum.con/index.php )
    il cui curatore stabile Tom Eccles ha giá allestito tre mostre importanti, la prima, quella inaugurale, di Tony Oursler, la seconda di Mariko Mori e la terza, in corso, di John Maeda.
    Ci sono artisti, italiani e no, che lavorano praticamente in via esclusiva utilizzando i mezzi forniti da internet e dalle reti cellulari, ce ne sono altri che hanno iniziato a produrre “arte” in forma di applicazioni per iPhone e iPad, e la cosa, ci si puó scommettere, si diffonderá sempre di piú sino a diventare una prassi artistica, una “tecnica”, come tante altre.
    Dire che FaceBook serve solo per ciattare, é estremamente riduttivo: ovviamente c’è chi la usa solo o prevalentemente, per questo ma c’è chi la usa come mezzo di comunicazione e quindi anche di comunicazione di contenuti artistici o di arte tout court. FaceBook, se la piattaforma dei contatti personali è abbastanza vasta e ben selezionata, è un modo impagabile per “creare” (o meglio aggregare) delle comunitá di soggetti interessati all’arte (o a qualsiasi altro argomento, del resto) con i quali colloquiare, dei quali vedere e conoscere il lavoro ed ai quali mostrare e far conoscere il proprio lavoro. Io ho il mio sito web “in ristrutturazione” da alcuni mesi e tardo a risitemarlo come vorrei, proprio perché faceBook mi offre un suo sostituto, molto piú facile e rapido da aggiornare e, alla fin fine, anche piú “divertente” da visitare. Non si puó negare che FaceBook con la sua immediatezza ed il fatto che si costruisce in tempo reale con i post degli “amici” mescolati ai tuoi , offra a chi ti vuol conoscere uno “spaccato di vita” molto piú vero e vivace e comunichi molte piú informazioni di quante non ne comunichi un “sito” costruito su un progetto ben preciso, aggiornato con intervalli di alcuni mesi, in cui tutto viene “studiato” per dare “l’immagine buona di sé”… in questo senso tra il visitare il profilo di FaceBook o il sito web corre la stessa differenza che c’é tra conoscere un artista a casa sua, nel suo studio, in un giorno qualsiasi arrivando del tutto inaspettati e conoscerlo la sera dell’opening di una sua personale.
    Youtube e’ uno strumento, oggi quasi insostituibile per diffondere, far conoscere e giudicare dal pubblico, video-art, ma anche per archiviarla ed averla sempre disponibile per poterla guardare – far guardare su uno dei tanti dispositivi portatili oggi comuni, lo stesso puó dirsi di flickr, per la fotografia e questi sono solo quelli piú noti e diffusi. E non è che questi mezzi siano limitati esclusivamente a video-suono-foto, infatti disegno, arte grafica, pittura, scultura, installazioni, land arte, per non dire di moltissama “arte concettuale”, trovano in essi un mezzo di esposizione e diffusione potentissimo ed universale.
    Per i blog il discorso sembra, a tutta prima essere diverso, non c’è dubbio che essi vedano il loro “impiego” d’elezione nel giornalismo, ma ci sono molti blog che oltre a testi presentano immagini, sia statiche che in movimento, diventando così “mostre virtuali” in continuo divenire.
    Non mi pare sia il caso di sottolineare che internet oggi raggiunge quasi tutti gli angoli del mondo e che, anche nei paesi ove vigono regimi che la limitano (o la escludono), si trovano le scappatoie e le vie traverse per potersi collegare, quel che è accaduto e stá accadendo in nord-africa e medio oriente, ce ne danno una riprova.
    Come mi pare superfluo sottolineare l’importanza di questi mezzi per la pratica ed il “lavoro” quotidiano, anche nel mondo dell’arte. Un piccolo esempio personale:lo o scorso novembre ho organizzato, una settimana del video Italiano a Bangkok (“FRAMES! Italian style in contemporary vido art” un appuntamento che con quest’anno diventerá ricorrente) con la curatela di Nicola Davide Angerame, a cui hanno partecipato lavori di Federica Barcellona, Gianluca Beccari, Angelo Bellobono, Canecapovolto, Eleonora Chiesa, Luca Coser, Alessio Delfino, Alessia De Montis, Robert Gligorov, Patrizia Maimouna Guerresi, Roberto Kusterle, Beatrice Pediconi, Nicola Verlato e miei: il tutto è stato realizzato con me a Bangkok, il curatore a New York, gli artisti sparsi in vari paesi d’europa e negli USA, i video hanno “viaggiato” via internet, così come i testi critici, per non dire delle direttive e suggerimenti del curatore e le indicazioni specifiche degli autori su come andasse “presentao” il loro lavoro: il tutto in meno di dieci giorni, parlo della fase pratico-allestitiva, ovviamente, non della fase di progettazione, piú lunga, che l’ha preceduta ma che si è, comunque essa pure, tutta “svolta” via internet.
    Ma, per chiudere, l’aspetto che a me interessa di piú e che, onestamente, mi pare largamente “sottostimato” è questo: tanti parlano (e oramai da decenni) di “sfuggire”, di “rovesciare” di “sradicare” di “neutralizzare” la logica perversa e “mercantilistica” o nepotista e mafiosa del “sistema arte” (per chiarezza ed onestá, personalmente ritengo che si tenda a “demonizzarlo” un po’ troppo e qualche volta per invidia, qualche altra per delusione e spesso semplicemente perché “fa fine e intelligente”): bene, la rete fornisce una via, semplice, poco costosa, efficace, accessibile praticamente a chiunque, per bypassare il sistema, per presentare direttamente il proprio lavoro senza mercificazione alcuna (o con la mercificazione che ciascuno decide di voler o esser dispoto ad accettare) : niente gallerie, niente mercanti, niente sapzi/paesi/periodi dell’anno tabú o dal costo stratosferico, niente biglietti per il pubblico, e con la possibilità di raggiungere, potenzialmente, l’universo conosciuto… ti par poco? ti sembra ancora che far arte su Internet sia una chimera?

  • fulvio

    Proprio una bella operazione quella di Gerini, puntale ed incisiva.

    • Graze, sarà sciocco, ma fa sempre piacere sentirsi dire “bel lavoro!”, anche alla mia età!!

  • aciam

    grande luciano! bello l’happening! pure ben scritto il tuo pezzo! è molto interessante il passaggio sul bypassare il sistema con internet! grazie!

    • Grazie, l’idea di bypassare il sistema operando sulla rete, ha i suoi problemi, ovviamente, ma è un’idea semplice, economica, pratica, elegante, rivolta al futuro, e molto radicale. Ogni giorno c’è qualcheduno che la scopre ed la mette in pratica: bene! Piú siamo e meglio è!

  • Grazie Luciano per la sua risposta, per chiarire, non volevo essere scortese solo mi sembrava che il suo lavoro e quelli di luca rossi si assomigliassero ma ora mi ha messo un’altra curiosita’ : nella risposta a Giovanna Labbio, ho visto che parla di “opera negata”, scusi l’ignoranza, ma che roba e’?

  • Cara Caterina, onestamente non so se questo sia il “luogo” piú opportuno, anche perché mi pare che stiamo andando fuori tema, in fondo qui si parlava di luca rossi, del suo blog e dei suoi lavori. Peró, forse, a pensarci bene, nel lavoro di luca rossi c’è anche un pizzico di “opera negata” e allora cerco di essere molto breve e, spero, chiaro.
    “Opera negata” è un espressione che in genere viene applicata a quei lavori che erano costituiti essenzialmente, appunto, dal rifiuto di eseguire o mostrare il lavoro stesso. Per farti qualche esempio posso citare le “sculture invisibili” di Gino De Dominicis, il telegramma alla galleria Antiquaria Romana di Francesco Matarrese e buona parte della sua ricerca artistica, le inserzioni nei cataloghi di varie mostre collettive del nome di Emilio Prini, senza che alcuna sua opera fosse stata materialmente esposta in tali mostre, la chiusura al pubblico della Galleria Toselli di Milano, nel 1975 , sempre per una mostra di Prini, e la medesima operazione compiuta da Maurizio Cattelan alla galleria De Carlo di Milano, molti anni dopo. In realtá, in questi due ultimi casi, l’opera c’era effettivamente: una poltroncina rossa e la scritta in blu “Sei come l’atmosfera che dona un brivido blú” per Prini ed un orsachiotto che correva su un filo per Catellan ma entrambe erano invisibili o quasi, perché nel caso di Catellan, la si poteva sbirciare da un edificio vicino. Si potrebbe anche citare, ancora di De Dominicis, la mostra del 1975 a Pescara, il cui ingresso era riservato solo agli animali.
    E’ chiaro che ciascuno di questi artisti e di questi lavori necessita di un approfondimento perché le etichette sono semplici da applicare ma, in particolare quando si parla d’arte, esse sono sempre aprossimative e piú o meno menzognere. Personalmente, per esempio, ritengo anche la famosa “merda d’artista conservata al naturale” di Pietro Manzoni, un esempio di “opera negata” : non mi risulta, infatti, che mai nessuno degli acquirenti o possessori di una di quelle famosissime e oramai costosissime, scatolette abbia mai avuto il coraggio di aprirla per accertarne il contenuto e, per esplicita dichiarazione dell’autore nel titolo, l’opera materiale è appunto il contenuto e non il contenitore.
    Per quanto riguarda il mio progetto, ovviamente, non ne parleró qui, ma per non deluderti completamente ti dico che esso è un po’ nella scia del lavoro di Manzoni, niente escrementi naturalmente, qualcosa di un po’ piú poetico : dei lavori, prodotti con una delle tecniche classiche, che, pur fisicamente e realmente esistenti, esponibili e normalmente offerti a chi voglia acquistarli, rimarranno, per sempre, del tutto invisibili a chichessia. Inutile che ti aggiunga che, almeno inizialmente, la loro esibizione e presentazione al pubblico, avverrá via Internet.

  • Maria

    Veramente brvavo Luciano! Ha pensato di proporre questi lavori “sulla distanza” al sistema (gallerie e riviste)? Sarebbe interessante se Lei iniziasse ad interagire con gli operatori via email, sono certa che troverà riscontro ed attenzione. Continui così! Bravo!

  • Grazie Maria, in effetti per il mio prossimo progetto la mail sarà uno degli strumenti fondamentali nel proporlo e farlo conoscere. Approfitto (spero Artribune non me ne voglia) per suggerire a chi sia interssato dal mio lavoro di dare spesso un’occhiata a
    http://www.facebook.com/lgerini
    Presto, spero verso fine mese sarà anche di nuovo attivo:
    http://www.lucianogerini.it
    da un mesetto “chiuso per restauri”
    … e poi ci “vediamo” qualche volta anche nei commenti su Artribune che seguo dal primo suo apparire ed a cui faccio, oltre ai miei sinceri complimenti, l’augurio di diventare presto “la piú letta rivista del settore in Italia” … ma non poniamo limiti alla Provvidenza! Son certo che questo splendido gruppo punta anche piú in alto e se ci sarà, o prima o poi,
    una edizione in lingua Inglese, io saró certamente uno dei suoi “promotori” in Asia !

  • Sí davvero bravo un bel lavoro! E soprattutto un bel concetto, ben realuzzato. E la piccola galleria di foto (ancora visibile sul suo profilo) è pure interessante. E pensare che mi era anche arrivato l’invito su Facebook e non ho partecipato! Adesso che ho letto la spiegazione mi dispiace mica poco !!

  • Caro Mangiafuoco, ora mi sa’ che ho capito chi sei!!! Beh, la prossima volta vedi di partecipare invece di fare il poltrone tu, di foto in bianco e nero, ne avresti avute molte e molto belle, peccato !

  • Paola

    Luciano! Luciano! Luciano! Luciano! Luciano! uuuuuuuhhhhh, e ora fuori con il limoncello…eehehehe

  • hm

    – rimarranno, per sempre, del tutto invisibili a chichessia. Inutile che ti aggiunga che, almeno inizialmente, la loro esibizione e presentazione al pubblico, avverrá via Internet. –

    scusa se rimarranno per sempre del tutto invisibili perchè li esibisci e presenti via internet rendendoli visibili? ma soprattutto perchè ce lo fai sapere? non li fare e non farcelo nemmeno sapere che fai molto prima . inoltre un orsacchiotto che corre su un filo non mi sembra negazione, semmai lo erano quelle stronzate di torno subito e del gallerista appeso . la merda resta merda, in scatola o su internet è uguale .

  • Caro hm, il punto è proprio lí : saranno reali, ostensibili, traferibili ma ció non ostante, invisibili, come faró? Non te lo dico, visto il tono generale del tuo commento credo proprio che non t’interessi saperlo, a chi puó interessare, sá dove andarlo a scoprire. Li faró, in realtá li stó giá facendo; lo faccio e lo faró ancora sapere, se tu lo giudichi tempo perso a me e a parecchi altri, poco importa.
    L’orsetto correva su un filo in una galleria chiusa (ho detto che in realtá si poteva sbirciarlo da un palazzo vicino) e per questo lo citavo come possibile esempio di “opera negata” . Se, infine, la tua frase di chiusura, visto il riferimento ad Internet, vuol essere il tuo giudizio sul mio lavoro specifico o complessivo, bene, accomodati pure, la cosa non mi disturba affatto, chi si espone al giudizio altrui mette in conto anche giudizi alla “hm”

  • Cara Paola, limoncello non ne ho, proprio non mi piace, ma per gli amici che vengono a trovarmi un buon drink non manca mai!

  • Roberto Mai/venezia

    La sfiga di Luca Rossi è che in Italia il pubblico del contemporaneo, che è fatto da soli addetti ai lavori e curiosi, è formato in massima parte da artisti più o meno invidiosi.

    Io credo che la preghiera sia nata prima degli anni 70, forse qualche miliardo di anni prima e che anche la ricerca su internet non sia cosa nuova. Legare invece queste due pratiche per il blogger Luca Rossi mi sembra invece molto interessante. Mi sembra che ci sia qualle sfasamento di cui parla Agamben tra l’artista e il suo tempo, al fine di dichiarare tale artista “contemporaneo”. Luca Rossi è il miglior artista italiano in questo momento perchè tutti gli altri seguono solo la moda (sempre di agambeniana memoria). E invece Rossi vive e subisce questo questo sfasamento efficace. E come tutti i più bravi dell’arte rischia di inabissarsi…..vedremo….

  • La sfiga di Luca Rossi è che in Italia il pubblico del contemporaneo, che è fatto da soli addetti ai lavori e curiosi, è formato in massima parte da artisti frustrati più o meno invidiosi come Luca Rossi….

  • Donatello Mardusio

    È stato utilizzato un blog per “modificare ineffabilmente” l’ultima documenta con la preghiera: alcuni critici sospettano che qualcuno stia portando avanti la ricerca su una “distanza radicale” dell’artista concettuale sconosciuto degli anni ’70 (altri credono che sia lo stes-so che sfrutta le potenzialità gestionali d’internet).

    Questi (o questo) hanno cancellato il blog per superare le proble-matiche inerenti alla riconoscibilità/linearità autoriale: se si segue con attenzione certe “manifestazioni” d’arte contemporanea si pos-sono individuare dei blog complementari ma effimeri, sono cancel-lati dopo alcuni mesi, in cui la preghiera e altre … sono utilizzate come incisivo strumento d’ interazione con la realtà e d’inversione del ruolo tra autore e spettatore.

    Credo quindi che ci sia un certo imbarazzo nel seguire chi, leggi Rossi, ripropone acriticamente un’operatività già collaudata all’estero da diversi anni.

  • Donatello Mardusio

    Il blog preghiera è stato uitlizzato per la documenta del 2007 (nota al mio precedente commento)

  • TrippA

    Il collaudo delle preghiere…grandissimi…ma perché non provate con il grande fratello per diventare famosi????

    Parlare di invidia in Italia bisogna avere coraggio…aspirate a diventare arredatori di lusso o ideatori di immaginari stantii? Penso a trevisani o vascellari…per esempio…

  • mauro

    Questa mostra è interessante nella misura in cui crea un immaginario sempre personalizzato sullo spettatore, forse il centro è lo spettatore che è convinto di vedere qualcosa e non tanto l’artista. Perchè c’è colui che guarda e colui che vede.

  • eoeo

    ma alfredo cramerotti è quello di manifesta?

  • Cecilia Guida

    Non ho capito perchè il contrario di Tine Sehgal…

  • Ararat

    Non ho capito niente, cosa sono quelle immagini? E non ho capiro cosa c’entra Cramerotti e la sua estetica dell’informazione. Certamente il caso uccisione Osama Bina Laden non è molto diverso: abbiamo visto delle immagini e ci sono persone che c’hanno spiegato quelle immagini. Però in quel caso non c’erano i commenti….

  • francesca

    Il punto, mi è sembrato di capire, sia quello del mantenimento di una distanza fisica dal luogo deputato della mostra. Una preghiera quotidiana ma anche una ricerca su internet alla ricerca di una traccia significativa. In qualche modo bisogna crederci, ma il discorso idrocarburi, attesa collettiva negli aereoprti come in ascensore, velocità ,distanza, mi sembrano effettivamente intonati.

  • Ararat

    Cara Francesca,

    ora ho capito, mi sembra appunto un lavoro sul dopolavoro….eheheh :)

    grazie ciao

  • lo caco

    io invece non ho capito, ho solo capito che voglio vincere la gara dei commenti con luca morsy e niente e nessuno mi potrà fermare!

  • francesca

    scusate se prima non mi sono presentata, sono la stessa francesca che dà sempre ragione a Savino Marseglia. peace&love

    • Savino Marseglia

      no cara ti sbagli perchè la francesca di Marseglia sono io, Savino Marseglia curatore indipendente in persona. Sono la ragazza di me stesso.

  • vasco rossi

    coco colo si cocolococo che ti fa digeriree io lo coco colo me lo porto a scuolo

  • Mauro

    Ma scusate, Cramerotti si occupa di estetica dell’informazione, è dentro alle cose, e fuori dall’italia…..non sarò che sia lui Luca Rossi?????

  • hm

    oh noes luca rossi non è più in cima alla lista degli articoli più commentati e avverte un lancinante vuoto interiore . dai luchetto andiamo a litigare un po’ sul blog della borderlignon . se vuoi ti dico anche tutti i commenti anonimi che ti ha lanciato contro milena farronato, non capisco perchè la milena non si firmi mai quando ti attacca .

  • massimo minini

    caro Rossi, non so bene cosa dirti. Ho le idee confuse….ho cercato di leggere il tuo blog ma ci soo troppi scritti, troppe parole, troppe note….come disse il principe a Wolfgang. Aveva torto il Principe. Avro’ dunque torto io?
    Boh?
    Però trovo tra le tante, segnalatami da un amico altrimenti non ci sarei mai arrivato, la tua osservazione che l’invito di scambio sgarbiano in biennale equivarrebbe a quello che fonda -con modalità implicite e nscoste?- il ‘mio’ sistema.
    Be’ mi fa piacere che già esista o venga almeno percepito un
    ‘sistema Minini’. Mica da tutti…
    Comunque no, guarda, capisco dove vuoi arrivare, ma l’equazione non regge.
    Condizione necessaria ma non sufficiente, come dicono i matematici, per fondare un sistema clientelare, con voti o inviti di scambio è che questo do ut des sia basato sulla fufa.
    Se inviti Lucio Fontana, non è mai un invito di scambio. E’ invito ad un maestro. Se inviti uno bravo, anche ammesso che ci sia amicizia,interesse, parentela, contiguità, va bene cosi’.
    Ma se fai un padiglione con l’amante di tizio invitata da caio, che a sua volta invita quell’altra etc, artisti-non-artisti, poi ce ne metti una ventina di buoni per avere i nomi, molti dei quali messi lì contro loro volontà, etc, allora questo è diverso.
    In effetti non si capisce come mai i Paolini, Cucchi, Icaro, Pistoletto,Accardi abbiano aderito. E’ la sindrome della monaca di monza
    ( la sventurata rispose…)
    Non so se mi sono spiegato .
    In caso posso chiarire meglio il concetto
    Massimo Minini

  • Giulia

    I love Luca Rossi

  • Caro Minini,

    ho trovato solo ora questo messaggio lasciato per me su Artribune.

    Io non ho mai parlato di sistema Minini. Ho parlato del fatto che il migliore sistema italiano vive dinamiche molto simili al modus operandi sgarbiano, ma sgarbi esagera, volgarizza ed esorbita. L’operazione di Sgarbi è significativa come ottimo negativo. E avremo bisogno di ottimi positivi, come Lucio Fontana appunto. Ma lei ha lavorato anche con Ligorio, Chiasera, Torelli…

    Tale sistema migliore, di cui fa parte anche Massimo Minini, ha determinato un vuoto e uno scollamento tra pubblico ( e quindi poi sistema politico) e sistema dell’arte. In tale vuoto si sono infilati prima Luca Beatrice e poi Vittorio Sgarbi.

    Ma penso che criticare sia fin troppo facile. Quindi cerco di proporre costantemente proposte costruttive, Anche lei ha proposto un buon padiglione ad Artissima qualche anno fa, trovando una soluzione da artista. Non mi appassionano molto le questioni della casta e i giochini di potere. Penso che dal linguaggio possano discendere effetti a cascata su tutto. Sto preparando, per una vetrina internazionale, un progetto per riempire il vuoto di cui parlavo prima.

    Lei conosce il progetto I’m not Roberta? E 79 kroków prosto z zamku, a następnie 79 kroków w prawo , presso Ujazdowski Castle e Tate Modern?

    No, non li può conoscere…perchè in italia c’è un sistema oscurantista. Alfredo Cramerotti aveva proposto la recensione di I’m not Roberta a Flash Art e loro hanno fatto finta di niente….e non hanno neanche risposto…questo sistema non è più serio e meno superficiale di quello sgarbiano…

    Come in un paese dove i cittadini coincidono con i parlamentari nel migliore sistema dell’arte il pubblico coincide con gli addetti ai lavori (collezionisti compresi): quindi si tende sempre a scegliere proposte mediocri, perchè lo spettatore che sceglie e commenta una proposta è anche sempre operatore in competizione con quella proposta….questo porta ad un livello di mediocrità costante…..lei come gallerista non può trovare nuovi artisti italiani interessanti, può trovare solo standard mediocri…..

    Per non parlare dei complessi di inferiorità verso l’estero che ci portano a scappare dall’italia facendoci diventare testimoni della nostra mediocrità, perchè scappare dal proprio paese vuol dire scappare e rifiutare se stessi…e all’estero se ne accorgono. Bisognerebbe pensare che ogni luogo è per definizione potenzialmente internazionale…e cercare di lavorare bene in italia (come lei mi sembra cerca di fare)….

    Luca Rossi

  • wile coyote

    però basta con questa parola ‘linguaggio’ usata come prezzemolo!
    tipo “spazzzzzio” e “contaminazione”, termini ormai sostanzialmente vuoti

    linguaggio in che senso? contenuto artistico? confronto dialettico? critica? codice espressivo? che vuol dire?

    c’è bisogno di linguaggio, c’è bisogno di linguaggio – è un mantra nauseante!

    si parla tanto di svecchiare svecchiare! non c’è una parola più fresca, attuale e meno fumosa?

  • Per linguaggio intendo modalità che si pongono in termini dialettici con il presente e il passato. Una dialettica di questo tipo pone in crisi alcuni rituali stanchi che invece vengono vestiti con disinvoltura da una sorta di burocrazia creativa. Penso ai curatori che prendono il solito titolo di libro per la solita mostra; penso al manierismo dilagante degli artisti; alle gallerie che sembrano negozi di arredamento o di modernariato. Questo linguaggio avrebbe poi ricadute estetiche, sistemiche ecc ecc

  • wile coyote

    ah beh

  • hm

    luca rossi sei un cartone inanimato .

  • Gianni

    E’ una gran figata, solo in italia possiamo emarginare Luca Rossi, se fosse americano, inglese o tedesco sarebbe già il più figo del reame……a noi piace farci del male…forse è la strada giusta; il masochismo come risposta

  • Pingback: Luca Rossi, to be or not to be |()

  • GIGI

    ……MA LUCA ROSSI E’ TIPO BANSCHI?

    • democrito

      luca rossi fa solo pena. critica un sistema del quale vuole a tutti i costi far parte.
      il suo lavoro è una nullità. non si può criticare negativamente, è proprio il nulla.

  • Pingback: Luca Rossi, to be or not to be « arteliberatutti()

  • ARTCORE

    Luca Rossi ammorbi il mondo con le tue parole, fai silenzio, datti ma soprattutto dacci pace.

  • Io sono silenzioso, mi limito a scrivere. :-)

  • Hyter Very

    Sono
    passato per Salannunziata Imola. Luca Rossi Speaking about . La prima cosa che ho
    avvertito è “un vuoto” tra contesto artistico e opere. Tale contesto, qualora diversamente
    organizzato, avrebbe permesso di concepire l’arte come partecipe di valori
    anche anestetici. L’intento di infondere maggior consapevolezza, coinvolgimento
    o visione “altra” verso messaggi artistici irrazionali così carichi di
    significanti, è lodevole ma arduo. La re-visione di oggetti neutri
    riestetizzati e di elementi anartistici elevati a suo tempo ad opera, a me hanno
    lasciato indifferente. Ogni qualvolta un singolo elemento che sia
    sistematicamente identificabile, viene tolto dal suo normale contesto e
    inserito in un altro contesto a lui estraneo, perde di sapore estetico. Difficile re-semantizzare. Il percorso ideologico non penso possa avere
    particolare presa e in Imola nella sostanza lo vedo ancora timido.