Il Mart visto da Alessandro Roma

Ardite tecniche a supporto di uno stravolgimento. Quello della pittura di paesaggio. La scommessa di Alessandro Roma. In mostra fra le opere della collezione del Mart di Rovereto. Fino al 12 giugno.

Alessandro Roma - Humus - veduta della mostra presso il Mart, Rovereto (TN) 2011

La serie di mostre intitolata Contemporanea prevede che periodicamente un giovane artista conosciuto anche a livello internazionale sia invitato a presentare le sue opere al Mart di Rovereto. Fa parte di questo programma la mostra di Alessandro Roma (Milano, 1977) e, in questo caso, le opere scelte sono cinque collage, tre sculture e due bassorilievi in gesso.
L’artista non è però stato invitato solo a presentare nello spazio del museo le sue opere – tutte recenti e progettate per l’occasione – ma anche a confrontarsi con la collezione permanente, che in questo periodo è proposta attraverso nuovi percorsi. L’esposizione curata da Giorgio Verzotti è infatti la prima personale ospitata nello spazio della collezione, una collezione museale tanto importante che l’impegno mostrato è leggibile nella complessità dei lavori presentati.Pittura e scultura sono portate al limite del loro linguaggio specifico. Il riferimento e il filo rosso della mostra è la natura, ma intesa come paesaggio in se stesso che si è staccato proprio del concetto generale di natura.

Alessandro Roma - Questa cascata pare una prova di forza per la natura - 2010 - collage, tessuto, olio, smalto su carta - cm 230x100

Il paesaggio diventa così l’oggetto dei collage, similmente all’humus che si forma per stratificazioni. In Ho il vago ricordo di essermi lasciato trascinare, realizzato a olio, smalto, organza e collage, siamo di fronte a una rappresentazione cha ha completamente abbandonato il supporto della tela per scegliere la carta, al fine di garantire una maggior libertà nell’ideazione dell’opera.
Anche negli altri quattro collage il procedimento è identico. Il paesaggio è in uno stato di equilibrio tra artificiale e naturale e gioca la sua carta vincente attraverso la tensione percettiva che ricorda le rappresentazioni della natura realizzate dalle avanguardie del primo Novecento. Sono opere che hanno anche nei titoli una loro forza e che nascono da quegli strani universi letterari creati da Giorgio Manganelli e frequentati da Alessandro Roma; procedono per accumulazione di senso, sia visivo che semantico.

Alessandro Roma - Humus - veduta della mostra presso il Mart, Rovereto (TN) 2011

Alcune opere di artisti importanti del Novecento della collezione del museo sono state fonte d’ispirazione. La scelta, secondo l’attuale interesse dell’artista, è caduta solo su pochi lavori, quelli in cui il soggetto-paesaggio gli sembrava più interessante. Il paesaggio rappresentato non è però leggibile con i consueti codici, ma proviene da un loro stravolgimento: la proposta è quella di un paesaggio “trasognato”. In opere come Questa cascata pare una prova di forza per la natura e Veramente il luogo ha qualcosa di originario, c’è da chiedersi se siano ancora da ritenere “quadri” o invece superfici su cui si misura la forza di un pensiero e di un’idea.
Un discorso simile si può fare a proposito delle sculture presentate. Proprio per la loro caratteristica inedita nella storia plastica, sollecitano una domanda: da quale immaginario provengono? Ma la scelta tecnica e i materiali usati – come la resina, il poliuretano e lo smalto resina per Queste acque non impareranno nulla sull’umano – forse contengono già la risposta.
Il processo decostruttivo della pittura di paesaggio è l’obiettivo di questa mostra. E conduce a nuovi scenari e a inediti modelli espressivi.

Claudio Cucco

dal 12 febbraio al 12 giugno 2011
Alessandro Roma – Humus
a cura di Giorgio Verzotti
MART
Corso Bettini, 43 –
38068 Rovereto (TN)
Orario: da martedì a domenica ore 10-18; venerdì ore 10-21
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7
Catalogo. Silvana Editoriale
Info: tel. 800397760; [email protected]; www.mart.trento.it

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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.
  • hm

    incommentabile . preferisco i quadri di jovanotti a sta sbobba indegna . anche quelli della fiera d’arte di cervia . o l’esposizione di educazione artistica dei bimbi delle medie, una vale l’altra . sui titoli da down meglio lasciar perdere . take raccomandato easy .

  • @hm infatti l’arte serve anche a mettere ordine dentro se stessi, a chiarire i propri gusti, insomma a capire cosa ti piace. A proposito, come sono i quadri di jovanotti?
    Quindi vedere questa mostra – perché l’hai vista, vero? – ti è servito.

    Poi l’arte serve anche a imparare il rispetto per la fatica e per il dolore degli altri. Provaci, ne vale la pena.

    • hm

      sì mi è servito a capire una volta per tutte che non devo perdere tempo dietro alla monnezza . o ai giudizi degli altri (in questo caso il tuo visto che parli di rispetto a vanvera) . i quadri di jovanotti fanno schifo .

  • P.G

    ho visto la mostra e seguito anche il workshop fatto dall’artista qualche settimana fa.devo dire molto interessante il tutto!!!