CCCP (da urlare, alla Giovanni Lindo Ferretti)

Un’importante retrospettiva monografica (la prima fuori dalla Russia) celebra il maestro della modernità sovietica e lo “riabilita”. Certo, non sono mancate le discussioni. Perché portare Aleksandr Deineka a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, non è stata esattamente una passeggiata. Soprattutto se la mostra termina simbolicamente il Primo Maggio.

Aleksandr Deineka - Autoritratto - 1948 - Pinacoteca Statale A. A. Deineka - Kursk

Aleksandr Deineka (Kursk, 1899 – Mosca, 1969) è il capostipite del Realismo socialista zdanoviano, scevro da suggestioni astrattiste e avanguardiste, la cui ricerca non abbandona mai i limiti del figurativo. La sua è un’arte monumentale: senso di grandezza, amore per la competizione e per lo sport, che ha celebrato l’uomo “russo” secondo il modello di Stalin – in ogni sua forma – dando vita a un codice iconografico strettamente sovietico e deliziosamente estetico, pur nella ristrettezza tematica imposta dal regime.
Deineka conobbe Roma in un suo storico soggiorno nel 1935 e ne rimase affascinato; certo, per un occhio abituato alle brume di Mosca, il fascino italiano e gli scorci mozzafiato non potevano non sortire un effetto estatico, che rivive ancora oggi nei dipinti di questa serie. Così non meraviglia vedere due cardinali che passeggiano indisturbati sotto il sole, in un’aura di serenità epica all’interno di un suggestivo quanto originale paesaggio romano.

Aleksandr Deineka - Strada romana - 1935 - Galleria Statale Tret’jakov, Mosca

Uomo-orchestra, come amava definirsi, ha suonato “tutti i possibili strumenti dell’arte”: pittore, grafico, progettista, scultore. Permeato di ottimismo e gioia di vivere, ha celebrato costantemente la sua nazione. Le sue tele sono piene di luce, ossigenate, socialmente vicine al nuovo futuro proletario e metaforicamente legate all’immagine dell’uomo “sano”, che lavora e fa sport, instancabile e fiero.
Un’arte nazional-popolare, erudita ma pur sempre fruibile, un linguaggio universal-patriottico, semplice, efficace e costante. Così Deineka ha abbellito anche la metropolitana di Mosca, portando la “luce mattutina” nei mosaici che impreziosiscono la superba stazione, quella dedicata al poeta Majakovskij, per romperne la monotonia architettonica e raccontare al mondo una perfetta giornata socialista, con l’impeto, la forza eroica, la lotta e lo slancio delle masse proletarie.

Aleksandr Deineka - Sul balcone - 1931 - Galleria Statale Tret’jakov, Mosca

Deineka è riuscito a travalicare le circostanze storiche attraverso la cura estetica e formale, il vitalismo coinvolgente, la dignità, la sicurezza di tutto il suo universo pittorico che da sempre è riuscito a far sorgere l’inaspettato anche dalle rovine. Ha dato dignità artistica alla massa, elevandola come mai prima di allora era successo. Una pittura storica e antropologica, quasi una pagina di diario lunga quarant’anni, assolutamente inedita, personale, inequivocabilmente senza tempo.

Michele Nero

dal 17 febbraio al 1° maggio 2011
Aleksandr Deineka – Il maestro sovietico della modernità

a cura di Matteo Lafranconi, Irina Vakar ed Elena Voronovic
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194 – 00184 Roma
Orario: domenica, martedì, mercoledì e giovedì ore 10-20; venerdì e sabato ore 10-22.30
Ingresso: intero € 12,50; ridotto € 10
Info: tel. +39 06489411;
[email protected]; www.palazzoesposizioni.it

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.
  • hm

    c’è un errore di battitura, si chiama giovanni lindo ferrara .

  • RED

    Ma quale errore di battitutra! il nome è corretto, è il cantante storico dei CCCP, diventati poi CSI e poi PGR!