Come un fiume in piena

Prosegue senza sosta l’attività di uno fra i “musei” più intriganti della Penisola. Dopo Flavio De Marco e Kara Tanaka, è l’ora di Thomas Scheibitz alla Collezione Maramotti.

Thomas Scheibitz - Missing Link in Delphi - 2007-08

Puri geometrismi e piacere del disordine, in un continuo tradimento ludico delle forme, dei colori; una sorta di gioco con lo sguardo dello spettatore, che si trova a navigare sulla superficie dei dipinti, cogliendo a diverse distanze il ritmo dell’insieme, il gusto dei particolari. L’astrazione sembra rifiutare la purezza delle linee, la limpida scansione che rasserena nel piacere dell’equilibrio, che viene invece continuamente tradito da sbaffi di colore e assaggi di scarabocchi.

Thomas Scheibitz - Il fiume e le sue fonti - veduta della mostra presso la Collezione Maramotti, Reggio Emilia 2011

Thomas Scheibitz (Radeberg, 1968; vive a Berlino) evoca nel titolo il flusso dell’acqua, ma citando poi in una delle opere anche il sentimento d’assenza per l’antica Grecia, Delphi, lasciando insieme intravedere il dialogo aperto con i cartelloni pubblicitari, il chiasso di forme e colori della nostra contemporaneità. Anche nella bidimensionalità, sono molti i riferimenti architettonici, così come nella scultura si riconosce la ricerca del puro rapporto coloristico, una sorta di precisa contiguità/complementarietà che ha fatto citare, nel bisogno di spazialità, il Bauhaus.

Thomas Scheibitz - Eclectica - 2010

Tre le ampie tele in mostra: Missing Link in Delphi, Eclectica e Vt-Bühne, oltre a una scultura, Astor. Mentre nel volume creato per l’occasione, e in particolare nel saggio di Mario Diacono, L’esotico è eretico, si sottolinea come Scheibitz evochi nei titoli di ogni opera “riferimenti a multipli campi esperenziali”, scrivendo quindi di “semiosi personale, in un quasi esperanto visuale”.

Thomas Scheibitz - Il fiume e le sue fonti - veduta della mostra presso la Collezione Maramotti, Reggio Emilia 2011

Si riconoscono lettere, cuori e palcoscenici, profondità esposte e poi negate. Un continuo invito a scoprire forme note, per creare quindi deviazioni, scarti, balzi sorprendenti.

Valeria Ottolenghi

dal 5 febbraio al 10 aprile 2011
Thomas Scheibitz – Il fiume e le sue fonti
Collezione Maramotti
Via Fratelli Cervi, 66 – Reggio Emilia
Orario: giovedì e venerdì ore 14.30-18.30; sabato e domenica ore 10.30-18.30
Ingresso libero
Catalogo Gli Ori
Info: tel. +39 0522382484;
[email protected]; www.collezionemaramotti.org

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Valeria Ottolenghi
Studiosa e critico teatrale (numerose le pubblicazioni, saggi e articoli di riviste, regolari alcune collaborazioni), è membro del Direttivo ANCT, Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Responsabile delle Relazioni Esterne. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti, ha lavorato per la scuola e l’Università, docente SSIS, insegnante per diversi anni di Pedagogia e Psicologia presso la Facoltà di Medicina di Parma, responsabile di corsi di critica teatrale per Associazioni (es: la Corte Ospitale), Fondazioni (es: Venezia) e Università (es: Parma). E‘ membro di importanti giurie nazionali per il teatro (Ubu, Anct, Premio Garrone, Casa Cervi, Ermo Colle...). Appassionata d’arte (fotografia in particolare) e letteratura, riesce a cogliere le connessioni, spesso nascoste, segrete, tra i linguaggi della contemporaneità. Critico teatrale della Gazzetta di Parma, scrive volentieri anche per “Il grande Fiume”, “I teatri delle diversità” (riviste ancora in cartaceo!) e naturalmente, rivista web, per Artribune.