Tv come una tela. Samsung s’ispira al mondo della pittura per il suo nuovo prodotto The Frame

Ultrapiatto, ultra performante, incorniciato come un dipinto. Il nuovo televisore Samsung garantisce una qualità visiva altissima e insegue il fascino dell’arte. Presentato a Parigi, proprio dentro al Louvre.

Samsung, Tha Frame, la Tv come una tela
Samsung, Tha Frame, la Tv come una tela

È uno di quei casi in cui la tecnologia più avanzata non resiste al fascino del vintage, o comunque della tradizione, nel tentativo di afferrare quell’aura che, per definizione, non potrà mai possedere. Con operazioni puramente estetiche, anche ruffiane, ma che tradiscono il bisogno di una rinnovata capacità di seduzione, nei confronti di una massa assuefatta all’imperativo dello schermo, della virtualità e della simulazione. E così il colosso coreano Samsung recupera il fascino dei dipinti su tela e sceglie nientemeno che il Louvre per il mega evento di lancio del suo nuovo prodotto: si chiama The Frame ed è nuova gamma di TV di design, che già nel nome riporta al mondo della pittura. Il televisore come cornice, che apre una finestra sula parete e dischiude il mondo magico della rappresentazione.

TELEVISIONE OPERA D’ARTE

Ed è proprio a parete che l’oggetto – sottilissimo, ultrapiatto e intelaiato con listelli in diversi colori e fantasie – può essere fruito, come se si trattasse di un quadro appeso. Le cornici sono intercambiabili, così da accordarle all’arredamento (o all’umore): si tratta di strutture magnetiche, che basta sovrapporre e agganciare ai bordi. Per chi invece preferisse posizionarlo nell’ambiente c’è in dotazione uno stand che ricorda un cavalletto fotografico. Ma non è solo un fatto di design.

TRA PITTURA E REALTÀ. LA TV DI NUOVA GENERAZIONE

Samsung utilizza qui il sistema “Invisible Connection”, una fibra ottica che garantisce una qualità dell’immagine straordinaria, senza l’ingombro di fili e con un singolo cavo che collega tutte le periferiche. Selezionando la modalità “Arte” l’esperienza della visione è assolutamente da sperimentare: lo schermo opaco, privo di qualunque riflesso, garantisce immagini nitide, compatte e luminosissime.
La sostanza liquida del video insegue la perfezione di una foto stampata in altissima risoluzione o la concretezza materica di una tela. Più vero del vero, o più pittorico della pittura? Nella dittatura degli schermi, il destino dell’immagine hi-tech continua a definirsi tra la simulazione del reale e la sua dissoluzione. E certo, a proposito di arte, la fruizione di opere video diventa super efficace e l’allestimento, super minimal, si armonizza col contesto, mimetizzando il dispositivo. Per gli allestimenti museali, le gallerie e le case dei collezionisti, una soluzione che potrebbe fare la differenza. Il prezzo? Ancora top secret.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.