Rivolte in Russia contro il governo che vuole abbattere alcuni edifici del periodo costruttivista

In Russia a rischio il patrimonio architettonico costruttivista. Decine di edifici dei primi del Novecento rischiano di essere rasi al suolo per volere del governo russo.

Circolo operaio Zuev di Il'ja Aleksandrovič Golosov (1929)
Circolo operaio Zuev di Il'ja Aleksandrovič Golosov (1929)

Fa discutere la decisione del governo russo di abbattere decine di edifici del periodo costruttivista a Mosca. Una decisione insensata che nasce dalla necessità di edificare nuovi complessi residenziali che rispondano maggiormente alle esigenze abitative della capitale russa. Il problema della casa è quanto mai urgente a Mosca, metropoli in continua espansione con oltre 12 milioni di abitanti. Con un costo al metro quadro tra i più elevati del mondo, la capitale russa continua ad inglobare le periferie all’interno del perimetro urbano per rispondere alle richieste dei flussi di persone che ininterrottamente si trasferiscono in città. Una scelta che nasconde probabilmente anche la volontà del governo di cancellare le tracce ancora evidenti dell’epoca comunista e di dotare la capitale di un’immagine di metropoli moderna e cosmopolita. Migliaia di persone sono scese in piazza per salvare gli edifici simbolo del costruttivismo russo che ancora oggi sono utilizzati come strutture residenziali. Un problema non da poco che coinvolge direttamente un milione e seicento mila persone. Anche se la proposta è stata presentata dal governo come una possibilità per migliorare le condizioni abitative dei cittadini, tantissime persone hanno partecipato alla manifestazione per salvaguardare gli edifici.

IL COSTRUTTIVISMO RUSSO

Movimento d’avanguardia, il Costruttivismo si è sviluppato in Russia dal 1913 in poi. Fu negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione d’Ottobre che il movimento ebbe grande sviluppo diventando di fatto Arte di Stato. I costruttivisti decretarono la morte dell’arte da museo e contrapposero all’idea dell’arte come rappresentazione, l’idea dell’arte come costruzione. Della società prima di tutto. Gli architetti costruttivisti, come i fratelli Vesnin, Mel’nikov, Ginzburg, si sono impegnati per costruire opere socialmente utili che fossero lo specchio fedele della nascente società russa. Gli edifici costruttivisti sono dotati di funzionalità estrema, nessun orpello o inutili ornamenti, dal culto dei materiali e dall’ossessione geometrica per le forme. Il movimento ebbe grande successo internazionale e notevole influenza sulla nascita dei movimenti di De Stijil e Bauhaus. Le opere architettoniche più significative del movimento costruttivista si trovano a Mosca proprio all’interno della zona che il governo russo vorrebbe riqualificare per dotarla di un aspetto decisamente più moderno. A rischio di perdere un pezzo importante di storia a favore di un’idea effimera di modernità.

 

-Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.