Montpellier 2040

Le città francesi guardano al futuro. Dopo l’esempio di Parigi, Lille e Bordeaux, anche Montpellier cerca di capire come orientare la propria strategia urbana. E se in Italia una cosa del genere è inimmaginabile, ci sono italiani che vengono chiamati per lavorare a questo genere di ricerche.

Studio Fuksas - Liceo alberghiero Georges-Frêche di Montpellier - photo Moreno Maggi

Preselezionati nel 2011 a fianco di Djamel Klouche e Michel Desvigne, i milanesi Bernardo Secchi e Paola Vigano sono stati chiamati per reimpostare un “esercizio di prospettiva urbana” tale da ripensare il futuro di Montpellier. In programma: una concertazione pubblica per immaginare la trasformazione della città da qui al 2040. Da qualche tempo, infatti, numerose città e amministrazioni francesi hanno optato per investire tempo, denaro e professionalità in ricerche mirate a capire il ruolo di forma urbana, mobilità e nuovi sistemi ecologici, da sviluppare in un arco temporale che va dai 10 ai 40 anni a venire.
Dopo l’esempio di Parigi, Lille e Bordeaux, la città di Montpellier conta su questo investimento per anticipare il suo sviluppo e “rinnovare la sua strategia urbana per i tre decenni a venire”, anche considerando che prevede di raggiungere quota 300mila abitanti nel 2040.

Bernardo Secchi e Paola Vigano
Bernardo Secchi e Paola Vigano

Il lavoro dell’équipe italiana – selezionata tra quaranta gruppi internazionali dopo dieci mesi di consultazioni – durerà un anno e sarà suddivisa in tre fasi: la prima di presentazione, a dicembre; la seconda di dibattito progettuale in primavera; infine, una giornata conclusiva nell’autunno 2013, funzionale all’adozione da parte del consiglio municipale del documento finale.
In parallelo, gli abitanti di tutti i quartieri saranno chiamati a intervenire e a esprimersi attraverso un Atelier Cittadino di Progetto Urbano, i cui risultati dovranno essere tradotti da Secchi-Vigano in proposte emblematiche e operazioni puntuali legate ai bisogni reali della popolazione. Quando si dice prevenire è meglio che curare…

Giulia Mura

www.secchi-vigano.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #10

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.