A San Francisco l’arte crea business. Ecco i dati del report economico del 2015

Quasi incredibili i dati emersi da un report redatto da un’organizzazione americana sull’impatto che l’industria culturale ha sull’economia degli Stati Uniti: nel 2015, il settore ha generato oltre 160 miliardi di dollari. Si conferma capitale internazionale dell’arte contemporanea la città di San Francisco, che investe e punta tutto su una politica culturale dinamica e di qualità

San Francisco
San Francisco

“Con la cultura non si mangia”. Se questo sventurato leitmotiv ronza di continuo nelle vostre orecchie, demotivandovi nell’intraprendere attività e carriere nel settore culturale, sicuramente vi ritemprerà lo spirito una notizia che giunge dalla soleggiata California. Stando al recente report Arts & economic prosperity, uno studio sull’impatto che l’industria culturale ha sull’economia degli Stati Uniti redatto dall’organizzazione non profit Americans for the Arts, il settore delle arti e della cultura, nella sola città di San Francisco, frutta ogni anno quasi un miliardo e mezzo di dollari e mantiene oltre 39mila persone con posti di lavoro full-time.

Fine Arts Museums di San Francisco
Fine Arts Museums di San Francisco

I NUMERI DA CAPOGIRO CHE LA CULTURA FA A SAN FRANCISCO

Secondo la relazione, la città rappresenta quasi l’1% dei 166 miliardi di dollari generati dal settore a livello nazionale nel 2015 (ma nel 2016 per San Francisco e per tutta la west coast le cose sono perfino migliorate). Di questi 166 miliardi, 63 sono stati investiti dalle imprese culturali per la programmazione artistica e ben 102 sono stati spesi dal pubblico per la fruizione e la partecipazione agli eventi. In questo roseo e quasi incredibile scenario in cui la cultura riesce a fare girare l’economia di intere comunità, nella sola città di San Francisco, nell’anno fiscale 2014-15, le organizzazioni culturali hanno investito nelle loro attività circa 780 milioni di dollari, mentre i soli residenti hanno speso oltre 650 milioni per eventi culturali e l’amministrazione locale ha avuto oltre 130 milioni di dollari di entrate. “Le arti sono vitali per il carattere unico di San Francisco e una componente fondamentale del nostro settore turistico, esprimendo i valori della nostra città e contribuendo ad un ambiente che favorisce l’innovazione e la creatività”, ha orgogliosamente dichiarato il sindaco della città Edwin Lee. Da quando è stato nominato sindaco nel 2012, Lee ha aumentato il finanziamento pubblico per le arti del 14%, ha stanziato fondi annuali per sovvenzionare il settore e per programmi che mirano a rafforzare le organizzazioni artistiche non profit della città.

SAN FRANCISCO SEMPRE PIÙ CAPITALE DELL’ARTE CONTEMPORANEA

Sembra non arrestarsi l’ascesa della città californiana a nuova capitale dell’arte contemporanea internazionale. Solo qualche tempo fa vi parlavamo di Untitled Art Fair, la nota fiera che dal 2012 accompagna la Art Basel Week di Miami Beach che lo scorso gennaio ha inaugurato una nuova tappa nel quartiere Dogpatch di San Francisco, realizzando numeri più che soddisfacenti per una “prima volta”: oltre 50 espositori provenienti da 10 paesi, e soprattutto oltre 11mila visitatori. Proprio in questi giorni la Untitled Art Fair di San Francisco ha annunciato già, per la seconda edizione della fiera, una grande novità: dal 12 al 14 gennaio 2018 la fiera avrà una nuova e prestigiosa sede, lo storico Palace of Fine Arts costruito in occasione della Panama-Pacific Exposition del 1915 e che adesso diventerà location per installazioni e presentazioni video.

– Desirée Maida

www.sfartscommission.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.