Il Comune di Roma cerca grafici e creativi che lavorino gratis per il sito istituzionale

L’amministrazione capitolina non si smentisce, il ritmo di una follia al giorno deve essere sempre garantito e allora anche ieri, venerdì, i profili Facebook dei consiglieri comunali hanno riservato le consuete sorprese. A questo giro si parla di lavoro creativo e di relativa retribuzione

Grafico a lavoro

Hai studiato? Sei in gamba? Ti sei formato? Hai talento? Hai investito un sacco di soldi su te stesso? Hai seguito scuole serie in Italia e all’estero? Ti senti un grafico di qualità, un art director con gli attributi? Bene: ora lavori gratis per noi! Noi che siamo l’amministrazione pubblica più grande del paese. Noi che siamo il primo datore di lavoro d’Italia. Noi che siamo uno stipendificio da 40 o 50mila buste paghe al mese ma tra queste non abbiamo nessuno capace perché li abbiamo assunti tutti per questioni di clientela politica e di consenso e non per merito o qualità. Noi che quando si tratta di triplicare lo stipendio degli stretti collaboratori della Sindaca non guardiamo in faccia a nessuno (neppure alle norme vigenti), ma quando invece diventa necessario il contributo di qualche professionista allora va bene soltanto se è pro bono. E come dite? Far lavorare il dipartimento apposito interno al Comune? Ma questo significherebbe mettere in discussione la nullafacenza media della maggioranza degli uffici, e abbiamo promesso ai sindacati di non farlo!

UNA NOTIZIA IMBARAZZANTE AL GIORNO

Come se non bastasse la sequela di notizie imbarazzanti che ogni giorno escono dal Campidoglio, ora ci si mettono anche le Commissioni Consiliari e i peones dell’Assemblea Capitolina. Angelo Diario è il capo della Commissione Sport del Comune di Roma, è noto in città per aver dichiarato che secondo lui i privati che vengono ad investire a Roma sono “luridi”. A prescindere. Non a caso gli investimenti italiani e internazionali sono in fuga dalla città (a Diario cambia poco, tanto lui ha lo stipendio del Ministero e il fatto che le sue affermazioni tolgano la speranza di riscatto a migliaia di suoi coetanei disoccupati non lo tange). Ma perché ci occupiamo di lui? Cosa c’entra col mondo dell’arte, della creatività, dell’immagine? C’entra perché ieri il buon Diario ha lanciato sulla sua pagina Facebook istituzionale una “call” volta alla ricerca di grafici. Servono dei “pittogrammi” per rendere più appealing i website comunali, quei pittogrammi che indicano le varie discipline sportive – tipo segnaletica olimpica, per capirci – che si svolgono nei vari impianti di proprietà del Comune.

Il post pubblicato da Diario
Il post pubblicato da Diario

UN GROSSO INCARICO PROFESSIONALE. MA AGGRATIS

Si tratta di un lavorone da fare da zero (non è che si possono andare a copiare i pittogrammi sportivi delle Olimpiadi di Rio, tanto più che questa amministrazione con le olimpiadi ha un rapporto particolare…). Si tratta non di ore, ma di giorni di lavoro. Che Diario intende retribuire zero euro. Delle due l’una, dunque: o arriveranno proposte poco professionali e scadenti e la città dovrà accontentarsi di una grafica non all’altezza. Oppure arriveranno proposte professionali e il Comune finirà per sfruttare il lavoro di qualche studio grafico locale. I privati sono “luridi” ma quando posso sfruttare il loro lavoro creativo ci interloquisco volentieri, avrà pensato Diario. In un altro post, sempre risalente a ieri, si vanta: “vi ricordate i 20mila euro spesi da Marino per il nuovo logo turistico Rome&You? Ebbene noi stanziamo ben zero euro ma tanta gratificazione“. Chissà cosa direbbe se il Ministero dell’Economia invece di versargli lo stipendio ogni 27 lo retribuisse in “gratificazione”. Tra l’altro Diario così facendo peggiora se possibile la sua situazione perché ci fa capire che secondo il suo modo di vedere 20mila euro per la commissione di un’immagine coordinata pubblica sono troppe, sono uno spreco. Peccato che quella cifra fu un prezzo di super favore che l’agenzia InArea fece al Comune di Roma retto allora da Ignazio Marino.

E I CREATIVI SCAPPANO ALTROVE

Una storia che mortifica professionisti, giovani talenti e persone che hanno fatto anni di sacrifici per formarsi. Ma soprattutto una storia che ci fa capire in maniera lucida il motivo per cui artisti, architetti, grafici e classe creativa in generale sta facendo carte false per lasciare Roma diretta a Milano o all’estero: nella Capitale il loro lavoro viene valutato meno di zero e anche quando osano chiedere un rimborso spese questo è considerato uno spreco. Ma poi, assumento che il Consigliere riceva più proposte, a chi deciderà di dare l’incarico? In base a quale criterio di selezione? E se alla mail indicata dovesse ricevere elaborati già fatti? Ne utilizzerà uno, e gli altri? Dunque molti non solo lavoreranno gratis, ma neppure otterranno la “visibilità”. E la manleva? Il consigliere farà compilare agli uffici un modulo che i grafici dovranno firmare dove cederanno i diritti di utilizzo? A vita o solo per un periodo? Gli uffici saranno in grado di realizzare almeno questo documento? A Roma i soldi pubblici servono per dare prebende a chi ti ricambia con la fedeltà e con i pacchetti di voti, non certo per retribuire la qualità, il merito, la professionalità. Ma tanto, ci spiega Diario in un commento dove su Facebook risponde ad un cittadino che giustamente si lamenta, “io mica sto obbligando nessuno, che male c’è a chiedere?“. Sarebbe pensabile in qualsiasi altra capitale occidentale? Quale città evoluta sputa in faccia in questo modo alla propria classe creativa umiliandola e contribuendo a farle perdere ogni speranza futura di riscatto?

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  • Alessandro Ranellucci
  • Pingback: Il Comune di Roma cerca grafico che lavori gratis – hookii()

  • Ma scusate la Quadriennale ha pagato i 100 artisti invitati lo scorso ottobre ad esporre? Il problema che un grafico o un artista pronto a lavorare gratis ci sarà sempre.

  • Paolo Veronesi

    Condivido ma c’è un punto che impone un chiarimento, là dove l’autore dice: “Far lavorare il dipartimento apposito interno al Comune? Ma questo significherebbe mettere in discussione la nullafacenza media della maggioranza degli uffici, e abbiamo promesso ai sindacati di non farlo!”. Questa è una balla ed è il riflesso condizionato dei luoghi comuni sui dipendenti pubblici. So cosa dico, lavoro a stretto contatto con quel settore. Ebbene i sindacati non c’entrano un bel nulla. Il “dipartimento apposito”, un tempo febbrile fucina di attività, è stato eviscerato negli anni (da molti anni), progressivamente svuotato di funzioni e i dipendenti che vi operano ridotti a larve. I grafici chiedono a gran voce di lavorare ma non se li fila nessuno. Da ultimo è stato tolto loro un computer con relativi software, ossia la materia prima di quel che fanno (o meglio: che un tempo facevano). Perché? Rispondetevi voi. Io da quelle parti ci lavoro, mi sono espresso fin troppo e fin troppo apertamente… Voglio però darvi – diciamo così – una dritta: sappiate che a nessuno, ma proprio a nessuno interessa valorizzare le risorse interne negli apparati pubblici. Ciò che viene ripetuto alla nausea nei talk show (le canzonette sulla meritocrazia) è pura ipocrisia, consapevole anzi programmatica…