Mark Bradford. The Darkest America

Pittore astratto, nero, di Los Angeles, mid career. L’identikit perfetto ce l’ha Mark Bradford, e infatti sta andando benissimo in asta. Qui trovate un suo ritratto, e speriamo di vederlo presto in Italia con una mostra personale.

Mark Bradford - photo Greg Cook
Mark Bradford - photo Greg Cook

L’America – e non solo – impazzisce per Mark Bradford. Nato nel 1961, questo artista 54enne di Los Angeles “cresciuto” nel nido del California Institute of Arts è emerso negli ultimi anni come una figura molto interessante per il mondo delle aste, soprattutto negli States.
La sua pittura astratta, le sue performance, i suo collages Orbits, così come la stravagante originalità di alcune sue scelte (il suo studio è ricavato nel salone di bellezza un tempo gestito dalla madre) ma anche l’impegno filantropico hanno evidentemente attratto l’attenzione dei collezionisti.
Non è da meno il suo curriculum vitae, che vanta mostre in tutto il mondo e partecipazioni illustri alla Biennale di Istanbul nel 2011, alla Carnegie International nel 2008, alla Biennale di San Paolo e alla Whitney Biennial nel 2006 e così via, senza dimenticare i solo e group show in importanti istituzioni internazionali.

Mark Bradford, Biting the Book, 2013
Mark Bradford, Biting the Book, 2013

Nelle aste, il fatturato totale del 2014 è stato di quasi 6 milioni di euro, una cifra che è cresciuta costantemente nel tempo, dal 2011 fino a oggi, con un picco nel 2013 (quasi 5 milioni) e nell’anno successivo, a testimoniare la bontà del mercato di questo artista che dal 2000 al 2015 ha fatturato quasi 18 milioni di euro, secondo le stime di Artprice (nella cui classifica 2014 risulta al 245esimo posto).
Il 2015 gli regala una grande soddisfazione europea. A febbraio, infatti, nelle aste di Londra da Phillips conquista il suo record grazie all’opera Biting the Book, una tecnica mista firmata dall’artista nel 2013. Già esposta nella mostra da White Cube a Londra intitolata Through the Darkest America by Truck and Tank (2013-14), l’opera, stimata tra 1,4 e i 2 milioni di euro, viene battuta per quasi 3 milioni, diventando il risultato più importante in asta nella carriera dell’artista, le cui opere tra il 2013 e il 2014 non avevano superato l’apice di 1,6 milioni, raggiunta dall’opera Mithra (2008) da Sotheby’s New York nel novembre 2013.
E in Italia? Lo abbiamo visto nel 2009 nella mostra Mapping the Studio, a Punta della Dogana – Fondazione Pinault.

Santa Nastro

Articolo pubblicato in versione ridotta su Artribune Magazine #25

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.