Lo Statuto Europeo delle Fondazioni: cos’è e come funziona

Lo Statuto Europeo delle Fondazioni si pone l’obiettivo di facilitare e promuovere l’azione del crescente numero di Fondazioni che intendono svolgere la propria attività anche in altri Paesi dell’Unione. Ecco in cosa consiste e come funziona.

Il Parlamento Europeo

La rete dei donatori e delle fondazioni europee, la European Foundation Centre, ha invitato già un anno fa i 28 Stati membri dell’Unione ad adottare lo Statuto Europeo delle Fondazioni. L’obiettivo dello Statuto è quello di garantire che ogni ente avente finalità di interesse generale possa assumere una forma giuridica, riconosciuta in tutti i 28 Stati Membri, che consenta all’ente di gestire i propri patrimoni anche all’estero, di coordinare lo sviluppo delle proprie attività oltreconfine, di dotarsi di una struttura di governance che possa operare in maniera efficace in tutto il territorio dell’Unione. Tale statuto si porrebbe come una nuova forma giuridica opzionale e complementare, che esisterebbe in parallelo alle fondazioni nazionali. Lo Statuto Europeo delle Fondazioni si propone inoltre come soluzione alle situazioni in cui i cittadini che vivono e lavorano all’estero vogliano sostenere progetti filantropici nei loro Paesi di origine, in maniera sicura, trasparente ed efficiente sia per il donatore sia per il beneficiario.
Il documento, nella formulazione finora proposta, è privo di previsioni di carattere fiscale, ma giuridicamente rappresenta il primo strumento per consentire alle fondazioni e agli enti di erogazione di svolgere la propria attività a parità di condizioni in tutti i Paesi dell’Unione, riducendo ritardi e oneri di carattere amministrativo e legale che attualmente ne limitano l’azione.

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L’istituzione di una nuova figura giuridica risponderebbe così a una crescente domanda da fondazioni e finanziatori di lavorare attraverso le frontiere e alle questioni che trascendono i confini nazionali, come l’ambiente, la salute, la ricerca e l’innovazione e di venire incontro al carattere sempre più internazionale della filantropia.
Le organizzazioni di utilità pubblica in Europa sono regolate da una rete di leggi nazionali e regionali complesse e diversificate. Attualmente, il lavoro transfrontaliero delle fondazioni non sempre riesce a diventare una realtà a causa di ostacoli amministrativi e giuridici: ci sono più di cinquanta differenti leggi che regolano le fondazioni in tutta l’UE, per non parlare delle numerose, varie e complesse procedure amministrative che le fondazioni devono seguire quando si lavora fuori del proprio Paese.
L’European Foundation Centre indica che queste barriere attualmente costano circa 100 milioni di euro l’anno, soldi che potrebbero essere spesi per cause importanti e meritevoli.
Se adottato lo Statuto Europeo delle Fondazioni, le fondazioni costituite secondo tale schema avranno piena capacità giuridica e il riconoscimento in tutti gli Stati membri; avranno esclusivamente scopi di pubblica utilità e attività in almeno due Stati membri. Inoltre dovranno attenersi a standard elevati di trasparenza e responsabilità di revisione e di comunicazione in tutta l’UE.
L’approvazione della proposta da parte del Parlamento europeo è avvenuta nel Luglio 2013, adesso la decisione spetta ai governi nazionali.

Claudia Balocchini

 

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Claudia Balocchini
Claudia Balocchini è avvocato, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2007 è specializzata nel diritto degli enti e delle società, in diritto tributario nonché tutela dei beni culturali e delle opere creative e dell’ingegno. E' consulente per società ed enti no-profit in materia di costituzione e start-up, modifiche statutarie, governance, pianificazione fiscale, tutela dei patrimoni, fundraising e project managing. Dopo un master in diritto tributario a Firenze ed un corso di alta formazione manageriale in campo culturale presso la LUISS a Roma, applica le proprie competenze professionali anche al contesto culturale contemporaneo.