Il museo: neonato, plurale, ricettivo

Un parterre di professionisti a confronto per raccontare cosa è il museo dal loro punto di vista. Interviste e conversazioni a partire da un master lungo cinque anni. Per fare il punto su un decennio cruciale, specie per Roma.

Daniela Fonti & Rossella Caruso (a cura di) - Il museo contemporaneo. Storie esperienze, competenze

Il museo contemporaneo. Storie esperienze, competenze nasce come summa di riflessioni raccolte sotto forma di lunghe interviste, conversazioni e dialoghi con quelli che furono tra il 2002 e il 2006 i docenti del master della Sapienza Curatori nei musei d’arte e architettura contemporanea. Riflessioni ricchissime perché non solo provengono da persone che lavorano trasversalmente con questa materia (i contributi sono offerti da critici e storici dell’arte, museografi, museologi, architetti allestitori, economisti della cultura, direttori di musei, estetologi e studiosi) ma anche perché arrivano dopo un periodo di sedimentazione concettuale e una lunga gestazione che ha permesso a tutti di acquisire quel necessario distacco, pertinente a un’analisi razionale del fenomeno, allora in divenire.
Per spiegarci: il libro indaga soprattutto lo sviluppo che il museo contemporaneo ha assunto in Italia – e in particolare nell’area romana – nel primo decennio del XXI secolo, decennio che si è appena concluso e di cui solo ora possiamo tirare le somme. Inoltre, il libro affronta una serie di questioni nodali e la relazione del museo con tutti i suoi possibili attori, con la sua trasformazione (ricordiamo che proprio in quell’arco di tempo Roma ha visto sorgere il Macro, il Maxxi e l’Ara Pacis) con il suo nuovo pubblico, con la città, il territorio e con tutte le figure che vi orbitano intorno.
Diversi punti di vista dunque, e la ricerca di un racconto corale a più voci, che eviti il taglio accademico della pubblicazione ma che invece la faccia apparire come uno studio in itinere, come un fecondo work in progress.

Nuovo allestimento Museo dell’Ara Pacis – Mostra Avanguardie russe (foto Luca Labanca)

Un libro complesso in cui confluiscono diversi contributi su come è cambiato il modo di organizzare gli spazi per l’arte e le sue logiche comunicative, ma anche su quanto l’architettura abbia spesso preso il sopravvento in una logica di mera performance urbana, creando ulteriore attrito allo storico dissidio fra artisti, museo, architetti e curatori-demiurghi.
Tra i nomi chiamati a intervenire e a indicare le possibili linee di sviluppo del museo contemporaneo ci sono Franco Rella, Stefano Catucci, Anna Mattirolo, Michele Costanzo, Benedetto Todaro, Franco Purini, Maurizio Vitta, Margherita Guccione, Maria Rosaria Guarini, Maria Vittoria Marini Clarelli, Gabriella Belli, Achille Bonito Oliva, Maurizio di Puolo. Intelligente nonché utile l’appendice finale – curata da Orsola Mileti – che raccoglie articoli apparsi sul Giornale dell’Arte dagli Anni Ottanta in poi, quando cioè, dopo l’apertura del Beaubourg di Parigi (1977), il dibattito sul ruolo e la funzione del museo nella città riaccende le pagine della cultura e infervora gli intellettuali.
E adesso? Riaggiorniamoci tra dieci anni.

Giulia Mura

Daniela Fonti & Rossella Caruso (a cura di) – Il museo contemporaneo. Storie esperienze, competenze
Gangemi, Roma 2012
Pagg. 272, € 28
ISBN 9788849223132
www.gangemieditore.com

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.