Fantagraphic. Il dolce disagio di Julia Wertz

Una fumettista poco più che ventenne, in fuga da San Francisco per iniziare la sua vita da adulta a New York. “Drinking at the Movies” è il libro di esordio di Julia Wertz, autobiografia tragicomica di una delle migliori autrici del fumetto indipendente americano.

Julia Wertz – Drinking at the Movies (Eris Edizioni, Torino 2017)
Julia Wertz – Drinking at the Movies (Eris Edizioni, Torino 2017)

La vita di Julia Wertz (San Francisco, 1982) è un irrimediabile disastro: quattro traslochi in un anno, sette lavori cambiati, alcolismo, sfighe a iosa, e una confusione nella testa che lascia incerto ogni secondo delle sue giornate. Buffo e tenero allo stesso tempo, questo dolce disagio è raccontato di getto in Drinking at the Movies, graphic novel d’esordio della fumettista americana, realizzato nel 2010 e finalmente portato in Italia da Eris Edizioni.
Il libro ‒ già pluricandidato agli Eisner Award nel 2011 e considerato tra le opere imprescindibili del fumetto contemporaneo ‒ racconta malumori e disavventure dell’autrice nel suo primo anno di stanza a New York, dopo il trasferimento da San Francisco nel 2007.
Nella metropoli americana la giovane Wertz, allora poco più che ventenne, si imbatte in continue disavventure quotidiane tra appartamenti fatiscenti, lavori degradanti, e qualche bottiglie di whisky di troppo. È così che il mito della Grande Mela, meta idealizzata e paradiso delle occasioni per giovani creativi, diventa una topaia a cielo aperto, affascinante e un po’ puttana, emblema del sogno americano tradito per una generazione di sbandati persi e confusi tanto quanto la protagonista del racconto.

Julia Wertz – Drinking at the Movies (Eris Edizioni, Torino 2017)
Julia Wertz – Drinking at the Movies (Eris Edizioni, Torino 2017)

OMAGGIO A UNA GENERAZIONE SBANDATA

La scrittura è schietta e sboccata, ricca di battute divertenti che confezionano con un linguaggio fresco e decisamente informale le situazioni grottesche in cui la giovane protagonista si trova di volta in volta immischiata.
Il disegno, di riflesso, è spontaneo ed essenziale: una carrellata di tavole in banco e nero rappresentano in versione stilizzata e cartoonesca i vari personaggi e gli ambienti, rendendo in maniera superba il carattere spassoso e la coinvolgente (auto)ironia della protagonista.
Eppure, nonostante la forte comicità, la vita di Julia non manca di momenti ben più drammatici, con il ripetersi di avvenimenti “seri” che scuotono ciclicamente la sua vita, invitandola a fare un passo oltre la tardo-adolescenza per entrare nel mondo degli adulti: dal cancro del patrigno alla tossicodipendenza del fratello, fino alla sua stessa dipendenza dall’alcol. È in questi casi che crescere sembra un obiettivo necessario ‒ e allora meglio farsi coraggio e buttare, finalmente, quelle borse e quelle scarpe consumate!
Drinking at the Movies è un libro gioiellino, pungente e dolcissimo. Un omaggio alle sbavature della vita e alla tragicomica frustrazione di una generazione intera.

Alex Urso

Julia Wertz – Drinking at the Movies
Eris Edizioni, Torino 2017
Pagg. 208, € 16
ISBN 9788898644438
www.erisedizioni.org

Versione integrale dell’articolo pubblicato su Artribune Magazine #42

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

CONDIVIDI
Alex Urso
Artista e curatore. Diplomato in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera. Laureato in Lettere Moderne presso le Università di Macerata e Bologna. Attualmente vive a Varsavia. I suoi interessi in ambito critico e curatoriale sono prevalentemente rivolti all'investigazione e alla concezione di punti di incontro tra artisti e istituzioni italiane e polacche. In questi anni Urso ha collaborato con spazi privati e pubblici, come la Galleria Nazionale di Varsavia – Zachęta e l'Istituto Italiano di Cultura di Varsavia. Nel 2017 è stato curatore della Biennale de La Biche. Dal 2014 scrive di arte per Artribune come corrispondente dalla Polonia. Dal 2013 al 2017 è stato redattore per Lobodilattice. Suoi articoli e testi critici sono apparsi su cataloghi e testate di settore nazionali e internazionali. Sempre per Artribune cura Fantagraphic, la rubrica di fumetti del sito.