Illustrare la provincia. Succede a due passi da Torino

In occasione della prima edizione di “Lomellini Modern Expo” a Palazzo Lomellini di Carmagnola, siamo andati a visitare la mostra d’illustrazione che porta in paese nomi di fama internazionale. L’esposizione è curata dalla Caracol, giovanissimo spazio d’arte nel cuore del multietnico quartiere San Salvario a Torino. Abbiamo intervistato il gallerista, Federico Cano Correa.

LOME - veduta della mostra presso Palazzo Lomellini, Carmagnola 2013

Che ruolo ha l’illustrazione in Italia? È considerata un’arte a tutti gli effetti? Perché si tratta di una forma espressiva che affonda le sue radici nell’antico Egitto: immagini per esprimere concetti e fornire un’idea immediata di ciò che si vuol dire. Piuttosto in contrasto con molta arte contemporanea…
Il concetto era proprio questo: in un contesto di arte contemporanea, come può essere il Lomellini Modern Expo, partire dall’illustrazione per cercare di collegare questo mondo a quello dell’arte proposta dal Lomellini. È vero che l’illustrazione in Italia è considerata un’arte minore ma passare da essa, usando nomi molto famosi in questo campo, per collegarsi all’arte contemporanea ci sembrava una cosa importante che poteva essere un buon trampolino di lancio per portare Palazzo Lomellini e Carmagnola in un contesto più moderno-contemporaneo. Il concetto è anche che siamo costantemente abituati a ricevere delle immagini, a interagire con pubblicità o articoli che hanno un contorno fatto di illustrazioni. Ciò crea un dialogo molto frizzante e positivo con lo spettatore. È un tipo di arte che si mette in relazione con le persone, che crea un dialogo.

Quali sono stati i criteri per scegliere gli artisti?
È stato tutto in divenire. Siamo partiti dall’idea che, siccome Palazzo Lomellini è fatto di quattro stanze, desideravamo coinvolgere quattro artisti: a ciascuno la sua stanza. Quindi abbiamo subito preso contatti con Marco Cazzato e Olimpia Zagnoli, che erano i due capisaldi dell’idea che avevamo in testa. Da qui è nata la volontà di mettere in contrasto un tipo di illustrazione analogica, quella fatta da Zagnoli e Hikimi, con quella fatta a mano, di Cazzato e Corona.  Unendo questi due mondi e questi due stili, abbiamo cercato di fare un percorso a 360 gradi sul tema del disegno, facendo stare insieme anche tendenze molto diverse fra loro. C’è poi una divisone mentale che ripartisce ulteriormente le aree della mostra. Le sale al piano di sotto (Corona, Cazzato) sono sale piuttosto gravi, dove il pensiero si fa serio, regna il silenzio e l’introspezione. Quelle al piano di sopra, invece, sono estremamente diverse. È il colore a farla da padrone e con esso anche un sentimento di maggior leggerezza.

LOME - veduta della mostra presso Palazzo Lomellini, Carmagnola 2013
LOME – veduta della mostra presso Palazzo Lomellini, Carmagnola 2013

Possiamo dire che l’illustrazione rimanda un po’ alla nostra infanzia, ai libri che leggevamo da piccoli? In questo senso l’illustratore potrebbe essere un anello di congiunzione tra il mondo dei bambini e quello adulto?
Pensiamo di sì, anche perché quel che si vede nelle illustrazioni prende le mosse da una fantasia che ha molto d’infantile. Attinge a piene mani al mondo della nostra infanzia, come se volesse aiutare i grandi a rimanere bambini, e questa particolarità non si perde neanche nelle sale più impegnative di cui parlavamo prima.

Parliamo di Caracol. Come mai a Carmagnola? È la prima volta?
Sì, è la prima volta che Caracol si trasferisce in un luogo diverso rispetto alla sua sede torinese, però è quasi un ritorno a casa. Io sono di Carmagnola e volevo fare qualcosa per la mia città, rispondere a quella domanda culturale che Palazzo Lomellini ha lanciato e uscire dall’ambito della galleria per creare un evento più grande. Non da ultimo, volevo aiutare i carmagnolesi e chi visita questo paese ad avvicinarsi a un palazzo come questo, che nei circuiti della provincia ha un valore davvero notevole. Speriamo poi di riuscire a fare un’altra iniziativa anche in primavera, così da creare due appuntamenti fissi con LOME, uno a settembre e uno in primavera.

LOME - veduta della mostra presso Palazzo Lomellini, Carmagnola 2013
LOME – veduta della mostra presso Palazzo Lomellini, Carmagnola 2013

Come sta andando?
Molto bene, in dieci giorni abbiamo fatto più di 3mila passaggi. Siamo molto soddisfatti.

A questa domanda avete già in parte risposto, però ci piacerebbe sapere se la divisione è netta o i contorni sono sfumati. Insomma, gli artisti lavorano tutti a mano o alle volte si avvalgono dell’uso della tecnologia?
In generale tutti partono da un’illustrazione a mano, solo che poi Zagnoli e Hikimi rielaborano i loro bozzetti al computer (spesso poi Hikimi interviene dopo la rielaborazione su alcuni particolari), mentre Corona e Cazzato lavorano solo in maniera tradizionale.

E che rapporto hanno con la graphic novel?
L’unico che la fa è Corona, che collabora con la Coconino Press, per la quale ha pubblicato vari fumetti, tra cui anche la biografia di Frida Kahlo, tradotta in diverse lingue. L’ultimo lavoro è La seconda volta che ho visto Roma, edito da Rizzoli.

Caracol ha un anno e mezzo di vita. Cresce bene?
Sì, sta andando molto bene. Per essere una piccola galleria, aperta da un anno o poco più, sta avendo riscontri positivi. L’idea da cui nasce è esporre un’arte accessibile a tutti, quindi a portata di tasca ma anche concettualmente semplice. Gli artisti sono sempre vicini al design e alla grafica e il fatto di tenere i prezzi abbordabili sta dando i suoi frutti. Abbiamo riaperto il 12 settembre, ma quest’anno ci saranno meno mostre e tutte più mirate. È molto probabile che parteciperemo a una delle fiere che Torino offre a novembre. Chiaramente, essendo Caracol molto giovane, ci sono molti progetti di espansione, uno anche didattico per organizzare corsi con gli artisti ospiti dello spazio.

Giulia Cirlini

Carmagnola // fino al 22 settembre 2013
LOME
a cura di Federico Cano Correa
PALAZZO LOMELLINI
Piazza Sant’Agostino
http://expolome.wix.com/lome
http://www.caracolarte.it/

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Giulia Cirlini
Giulia Cirlini, nata a Reggio Emilia, ha studiato a Firenze Lingue e Letterature Straniere, anche se avrebbe voluto fare altro...tuttavia si è laureata nel 2011 con una tesi sulla nascita e l’evoluzione della scrittura cinese. Da sempre ama il cinema, il teatro, l'arte, la buona cultura insomma, e non appena ha potuto ne ha fatto un lavoro, o sta cercando di farlo, vista la giovane età… Per uno strano caso della vita, dopo periodi trascorsi in Spagna, Francia e Cina, si è trovata a vivere a Detroit, dove ha scoperto che c'è molta vivacità, anche artistica. Qui lavora in un museo e scrive per alcune testate, cercando di far conoscere la realtà detroitiana a chi ancora pensa che questa città esista solo nei film polizieschi Anni Ottanta.