Color Factory, il nuovo pop-up museum di New York dedicato ai colori e alla creatività

Dopo la prima edizione di San Francisco, la “color experience” ideata da un creativo californiano giunge a New York per una mostra che, attraverso 16 installazioni ambientali, immergerà gli spettatori in un mondo in technicolor. Intanto la Factory ha realizzato una speciale passeggiata a Manhattan…

Color Factory a New York, facciata. Courtesy Color Factory

Potremmo anche chiamarli musei “toccata e fuga” – o forse sarebbe più opportuno definirli “selfie e fuga” –, ma senza dubbio la loro effimera esistenza sta diventando un fenomeno sempre più dilagante. Stiamo parlando dei musei pop-up, spazi temporanei intitolati e dedicati a oggetti tra i più disparati, tutti accomunati dalla medesima caratteristica: essere icone pop amate dal pubblico. Dopo il Museum of Selfie, l’Ice Cream Museum, il Museum of Candy e il MoPi – Museum of Pizza, New York si appresta a ospitare un nuovo “pop-up space”, Color Factory, la grande installazione artistica e interattiva che celebra i colori e la creatività che il prossimo 20 agosto approderà in città dopo la prima e fortunata edizione svoltasi un anno fa a San Francisco.

IL SUCCESSO IN CALIFORNIA

Color Factory, San Francisco. Courtesy Color Factory
Color Factory, San Francisco. Courtesy Color Factory

Ideata dal creativo californiano Jordan Ferney, Color Factory ha fatto il suo esordio lo scorso agosto a San Francisco, con una sorta di installazione ambientale in cui i visitatori interagivano con pareti, pavimenti e oggetti colorati ed erano invitati a loro volta a dare sfogo alla propria fantasia cromatica intervenendo all’interno della Factory. La prima edizione del museo dei colori avrebbe dovuto avere una durata di un mese, ma il successo del progetto ha portato a una proroga di otto mesi, registrando oltre 170mila visitatori, diventando una delle mete più frequentate dai “selfie-seekers” della Bay Area.

LA SECONDA EDIZIONE A NEW YORK

“Questo agosto, una tavolozza tutta nuova arriverà nel quartiere SoHo di New York”, racconta lo staff di Color Factory sulla prossima tappa del progetto. “In 1.800 metri quadrati presenteremo nuovissime installazioni partecipative di colori che abbiamo raccolto in giro per la città, e invitano tutte alla curiosità, alla scoperta e al gioco. Alcuni dei nostri artisti, creativi, e designer preferiti collaboreranno con noi per raccontare le loro storie di colori e coinvolgere tutti i sensi in modi inaspettati”.Lo spazio sulla 251 Spring Street ospiterà 16 ambientazioni diverse, tra cui una pista da ballo, una sala galleggiante e una stanza progettata per aiutare i visitatori a scoprire il loro “colore segreto” ideata dall’artista Molly Young. Ma già da questo mese è fruibile e percorribile la Manhattan Color Walk, l’installazione che racchiude e rende omaggio a tutti i colori e le sfumature che tingono New York. Ogni striscia di colore che compone la particolare passeggiata corrisponde a un momento particolare esperito dai membri dello staff di Color Factory durante le loro escursioni in città. L’installazione, che si trova nel giardino dello Smithsonian Design Museum, “è un nuovo tipo di mappa, che mostra i colori e le diverse storie che danno vita alla città di New York, e incoraggia i visitatori a considerare in che modo il colore può aiutare a definire un luogo e contribuire al nostro senso di solidarietà”,spiegano gli organizzatori. Ecco il video della Color Walk

– Desirée Maida

www.colorfactory.co

 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.