La città di New York offre ad associazioni e artisti spazi dismessi a basso costo. Il progetto

L’amministrazione di New York ha avviato un programma di sviluppo culturale per rendere più accessibili le arti in città. Tra le iniziative previste, la riconversione di immobili dismessi a studi e spazi artistici a prezzi contenuti

Il Rockefeller Centre di New York
Il Rockefeller Centre di New York

Soggiornare o vivere a New York è senza dubbio un sogno comune a tantissimi artisti di tutto il mondo, magari con la possibilità di avere un proprio studio tra le avenue e le street più cool della Grande Mela. Un’ambizione, questa, però non sempre realizzabile, a causa dei costi elevati e spesso inaccessibili degli affitti di locali, studioli e appartamenti newyorkesi. Da questo cruccio che spesso affligge artisti, creativi o aspiranti tali, nasce una nuova iniziativa promossa dalla città di New York. In che consiste? Fornire agli artisti spazi da destinare a studio a prezzi accessibili e a lungo termine.

IL PROGETTO

AREA – Affordable Real Estate for Artists è il programma promosso dal Dipartimento per gli Affari Culturali di New York City e dalla Società per lo Sviluppo Economico di New York, e si pone come obiettivo la creazione – nei prossimi 10 anni – di 500 spazi artistici dislocati in tutti i distretti urbani. Il progetto fa parte di CreateNYC, il primo piano culturale della città finalizzato a rendere più accessibili le arti a New York. Il Dipartimento per gli Affari Culturali ha stanziato per il progetto 30 milioni di dollari, somma che andrà a riqualificare spazi di lavoro per artisti e a convertire proprietà immobiliari “sottoutilizzate”. Per gestire gli spazi destinati alla cultura, l’amministrazione newyorkese ha deciso di chiamare in causa e reclutare le associazioni non profit della città, che potranno presentare attraverso un’apposita piattaforma online richieste sui quartieri di preferenza e sul tipo di struttura necessaria (studi d’arte visiva, spazi di danza, teatri…), specificando quanto possono permettersi di pagare. Ma quali saranno i luoghi della città interessati al progetto? In questo momento, la riconversione a spazio culturale è già in atto per alcuni immobili del Bronx e per il Terminal dell’Esercito di Brooklyn.

L’ARTE A NEW YORK E LE REAZIONI DEGLI ARTISTI

“Le generazioni di artisti che vivono e lavorano a New York hanno reso la nostra città la capitale culturale del mondo”, ha dichiarato il Commissario per gli Affari Culturali Tom Finkelpearl. “Dobbiamo prendere provvedimenti immediati per coltivare spazi di lavoro più accessibili affinché gli artisti possano continuare a generare energia creativa nelle comunità di tutti e cinque i distretti. Stiamo cercando partner che condividano gli stessi obiettivi e siano pronti a unirsi a noi per garantire agli artisti un futuro vivace a New York”. Ma nonostante l’ottimismo e la solidarietà mostrate dalle istituzioni, alcuni artisti non celano la propria perplessità in merito alle dinamiche e alla funzionalità del progetto. “La Società per lo Sviluppo Economico di New York è principalmente un sostenitore della comunità imprenditoriale, e la nuova iniziativa AREA è rivolta esclusivamente alle organizzazioni”, ha dichiarato ad Artnet Kenneth Pietrobono, artista newyorkese membro del Comitato consultivo dei cittadini per CreateNYC. “Dobbiamo ancora vedere come verranno affrontati i problemi di accessibilità alle persone e, soprattutto, il ruolo che le arti svolgono nei piani di sviluppo di questa amministrazione e di questa città”. La verità è che la gentrificazione diffusa di New York, al di là di interventi di facciata, sta costringendo buna parte della classe creativa ad abbandonare la città e a spingersi molto lontano (da qui il boom del New Jersey, di Newark…). Una tendenza che l’amministrazione della Grande Mela dovrebbe governare prima che sia troppo tardi.

– Desirée Maida

www.nycedc.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.