Frida e le altre. Sognando van Gogh. Le grandi mostre del 2014

Primi appuntamenti da segnare in agenda per le grandi mostre del 2014. A febbraio Goldin porta a Bologna la “Ragazza con l’orecchino di perla”, a marzo a Roma arriva Frida Kahlo. E a Milano, intanto, si parla di van Gogh.

Jan Vermeer, Ragazza con l'orecchno di perla, 1665-1666

Le grandi mostre sono come il vino. Ci vuole cura e pazienza per metterle in piedi, scaltrezza e abilità da mercanti consumati per venderle; e nonostante questo, a prescindere dall’impegno e dallo sforzo, affiorano mille e più variabili esterne a determinare quella che sì, è un’annata memorabile, e quella che no, proprio non la è. Il 2012 era andato in archivio con i 450mila accessi di Picasso a Palazzo Reale (lievitati alla cifra record di 558mila con la proroga al successivo 27 gennaio), il 2013 si consola invece solo con la Biennale di Venezia, unico grande evento a viaggiare verso il mezzo milione di biglietti staccati. Là dove i migliori arrancano ben poco oltre i 200mila accessi.
Ci vorrebbe la sfera di cristallo per capire che sarà del 2014, ma per qualche riflessione può bastare in fondo il calendario. Dove già si riempiono caselle e si segnano appuntamenti che possono accendere, se non l’entusiasmo, almeno la curiosità.
Cresce spasmodica, a giudicare dalla mole di prenotazioni, l’attesa per l’arrivo di Vermeer a Bologna: è Marco Goldin, guru del blockbuster, a portare dall’8 febbraio al 25 maggio a Palazzo Fava la leggendaria Ragazza con l’orecchino di perla, protagonista dell’unica tappa europea di una tournée mondiale degna di Beyoncé. La pulzella, ovviamente, non è sola in questa scorribanda lontano da un Mauritshuis in fase di restauro: ma dei Rembrandt che l’accompagnano, probabilmente, al grande pubblico importa poco o nulla. I riflettori sono tutti per lei.

Un particolare del ritratto di Cosimo de' Medici eseguito dal Pontormo
Un particolare del ritratto di Cosimo de’ Medici eseguito dal Pontormo

Meno affascinante in termine di appeal mediatico, ma scientificamente intrigante, si annuncia la retrospettiva su El Lissitzky che inaugura il 15 febbraio al Mart di Rovereto, con un centinaio di pezzi dell’artista russo; circa quaranta sono invece le sculture di Albero Giacometti dal 4 febbraio a Villa Borghese. Si apre con un autoritratto del 1900 e si chiude con la serie degli acrobati dei primi Anni Cinquanta: dal 22 febbraio Henri Matisse è protagonista a Ferrara, nella cornice di Palazzo dei Diamanti. Firenze punta sulla Maniera: l’8 marzo inaugura a Palazzo Strozzi il faccia a faccia tra Pontormo e Rosso Fiorentino; le Scuderie del Quirinale accolgono invece, dal 20 marzo, Frida Kahlo.
Ancora fumosi i programmi per la seconda parte dell’anno: a Palazzo Marino si vocifera di un grande evento dedicato da Milano a van Gogh. Sul come-dove-quando vige ancora il riserbo assoluto.

Il San Pietro di El Greco
Il San Pietro di El Greco

E all’estero? Grandi firme a New York, con la retrospettiva che dal 22 febbraio racconta al Guggenheim la parabola del Futurismo, mentre al MoMA (dall’8 marzo) tocca a disegni e stampe di Gauguin. Anniversario importante a Madrid: per il quarto centenario dalla morte di El Greco il Museo del Prado mette in scena dal 24 giugno una retrospettiva che si annuncia memorabile, al pari di quella che dal 19 marzo al 15 giugno porta alla National Gallery di Londra Paolo Veronese. A Parigi si spazia da Bill Viola, al Grand Palais da marzo a luglio, alle mitiche stampe di Gustav Doré proposte dal Musée d’Orsay (11 febbraio-11 maggio).

Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.