Paris Design Week. Creatività e innovazione “à la française”

Proseguimento ideale di Maison & Objet, la Paris Design Week, dal 9 al 15 settembre, propone una vasta rete di eventi sparpagliati in diverse location cittadine e costituisce l’occasione ideale per tastare il polso del sistema design transalpino, tra establishment e giovani promesse.

Maison&Objet, Design Now, padiglione 8

C’era una volta una capitale europea, metropoli blasonata e universalmente riconosciuta come uno dei centri nevralgici della creatività europea. Una città dotata di una fama mondiale nell’ambito della moda, ma anche di una scena dinamica e interessante per quanto riguarda l’architettura contemporanea e il design. Una capitale con alcuni grandi nomi globalmente noti, capaci di inanellare collaborazioni con marchi storici e mostre personali ai quattro angoli del mondo, e con un notevole vivaio di giovani designer, ben sostenuti da organismi come il VIA. Una città, infine, con una fiera molto eterogenea dedicata al comparto dell’arredamento, che cerca da anni di imporsi come punto di riferimento a livello internazionale per il design, ma stenta a farlo. Ad oggi, Maison & Objet rimane un fenomeno tutto francese, lontano dall’attirare la folla cosmopolita di addetti ai lavori che si ritrova – per esempio – alla Biennale di Courtrai, in Belgio, o addirittura su una piazza più piccola, come Saint-Etienne. Si impegna, ma i risultati non sono sempre all’altezza delle attese.
A partire dal 2011, gli organizzatori hanno deciso di affiancare alla fiera, con i suoi sette padiglioni che spaziano dall’arredamento classico, all’etnico fino agli accessori e al design, una rete di manifestazioni collaterali, in città, nel tentativo di federare diversi attori, istituzionali e industriali, e di attirare i non addetti al settore, un po’ come la nascita del Fuorisalone a Milano. Se la visita della fiera provoca una curiosa sensazione di déjà-vu, con un padiglione “Design Now” caratterizzato da una strana ibridazione con il settore Outdoor, quest’anno soppresso, la Design Week – appena successiva alla fiera – riesce a portare una ventata d’aria fresca, incentrando il discorso in particolare sui giovani talenti.

L’allestimento del “Now! Le Off” ai Docks
L’allestimento del “Now! Le Off” ai Docks

La manifestazione vede quest’anno la partecipazione di più di 200 tra fabbricanti, architetti e designer, scuole, istituzioni, riuniti in circa 150 luoghi aperti al pubblico. Le relazioni tra le location sono strutturate in maniera abbastanza complessa, secondo un sistema di scatole cinesi. La Design Week – lo scatolone più grande – comprende sette percorsi tematici, organizzati intorno ad altrettanti aspetti della creazione. C’è un percorso dedicato all’arte e al design, che si sviluppa principalmente nelle gallerie, con pezzi unici o mini-serie a tiratura limitata. Ci sono percorsi che indagano i rapporti tra design e architettura, con la partecipazione degli showroom parigini di brand particolarmente attenti alla relazione con i prescrittori e agenzie di architettura di chiara fama, oppure tra cibo e design, o tra nuove tecnologie e design, o ancora tra design e mobilità cittadina. Altri percorsi, infine, si concentrano sulla situazione del design in Francia, con piccole mostre curate da scuole e organismi di formazione, o alle icone sempreverdi del design. La varietà delle sollecitazioni rende l’esperienza godibile, anche se non tutti i punti sulla carta presentano lo stesso livello di novità e di interesse. Per esempio, l’agenzia di Jean Nouvel, Cité d’Angoûleme, propone una mostra abbastanza raffazzonata, con alcune video-interviste all’archistar e altri elementi già presentati al Salone del Mobile di Milano.
Trasversalmente rappresentati all’interno dei percorsi tematici, altri eventi che celebrano la creazione nelle sue diverse forme. Al Grand Palais, la biennale “Révélations”, partner della Design Week, celebra i mestieri legati all’artigianato artistico. Il circuito degli amatori e dei rivenditori di design vintage espone al marché Paul Bert Serpette, al mercatino delle pulci di Saint-Ouen, con una mostra dedicata all’architetto e designer Odile Decq. Al Carrousel du Louvre, la Federazione francese del design anima un evento, con due squadre composte da dieci designer ciascuna pronte a sfidarsi sul tema “Bois noir vs. bois blanc”, legno nero contro legno bianco.

Odile Decq al marché Paul Bert Serpette
Odile Decq al marché Paul Bert Serpette

Dulcis in fundo, il salone satellite “Now! Le Off”, alla Cité de la mode et du design, il grande contenitore inaugurato nel 2010 e più conosciuto come Docks en Seine, presenta il meglio della nuova generazione di designer.  Una cinquantina di progetti – prototipi, pezzi inediti alla ricerca di un editore, ma anche alcuni oggetti o mobili già in produzione – sono messi in scena sotto la direzione artistica di Philippe Boisselier. Molti di essi sono giovanissimi ed espongono qui per la prima volta, ma i loro lavori mostrano inventiva e dinamismo. Merita una menzione particolare il progetto di Mélanie Husson, vincitrice del Rado Star Prize: una serie di tavoli realizzati accostando in maniera inedita due materiali diversissimi tra loro, come la carta e il cemento.
Nella stessa location, l’operatore telefonico Orange presenta una selezione di “nuove” realtà imprenditoriali nell’ambito del design, mescolando startup di recente costituzione e nomi già piuttosto noti.

Giulia Marani

www.parisdesignweek.fr

CONDIVIDI
Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.