Per Antonio Caronia, maestro adolescente

È scomparso ieri a Milano Antonio Caronia, scrittore, giornalista, docente. Un intellettuale nel senso più puro del termine. Conosciuto ai più per la sua ampia attività di studio, traduzione e divulgazione della letteratura di fantascienza in Italia, Caronia era però anche un grande appassionato d’arte. Per lui, la conoscenza e la cultura erano un mondo senza barriere. I funerali si terranno oggi, 31 gennaio, nel cimitero di Lambrate. Artribune pubblica un piccolo ricordo e tanti materiali. Per tornare a leggerlo e ad ascoltarlo.

Antonio Caronia

Scrivere articoli commemorativi è difficile. Le insidie sono tante: si diventa banali, patetici, retorici o, peggio, autocompiaciuti. Nel caso di questo scritto la faccenda si fa anche più complessa, perché Antonio Caronia, l’uomo che qui vogliamo ricordare, era una specie di antidoto vivente al luogo comune e avrebbe probabilmente stigmatizzato, con bonaria ironia, il pesante carico di nostalgia con cui da ieri stiamo riempiendo il cielo (e la Rete).
Sempre lucido, diretto, appassionato, a volte anche infiammato e burbero – come solo chi crede profondamente nelle proprie idee sa essere – Antonio Caronia, morto ieri a Milano all’età di 69 anni dopo una lunga malattia, lascia dietro di sé una scia di sincera e diffusa commozione. Tra i tanti messaggi di cordoglio e saluto che stanno affollando la sua pagina Facebook, ce n’è uno particolarmente azzeccato. L’ha scritto Roberto Revello di Mimesis Edizioni: “Antonio era la persona più giovane che conoscessi”. Non potrebbe essere più vero: nonostante le fattezze da vecchio maestro, Caronia aveva la rara dote di saper guardare sempre avanti, di accettare ogni sfida, di affrontare di petto il cambiamento senza esserne intimorito. Ed è proprio questa sua perpetua gioventù la qualità che lo rendeva capace di trasmettere in modo così efficace e duraturo la conoscenza – e l’amore per la ricerca – ai suoi studenti, prima delle superiori, poi di tante accademie e università.

Nato a Genova nel 1944, Antonio si era laureato in matematica con una tesi su Noam Chomsky. Negli Anni Sessanta e Settanta ha svolto un’intensa attività politica, prima nel Psi, poi nella sezione italiana della Quarta Internazionale. Tra la fine degli Anni Settanta e l’inizio degli Anni Ottanta inizia il percorso di ricerca per cui è più noto, quello sulla letteratura di fantascienza, partecipando al collettivo milanese “Un’ambigua utopia” e portando avanti un’appassionata e puntuale attività di studio e divulgazione del genere sci-fi e cyberpunk (sue molte traduzioni di autori fondamentali come Philip K. Dick, James G. Ballard, William Gibson e Clive Barker). Dal 1975 viveva a Milano, dove insegnava Sociologia dei processi culturali e Comunicazione multimediale all’Accademia di Belle Arti di Brera ed Estetica dei media e Antropologia dello spazio alla Naba.
Usando una parola forse fin troppo abusata, potremmo dire che la cultura che Caronia sosteneva era di tipo profondamente trasversale. Arte, scienza, tecnologia, storia, letteratura, filosofia, politica. Tutti questi ambiti si fondevano armoniosamente nei suoi saggi e nei suoi discorsi senza forzature, ancorandosi sempre alla realtà, usando la cultura come strumento di interpretazione del passato, del presente e di ogni possibile futuro.

Antonio Caronia

La sua visione dell’arte, in particolare, era tremendamente attuale: Antonio auspicava un’arte capace di mettere in discussione lo status quo (“Gli artisti devono gettare sassolini negli ingranaggi del potere, non oliarli“, disse durante una conferenza dello Share Festival a Torino qualche anno fa) senza però dissolversi in un semplice “attivismo creativo” (l’uso leggero e incauto della parola ‘creativo’ nella nostra società tornava spesso in forma polemica nei suoi discorsi). Fare politica attraverso i linguaggi dell’arte, rifiutando sia la provocazione fine a se stessa che la tentazione didascalica, riconnettendo dal profondo l’immaginazione artistica con l’impegno civile.
Per tutti quelli che, come noi, hanno voglia di ricordare le sue parole e le sue lezioni, ma soprattutto per chi non lo conosceva, lasciamo qui in calce una piccola selezione di materiali. Crediamo, il migliore omaggio possibile.

Valentina Tanni

Il profilo e gli scritti di Antonio Caronia su Academia.edu
Le lezioni di Antonio Caronia su Archive.org
Tutti i video su Youtube
Il corpo virtuale, 1996
Dall’oralità alla scrittura alla comunicazione telematica, 1997

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • Edoardo Di Mauro

    Un intellettuale lucido ed eclettico

  • Ero un ragazzino, non capivo cosa diavolo fossero questi cyborg. Mi capitò fra le mani il libro di Antonio, del 1985. E non solo capii cos’erano, ma anche cosa volevo fare nella vita: lasciare libero corso agli interessi, mescolarli, cercare di essere chiari con se stessi per riuscire a esserlo nei confronti degli altri e viceversa, coltivare la curiosità, non facendosi intimidire da steccati e paratie. Ecco cosa sono gli intellettuali: gente che fa crescere i propri lettori, i propri studenti. Non insegna, cresce facendo crescere. Ciao Antonio, e grazie.

  • Walter

    Un intelettuale indipendente e l’occhio acuto
    Di chi non sta nel gregge e non ci sta da sempre,
    per connaturata predisposizione

  • Antonio, non abbiamo avuto modo di conoscerci bene, ma nei lunghi anni trascorsi a Milano, le nostre vite si sono incrociate nei vari luoghi dove avveniva qualcosa di buono e di raro. Mi sono arricchito attraverso gli scritti e le testimonianze che lasciavi e che hai continuato a lasciare.
    La tua eredità è una grande lezione di vita, coerente e passionale… grazie e arrivederci caro amico.

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