Il Tiziano mai (s)visto: il quadro della discordia?

Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia la mostra che ha fatto più discutere: “Il Tiziano mai visto”. Tra polemiche e dissociazioni, è boom d’incassi: quasi 95mila persone in 100 giorni. La “Fuga in Egitto” torna in Russia, dove resterà per sempre. In Italia, invece, resta la polemica sulla sua autenticità.

Tiziano Vecellio, La Fuga in Egitto, San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage

Sulla bolla che accompagna la cassa contente La Fuga in Egitto c’è scritto: opera inamovibile. Questo significa che il quadro non potrà uscire mai più dal museo proprietario, ovvero dall’Ermitage di San Pietroburgo. E dunque la mostra Il Tiziano mai visto – ospitata negli spazi delle Gallerie dell’Accademia di Venezia – era l’ultima opportunità per vedere il quadro in terra straniera.
Secondo molti un’occasione unica, da non perdere. Almeno per due motivi. Il primo: non sarà più visibile a Venezia (e ovunque in generale). Il secondo: è il primo capolavoro di Tiziano Vecellio. Sulla prima motivazione nulla da obiettare. Sulla seconda, invece, sono piovute critiche. Tante. Andiamo per ordine. Secondo l’Ermitage il quadro è datato 1507, è il primo – o tra i primi – quadri di Tiziano e la sua autenticità sarebbe confermata anche dalle fonti letterarie: Vasari in primis. C’è anche da aggiungere che l’opera è stata sottoposta a 12 lunghi anni di restauro “per far riemergere i colori, la luce, i particolari, la forza rivoluzionaria dell’opera con cui Tiziano nel 1507 scopre la natura in pittura” (così si legge in una delle schede informative).

Sebastiano del Piombo, Nascita di Adone, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia

Le critiche sono piovute principalmente da studiosi dell’arte e riguardavano l’attribuzione dell’opera al Tiziano. Vittorio Sgarbi dalle colonne del Giornale ha scritto: “‘La Fuga in Egitto’, mai vista, ha qualcosa d’infantile, bamboleggiante, plastico, che mal si concilia con lo spirito romantico di Tiziano fin dagli esordi”. Gli hanno fatto eco numerosi altri studiosi. Noi abbiamo chiesto un parere al professor Augusto Gentili, ordinario della cattedra di Storia dell’Arte Moderna a Ca’ Foscari e tra i massimi esperti di Tiziano: “Il quadro non è certamente opera del pittore di Pieve di Cadore. Non si può attribuire nemmeno a un solo pittore, probabilmente”, aggiunge Gentili, “alla tela hanno lavorato sei-sette autori”.
Nella sua ultima monografia su Tiziano, Gentili non ha inserito il quadro esposto alle Gallerie dell’Accademia. “Infondata è anche la datazione”, dice il professore. “L’opera non è databile a prima del 1520. E comunque non ha nulla a che vedere col primo Tiziano. Se si confrontano opere dello stesso periodo, è facile accorgersi dello scarto qualitativo. Il pittore”, aggiunge Gentili, “non è mai stato così grossolano nei tratti. È un’opera assai mediocre”.
A favore della tesi che accrediterebbe a Tiziano la paternità della tela ci sono gli scritti del Vasari. Ancora Gentili: “Vasari, quando parla di pittori veneziani, non è una fonte attendibile, ma un romanziere, spesso bugiardo e disinformato”. E senza mezzi termini aggiunge: “In ogni modo, non è dimostrato, né dimostrabile, che il quadro dell’Ermitage sia lo stesso da lui ricordato; né che la sua ‘attribuzione’ sia più motivata di quelle degli studiosi moderni”.

Lorenzo Lotto, San Girolamo, Roma, Castel Sant’Angelo

Abbiamo cercato i curatori della mostra per una replica, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta (naturalmente Artribune è pronta ad accogliere la loro voce).
Critiche a parte – e numeri alla mano – la mostra è stata un successo. Sfiorati i 95mila visitatori poco più di 100 giorni d’apertura (dal 29 agosto al 9 dicembre), con una media giornaliera di 1.100 ingressi. Un successo se si tiene conto anche del periodo in cui la mostra è stata allestita: è risaputo che a Venezia il flusso turistico cala nei mesi di ottobre e novembre. In questi giorni La Fuga in Egitto è tornata in Russia, lasciandoci però una serie di domande e incertezze. Non è l’ultima volta che sentiremo parlare del capolavoro mai visto.

Paolo Marella

Venezia // fino al 9 dicembre 2012
Il Tiziano mai visto
GALLERIE DELL’ACCADEMIA
Campo della Carità
041 5200345
www.gallerieaccademia.org

CONDIVIDI
Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.
  • Margherita

    la gente va a vedere qualsiasi cosa se è a Venezia

  • Cm.

    L’estensore dell’articolo dimentica, però, di informare che la mostra veneziana non è un “fulmine a ciel sereno”, bensì la riproposizione in forma ridotta di un’esposizione che la National Gallery di Londra ha dedicato la scorsa primavera alla restaurata tela pietroburghese. E’ bene ricordare inoltre che in quell’occasione venne allestita una tavola rotonda di esperti che si confrontarono su questioni sia di carattere “stilistico” che “collezionistico” e che giunse – non unanimamente, certo – a riconfermare l’attribuzione al giovane Tiziano della nostra “Fuga in Egitto”. Si sa che la “gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel Tempio”, ma pare assai risibile non tando la discussione riguardo la paternità dell’opera (ottima, direi) quanto l’attendere il suo arrivo in Italia per dar libero sfogo alle “ardenti fauci”, ovvero le proprie idee ed opinioni in merito.
    Il professor Gentili, i cui studi di iconologia contestuale sono fondamentali per la lettura di alcune creazioni della civiltà pittorica veneziana del XV e XVI secolo, sembra dimenticare – e con lui Marella – le opinioni espresse da autorevoli storici dell’Arte quali Alessandro Ballarin e Nicholas Penny, i quali concordano sul nome del cadorino quale esecutore della tela.
    Certo, “Domande e incertezze” ci restano, ma non tanto sulla genuinità dell’attribuzione a Tiziano, quanto sul metodo usato per espungere dal catalogo di un pittore alcune opere.

    Cordialità

    Cm.