Collezionare in banca

Li abbiamo incontrati in Polonia, a Torun, in occasione della mostra “People and the city”, raccontata da Artribune nei suoi momenti salienti attraverso le nostre tribnews. E abbiamo chiesto a Carla Mainoldi, Head of Corporate Giving and Events, perché in tempi di crisi UniCredit investe ancora in arte, a spasso per l’Europa.

Christian Marclay - Telephones - 1995 - Art Collection HypoVereinsbank

L’appuntamento di Torun è la seconda tappa di un tour di iniziative internazionali, raccolte sotto il titolo di People and the City, a cura di Walter Guadagnini. Quali sono le motivazioni di questo viaggio e quali i fattori di arricchimento che ciascun contesto ha apportato al vostro modo di fare collezione?
In UniCredit siamo molto legati alla collezione d’arte che, come abbiamo già avuto modo di dire in altre occasioni, rappresenta un po’ il simbolo della nostra comune identità europea. Come sai, nasce dalla confluenza di diverse collezioni appartenenti alle banche che nel corso del tempo sono confluite nel Gruppo. Quindi, oltre a dimostrare l’impegno per l’arte che contraddistingue la nostra presenza in Italia, in Austria, in Germania e in Turchia (i corpus più importanti dell’UniCredit Art Collection), rappresenta anche un fattore di condivisione di valori per i nostri colleghi e nei confronti dell’esterno. Qualche anno fa si è deciso di far conoscere la collezione in maniera un po’ nuova al pubblico e ai dipendenti, e quindi sono nate queste mostre. Il primo concept è stato PastPresentFuture, con tre tappe significative: Vienna, Verona e Istanbul, allora Capitale Europea della Cultura.

Carla Mainoldi

L’atmosfera istanbulina di allora avrà influito in qualche modo…
Certamente. È stata l’occasione per esprimere, in una delle città più importanti per il nostro business (perché non dobbiamo dimenticare che è una collezione d’arte, ma pur sempre di una banca) in un clima culturale molto vivace – come è Istanbul sempre, ma come lo era particolarmente in quell’anno – i valori che in UniCredit si danno alla cultura, come motore di uno sviluppo sociale, culturale e anche economico in senso lato per i Paesi in cui siamo attivi. C’è sempre questo filone, cercare di valorizzare il più possibile nelle espressioni esterne della nostra collezione, i contesti in cui siamo presenti. Anche a Mosca, con la prima tappa di People and the city, abbiamo ragionato così. La Russia è molto importante per noi e – nell’anno del gemellaggio culturale tra Italia e Russia – è stata una manifestazione del nostro voler contribuire a una serie di iniziative istituzionali molto importanti.

In termini di partecipazione e posizionamento cos’è successo?
Da sempre, puntiamo a un pubblico il più possibile ampio. Il settore dell’arte contemporanea ha bisogno di essere indirizzato in questo senso, proprio perché rimane in un ambito un po’ specialistico. A Mosca, ad esempio, abbiamo lavorato in un centro molto vitale, il Winzavod. davvero aperto alla partecipazione della cittadinanza e agli appassionati d’arte. Mentre l’occasione di Torun, che ci permette di mostrare per la prima volta le nostre opere in Polonia, altro Paese per noi strategico, ci vede al lavoro in un contesto del settore (siamo infatti in un museo), ma in una città universitaria con più di 30mila studenti. Siamo in un luogo, perciò, che guarda al futuro e che permette di allargare la conoscenza del nostro impegno per l’arte.

Francesco Jodice - Dubai_Citytellers from Citytellers Project - 2010 - UniCredit Art Collection

In tal senso, anche il lavoro a fianco di istituzioni, con un ruolo importante nel territorio e all’interno della community dell’arte, sarà fondamentale.
Sì, nel tempo abbiamo sviluppato partnership con istituzioni museali rilevanti. L’esempio di Torun non è l’unico, lo stesso è avvenuto con il museo Marta Herford, in Germania lo scorso maggio 2011 [con la mostra Things are Queer, N.d.R.]. Noi pensiamo che un’impresa non debba agire necessariamente in prima persona. È bene che in tutti i campi, anche in quello dell’arte, si agisca in sintonia con chi vi opera di mestiere. Non concepiamo la nostra collaborazione come una semplice forma di mecenatismo. Ci piace collaborare, essere membri attivi, con dei progetti – questo è un esempio –,  ma sappiamo riconoscere il valore e la competenza di chi è un esperto a tutti gli effetti.

Alexsandr Brodsky - White Windows - 2010 - UniCredit Art Collection - photo:Luigi Cerra - courtesy Milano Gallery, Milano

E i dipendenti? Quali sono le ricadute di questi progetti, internamente?
Il team che si occupa di cultura è molto appassionato di questi temi e vive questa esperienza come un modo originale e creativo per contribuire alla vita dell’azienda. Noi cerchiamo di far sì che l’insieme dei nostri colleghi possa beneficiare di queste iniziative, che le ricadute non siano solo su chi si occupa di arte, ma su tutti i dipendenti del Gruppo. Che sia un momento di accrescimento delle conoscenze personali e quindi un modo di sviluppare la propria personalità e il proprio modo di essere. E come tale viene percepito. Le occasioni che vengono messe a disposizione dei dipendenti vanno dai benefit che noi otteniamo con i nostri partner museali, le facilitazioni alle visite di mostre, incontri ecc., ma anche ad alcune occasioni interne nelle quali noi creiamo i presupposti per conoscere artisti e vedere le nostre opere d’arte. Per esempio, qui a Torun, i colleghi della banca polacca, il Gruppo Pekao, avranno l’opportunità di fare visite guidate e di partecipare momenti di conoscenza dedicata.

David Maljkovic - Retired Form - 2008-10 - UniCredit Art Collection - photo Andrea Gilberti - courtesy Massimo Minini Gallery, Brescia

Una ulteriore soddisfazione che volete condividere con noi?
Nel 2011 abbiamo avuto, dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale polacco, il prestigioso riconoscimento di “Mecenate dell’anno”.

Santa Nastro

www.artcollection.unicreditgroup.eu

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.