Tutti lo odiano, ma (quasi) tutti l’hanno usato, almeno una volta nella vita. Parliamo del selfie, versione contemporanea e tecnologica del tradizionale genere dell’autoritratto, divenuto estremamente popolare negli scorsi anni grazie alla diffusione degli smartphone e all’introduzione della front-facing camera, che permette di auto-ritrarsi senza ricorrere allo specchio. Ma cosa spinge milioni di persone al mondo, ogni giorno, a metterci la faccia? Questo video, prodotto dalla PBS Digital Studios, canale web dell’omonima casa di produzione televisiva statunitense, per la serie The Art Assignment, cerca di collegare la contemporanea mania per l’autoritratto con i tanti precedenti eccellenti che costellano la storia dell’arte. A partire dalle primissime fotografie, che risalgono alla prima metà dell’Ottocento, per arrivare agli autoscatti di Ai Weiwei, passando per Andy Warhol, Francesca Woodman, Cindy Sherman e Vivien Maier (solo per citarne alcuni).

La curatrice Sarah Green costruisce un percorso efficace e coinvolgente, passando in rassegna le tante implicazioni del genere: dall’affermazione della propria personalità all’indagine sull’identità di genere; dall’intenzione diaristica a quella di protesta. Ogni artista ha utilizzato l’autoscatto in modo differente e personale, ma in tutti gli esempi si può ravvisare un filo conduttore: la necessità di controllo, una consapevole “presa di potere” sulla propria immagine, che diviene strumento di racconto e comunicazione. Naturalmente, come conclude anche la Green, non tutti i selfie sono arte, ma alcune opere d’arte possono certamente essere considerate dei selfie, e la storia della sperimentazione creativa sul genere può aiutarci a trovare una chiave di lettura per questo trend del nostro presente.

– Valentina Tanni

www.theartassignment.com

 

 

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.