Fotografare il paesaggio. Domingo Milella in una monografia

Tanti, troppi, sono i libri che ogni giorno inondano il mercato. Purtroppo anche quelli di arte, di fotografia. Un libro come quello di Domingo Milella, pubblicato da Steidl (con un testo di Francesco Zanot) è una rarità. Un libro intelligente, ben costruito, con una grafica ineccepibile, delle belle foto, scelte per via di levare.

Domingo Milella, #0630. Kizildag, monumento Hartapu, Turkey, 2013
Domingo Milella, #0630. Kizildag, monumento Hartapu, Turkey, 2013

UN ITALIANO IN VIAGGIO
Domingo Milella è la prima monografia dedicata al lavoro dell’artista pugliese, nato nel 1981 [e presente al Fotografia Festival di Roma nel 2015, N.d.R.]. Circa dieci anni di ricerca, immagini realizzate in tutto il mondo. È una pubblicazione di grande formato. Il colore della copertina in tela è rosa, priva di immagini. Curioso certo, ma neppure troppo. Il rosa è un colore italiano, è Giotto, il Pontormo, il Tiepolo, così Roberto Calasso. È un colore della tradizione, della storia dell’arte, alla quale l’artista guarda con passione. Un italiano, che ha viaggiato, che ha compreso la nostra fotografia attraverso quella di Gursky. In fondo i palazzi che stanno di fronte a casa sua a Bari potrebbero essere anche in una periferia tedesca. Ma così non potrebbe essere per i muri della Mesopotamia, per le piramidi del Messico. Su Città del Messico, Milella ha elaborato la sua tesi di laurea, discussa negli Stati Uniti. Storia e presente. Il legame evidente è con la cultura antica, con quella classica.

Domingo Milella, #0534. Castellaneta, Italy, 2010
Domingo Milella, #0534. Castellaneta, Italy, 2010

RISPOSTE E DOMANDE
Un libro che offre alcune risposte, certo, ma che soprattutto apre numerose questioni. All’inizio ci troviamo di fronte a una forma di contemplazione del paesaggio, per poi giungere a un’evidente analisi di matrice linguistica. Vi sono anche un paio di autoritratti dell’artista, non riconoscibile, di spalle. Del resto il ritratto è un gesto liturgico della fotografia, la sua è evidentemente un’indagine linguistica sul senso del mezzo stesso.
Nei suoi scatti si ritrovano parecchi riferimenti alla Land Art, a Walter De Maria, scoperto a 16 anni, durante un viaggio in New Mexico con il padre, ma anche a Michael Heizer, a Richard Long. Si tratta di foto in cui molto è stato incamerato, digerito, metabolizzato: dal Beato Angelico ai Becher a Jeff Wall, per giungere a nuove proposte, le sue, che si guadagnano uno spazio significativo nell’attuale riflessione sulla fotografia di paesaggio.

Angela Madesani

Domingo Milella
Steidl, Göttingen 2015
Pagg. 88, € 58
ISBN 9783869304878
https://steidl.de

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Angela Madesani
Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte” (Nomos edizioni). Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. È autrice di numerosi volumi di prestigiosi autori fra i quali: Gabriele Basilico, Giuseppe Cavalli, Franco Vaccari, Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Elisabeth Scherffig, Anne e Patrick Poirier, Luigi Ghirri. Ha recentemente curato un volume sugli scritti d’arte di Giuseppe Ungaretti. Insegna all’Accademia di Brera e all’Istituto Europeo del Design di Milano.