Imparare a vedere: la fotografia secondo Mimmo Jodice

“Con la fotografia ho imparato a vedere”. Mimmo Jodice, ospite alla Fondazione Forma, racconta il suo percorso e anticipa i progetti futuri. Ecco il resoconto dell’incontro del 30 marzo, secondo di un ciclo che prevede otto appuntamenti. Prossimo ospite, Gianni Berengo Gardin.

80 ore con l’autore - Mimmo Jodice - Forma, Milano 2012 - photo Teresa Giannico

È il secondo degli otto incontri previsti dal ciclo “80 ore con l’autore” e il maestro arriva frettoloso, sguardo basso e un sorriso imbarazzato che s’intravede nascosto dalla bianchissima barba. Mimmo Jodice è timido.
All’intervistatrice, Giovanna Calvenzi, dice di non amare la prima persona, preferisce i toni familiari dell’improvvisazione, ma poi, per circa due ore, sarà un fiume in piena. Una voce sicura, con quell’accento inconfondibile che ha il sapore del Mediterraneo. Mostra alcuni dei suoi scatti più famosi e racconta la sua storia.
Negli anni Settanta, dopo le prime artificiose sperimentazioni tecniche – e linguistiche, come precisa l’autore – con le quali tenta di stravolgere le procedure tradizionali della fotografia, Jodice rinuncia al gioco e sceglie di testimoniare il dolore, il disagio e il tormento che trova nelle strade della sua amata Napoli.

80 ore con l’autore - Mimmo Jodice - Forma, Milano 2012 - photo Teresa Giannico

La delusione e la sofferenza di una situazione che, dopo le prime speranze, capisce non sarebbe mai cambiata, segnano il suo lavoro. Cerca una dimensione metafisica, sospesa, senza tempo. Una poetica del vuoto che rivela un’atmosfera soffocante capace di esprimere al meglio, dice commosso il maestro, “quell’inquietudine e quella condizione di smarrimento con cui da sempre convivo”.
Ormai alle ultime battute, il fotografo, sardonico, anticipa il suo ultimo progetto: la Natura. Piante potenti e tentacolari che crescono imprigionando lo spazio e strangolando le architetture.
Poi si alza per gli applausi del suo numeroso pubblico e sorride, ora è più sereno. Angela, la sua musa, è in prima fila, ancora entusiasta dopo tanti anni, e alla sua destra un altro fotografo, Gianni Berengo Gardin, protagonista del prossimo appuntamento, previsto per il 27 aprile.

Michela Tornielli di Crestvolant

www.formafoto.it

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Michela Tornielli di Crestvolant
Michela si laurea in storia dell’arte a Roma nel gennaio 2011 all’università Sapienza con una tesi sul movimento lettrista. Ora vive a Milano e frequenta il corso di laurea Magistrale in storia dell’arte contemporanea dell’università Cattolica del Sacro Cuore. Comincia a scrivere per il “Corriere dell’arte” occupandosi di alcuni tra i più interessanti eventi della scena culturale milanese. Impara – dopo le prime prove – le importanti regole del linguaggio giornalistico: semplicità, esattezza e sincerità. Per il futuro sogna le grandi interviste ai protagonisti del panorama artistico internazionale.