Villa Getty in California inaugura il nuovo allestimento tra opere d’arte antica e contemporanea

Il museo californiano, che ospita la collezione d’arte antica del Getty Museum, inaugura il nuovo allestimento e i nuovi spazi con ambienti dedicati all’arte ellenistica ed etrusca e con due mostre sull’arte siriana e sull’influenza esercitata dalla filosofia di Platone sugli artisti contemporanei. Alcuni nomi? Jeff Koons, Joseph Kosuth e Michelangelo Pistoletto

Gallery 105: J. Paul Getty, the CollectorPhoto: © 2018 J. Paul Getty Trust
Gallery 105: J. Paul Getty, the CollectorPhoto: © 2018 J. Paul Getty Trust

Nuovo look per Villa Getty, museo di arte antica che sorge in California tra Malibu e Los Angeles e che insieme al Getty Center – che custodisce opere d’arte moderna e contemporanea – fa parte del più ampio complesso del Getty Museum, istituzione nata per volontà dell’imprenditore e collezionista Jean Paul Getty (Minneapolis, 1892 – Londra, 1976). In queste ore la villa ha inaugurato il nuovo allestimento, frutto di recenti lavori di ristrutturazione e di ampliamento degli spazi, ma soprattutto frutto di un nuovo approccio museologico, che adesso prevede un percorso espositivo di tipo cronologico e non più tipologico, criterio, quest’ultimo, adottato dal museo al momento della sua fondazione.

LA VILLA E LA STORIA DI UNA COLLEZIONE

Nel 1945 l’imprenditore statunitense naturalizzato britannico Jean Paul Gettyacquistò una casa a Malibu e qui decise di trasferire le sue collezioni d’arte antica, composte da opere che vanno dal Neolitico fino al Tardo Impero Romano. Affascinato dalla cultura classica e mediterranea, Getty alla fine degli anni Sessanta fece costruire, sempre a Malibu, una villa in perfetto stile romano, sul modello della Villa dei Papiri di Ercolano. L’uomo d’affari immaginò che una villa di ispirazione romana avrebbe fornito un ambiente appropriato per la sua collezione d’arte antica: “vai a Pompei ed Ercolano e guarda le ville romane come sono adesso, poi vai a Malibu e vedi come erano nei tempi antichi”, commentava così il collezionista la scelta di costruire un museo “in stile”, in occasione dell’apertura al pubblico della villa nel 1974. All’inizio del 2017, sulla villa sono stati condotti lavori di ristrutturazione e di ampliamento degli spazi, ma soprattutto è stato rinnovato l’allestimento e il criterio del percorso espositivo. Il nuovo allestimento, supervisionato dal direttore del J. Paul Getty Museum Timothy Potts, è organizzato in ordine cronologico: i visitatori partiranno dalle gallerie dedicate al Neolitico e all’Età del bronzo per passare poi alle epoche Arcaica, Classica ed Ellenistica per terminare poi con l’arte dei Romani. “Il nuovo allestimento della Villa presenta le collezioni in una sequenza storica che consente ai visitatori di seguire l’evoluzione dell’arte greca e romana per circa 6000 anni”, spiega Timothy Potts. “Sono molto contento che il processo di pianificazione di questo riallestimento ci abbia spinto a esplorare la raccolta in modo più approfondito, il che a sua volta ha portato all’identificazione di oggetti in archivio che potrebbero essere messi in mostra dopo molti anni, o in alcuni casi per la prima volta”.

L’ARTE ANTICA E IL CONTEMPORANEO

Tra le “chicche” del nuovo allestimento, spicca un gruppo di affreschi del I secolo d.C. dalla Villa di Numerius Popidius Florus a Boscoreale, vicino a Pompei, ma anche la rinnovata galleria dedicata all’età di Alessandro Magno e al mondo ellenistico, o la “new entry” galleria etrusca, che comprende sculture, vasi, statuette in bronzo, gioielli e ambra intagliata. Altre nuove gallerie sono dedicate alle ceramiche ateniesi e all’importante collezione di opere greche della collezione Getty provenienti dall’Italia meridionale e dalla Sicilia, come il notevole gruppo di terracotta Orfeo e Sirene. Un’enciclopedia dell’arte antica, insomma, tutta custodita all’interno di un museo che ha riaperto le sue porte al pubblico con due mostre, di cui una decisamente particolare: la prima è Palmyra: Loss and Remembrance, che presenta una selezione di importanti ritratti funerari della Siria provenienti dal Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, la seconda Plato in LA: Contemporary Artists’ Visions, esposizione che riunisce opere di artisti contemporanei ispirate a Platone, filosofo greco che con le sue teorie su etica, poetica e politica ha dato un vigoroso imprinting al pensiero del mondo occidentale. Le sculture, le installazioni, i dipinti e i disegni realizzati da Paul Chan, Rachel Harrison, Huang Yong Ping, Jeff Koons, Joseph Kosuth, Mike Kelley, Paul McCarthy, Whitney McVeigh, Raymond Pettibon, Adrian Piper e Michelangelo Pistoletto rispondono a concetti platonici, come il significato della parola scritta, il dialogo inteso come forma di indagine filosofica, la natura della realtà e la contemplazione.

– Desirée Maida

Pacific Palisades (California)
Getty Villa
17985 Pacific Coast Highway
fino al 27 maggio 2019

Palmyra: Loss and Remembrance
fino al 3 settembre 2018
Plato in LA: Contemporary Artists’ Visions
www.getty.edu

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.