Intervista a Francesca Briani, con delega alla cultura a Verona

Dopo cinque anni, Verona torna ad avere un Assessore alla Cultura. Abbiamo incontrato Francesca Briani, che ha anche la delega al turismo, alle manifestazioni e alle pari opportunità, e le abbiamo chiesto quali sono i suoi progetti per la città.

Francesca Briani
Francesca Briani

La giunta guidata dal Sindaco Federico Sboarina, candidato alle elezioni amministrative 2017 di una coalizione di centro-destra, si è insediata a luglio nel Comune di Verona, dopo avere vinto ai ballottaggi e dopo dieci anni di mandato all’ex leghista Flavio Tosi. Il nuovo corso impone una svolta anche al settore culturale: negli scorsi cinque anni, infatti, Tosi non aveva assegnato l’assessorato e aveva trattenuto a sé la delega.
Proprio a seguito di questa scelta l’assessorato alla cultura è infatti diventato uno dei temi elettorali più incisivi. La città, i molti enti e le istituzioni sul territorio chiedevano risposte, una progettualità che negli anni precedenti era venuta a mancare. Nel corso della campagna tutti i candidati hanno promesso il ritorno dell’importante figura. E Sboarina ha mantenuto la parola. Abbiamo incontrato la nuova Assessora alla Cultura, Turismo, Manifestazioni, Pari opportunità, Francesca Briani, 58 anni, avvocato, con una grande passione per l’arte e una storia importante di impegno civico.

Assessore, la sua nomina è recentissima…

Sì, siamo arrivati l’11 luglio 2017.

Qual è il suo background?

Ho fatto per molti anni circoscrizione e impegnata nell’associazionismo. Sono stata sempre orientata ad un impegno civico, culturale, sociale, storico. Per qualche anno, addirittura, ho collaborato con una galleria d’arte contemporanea di un ex compagno di scuola, qui a Verona. Conosco bene le realtà museali della città nella quale vivo da 58 anni.

Veronese doc?

Mia madre è di Fiume. Proprio per questo sono anche impegnata nell’Associazione Venezia Giulia Dalmazia. Promuoviamo iniziative culturali relative a quella pagina di storia non tanto diffusa nei decenni. E poi mi sono occupata del tema della violenza domestica all’interno della Consulta delle Associazioni Femminili. Nel mio Assessorato ho la delega anche alle pari opportunità.

Verona
Verona

E l’arte?

Sono una appassionata, anche se ovviamente non ho competenze tecniche. D’altra parte sono chiamata a fare amministrazione, il mio è un altro ruolo. Negli ultimi cinque anni sono stata componente esterno del nucleo di valutazione del Comune di Verona. Si tratta di un ruolo professionale di controllo (sono laureata in diritto amministrativo) e questa esperienza mi ha permesso di conoscere la macrostruttura comunale dal punto di vista organizzativo, il che mi aiuta nel lavoro che svolgo oggi.

Un lavoro grosso. Peraltro il Comune di Verona non ha avuto un Assessore alla Cultura negli scorsi cinque anni…

Sì, nella precedente amministrazione la delega alla cultura è stata trattenuta dal Sindaco Tosi. Questo ha fatto sì che durante la campagna elettorale la mancanza di questa figura sia stata un tema molto sentito. Da quando sono entrata da parte della cittadinanza si percepisce, in questo senso, un forte sentimento di partecipazione. Abbiamo tutti i giorni decine di richieste di colloqui… Ci arrivano un sacco di progetti…

Questo fa onore alla città.

Si, perché Verona è una città di cultura dove le proposte di qualità hanno sempre un ottimo seguito sia che ci sia o non ci sia l’Assessore.

Lei che quadro ha trovato? Questi, credo, che siano per lei importanti mesi di analisi…

Sono soprattutto mesi di analisi. Il quadro è positivo grazie a professionalità che hanno sostenuto le istituzioni anche in momenti non facili. Certo, dobbiamo rimettere mano alla struttura organizzativa che in questi anni ha sofferto. Sicuramente occasioni di condivisione come quelle verificatesi in questi giorni tra la fiera ArtVerona e le istituzioni cittadine sono un esempio di come si possa operare bene, con proposte di qualità, anche in un settore come il contemporaneo che a Verona, forse, non è ancora così radicato. Ma che questa amministrazione e la GAM vorrebbero sviluppare sempre di più.

Come?

Non dimentichiamo che siamo sede di una Accademia di Belle Arti che sia avvia alla statizzazione. Anche l’Accademia, ad esempio, è stata protagonista di ArtVerona con First Step, la parte dedicata agli artisti più giovani, che sono stati ospitati anche all’interno delle gallerie veronesi, con le opere degli studenti più promettenti. Una curiosità: per ciò che concerne il teatro, Verona vanta oltre a grandi e importanti istituzioni, il maggior numero di compagnie amatoriali di teatro in Italia. Ma vogliamo lavorare anche valorizzando la collezione legata al contemporaneo e i tanti attori sul territorio, con un occhio naturalmente sempre rivolto all’antico, perché Verona ha una storia archeologica e antica molto forte.

E per ciò che riguarda il turismo?

Questo è un momento crescente di flusso turistico, sta arrivando a Verona un bacino di persone, però forse ancora non indirizzate da noi. La legge regionale ci porta la gestione della destinazione turistica a Verona. Il Comune è capofila di un tavolo che vede in gioco altri players (Fondazione Arena di Verona, Veronafiere, la Camera di Commercio, l’Aeroporto, il Consorzio di Promozione Turistica e Provincia). Sicuramente nelle nostre intenzioni c’è implementare l’informazione, la programmazione, l’accoglienza, la gestione del turismo orientandoci verso un turismo colto. E possiamo farlo grazie ai nostri musei, gli spettacoli, la musica, il teatro, la straordinaria posizione geografica che rende la città crocevia naturale. Ed è anche patrimonio Unesco per Architettura e Struttura Urbana. Ci sono un sistema bibliotecario fiorente e tante istituzioni storiche.

ArtVerona
ArtVerona

Anche tanti imprenditori e collezionisti.

Verona è una città economicamente forte. Con importanti aziende e importanti settori, come quello del vino e più in generale l’agroalimentare. È una città forte: c’è una ricaduta, un beneficio palpabile. Oltre al turismo, infatti, dobbiamo lavorare per il benessere dei cittadini, per rendere la città piacevole da vivere. In questo le istituzioni culturali e i musei hanno un ruolo fondamentale.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.