I am not alone anyway. Le vite di Francesca Alinovi nel nuovo film di Veronica Santi

Tutto esaurito al Biografilm Festival 2017 di Bologna per l’anteprima del film su Francesca Alinovi. Un film non sul caso di morte, ma sulla donna, l’artista e la ricercatrice. Curato, didascalico e affascinato, proprio come la regista.

Francesca Alinovi
Francesca Alinovi

Una figura elegante e composta. Curiosa dell’arte e della natura. È, era, Francesca Alinovi. I am not alone anyway è il documentario che restituisce giustizia alla giovane ricercatrice e attivista amante della Street Art, quando ancora era forma nuova. A rendere eterna la sua immagine e il suo “carattere” è la regia di Veronica Santi. Riservata e dalla bellezza classica viene descritta Francesca Alinovi, tra materiale “d’archivio” e interviste dirette e personali.

La “nostra” Veronica Santi, curatore di mostre e critico d’arte, restituisce un’immagine pulita, lineare e quasi didascalica di una piccola grande donna che aveva scelto l’arte, in diverse sue forme, per esprimersi. Lo studio, la ricerca e il movimento culturale degli anni ’70 scorrevano nelle sue vene. Da Piacenza a Bologna fino agli Stati Uniti d’America I am not alone anyway ricostruisce l’identità e la voglia di conoscenza e di confronto che Francesca Alinovi custodiva e al tempo stesso condivideva. Una figura della cultura italiana inedita e poco conosciuta se non per il “delitto del Dams”.

CHI ERA FRANCESCA ALINOVI

Francesca Alinovi è morta l’11 giugno 1983 e Veronica Santi ha presentato alla stampa della 13esima edizione del Biografilm Festival di Bologna il film a lei dedicato il 12 giugno. Per molti sarà un caso, ma per la Santi non lo è. È un giorno simbolico e importante che auspica ad una vita immortale attraverso l’arte. Perché Francesca Alinovi, bolognese anche lei, mito mai soddisfatto della critica italiana, non sia ricordata solo per la sua morte, legata a una vicenda giuridica e un caso “misterioso” che ha fatto eco sulla ragazza, sulla ricercatrice e sulla Bologna dei primi anni ’80. È bene che Francesca Alinovi venga conosciuta per la sua intelligenza, per la sua preparazione e per la sua creatività. Che venga di lei ricordato il legame con la Street Art, quella vera, quella nata nelle strade del Bronx come forma di ribellione, protesta e comunicazione immediata.

I am not alone anyway è il racconto su Francesca Alinovi, o meglio parte da lì e finisce involontariamente ma eccezionalmente ad illustrare la vivacità artistica degli anni 60 e 70 del ‘900. Anni in cui non solo la cultura era viva, ma in cui i cittadini erano sempre più interessati e attratti. Anni in cui iniziava la paura e la violenza, ma l’arte era lì, pronta a consolare, informare e distogliere dai cattivi pensieri, se non a “commentarli” insieme.

UNA STORIA BOLOGNESE

Veronica Santi si presta alla regia per restituire giustizia e “dignità” alla vivacità artistica di Francesca Alinovi, e non solo ci riesce nel migliore dei modi pur essendo acerba di tecniche cinematografiche, ma stimola all’approfondimento di una donna che non tutti conoscono e della quale, spesso, si perdono le tracce.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino
Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in giro per il Belpaese tra festival e rassegne cinematografiche o letterarie. Laureata in Letteratura, musica e spettacolo, e Produzione culturale, giornalismo e multimedialità. È giornalista pubblicista e lavora come freelance. Collabora tra gli altri con Cinematographe.it, la Rivista 8 1/2, fa parte della redazione del programma tv Splendor e coordina Cinecittà Luce Video Magazine.
  • Mnemosine

    PER FRANCESCA ALINOVI
    Ecco una donna che non tutti conoscono e della quale si son perdute le tracce.
    Resta vivo il ricordo in chi l’ha conosciuta con la speranza che altri possano aver notizia di una persona che non merita oblio.