Tomboy: quello che vogliamo essere

Siamo quello che gli altri vedono in noi. Questo il messaggio di “Tomboy”, opera seconda della regista francese Céline Sciamma. La storia di una bambina che vorrebbe essere un maschio. Anzi, un “maschiaccio”.

Céline Sciamma - Tomboy

Guardate Zoé Héran, protagonista di Tomboy, opera seconda della giovane regista francese Céline Sciamma, girato in appena tre settimane con una telecamera Canon 5D e vincitore del Teddy Award a Berlino 2011. Guardatela e vedeteci Laure, 11enne con gli occhioni azzurri e un piccolo broncio che diventa sorriso. Guardatela di nuovo e vedeteci Mickael, mingherlino e con la faccia angelica, ma con lo stesso broncetto che invece di un sorriso diventa uno sputo.
La piccola attrice è di un’espressività spontanea e straordinaria nel dare il volto a Laure-Mickael, la ragazzina che nell’estate si trasferisce con i suoi genitori e la sorellina Jeanne (Malonn Lévana). Laure ha i lineamenti delicati, ma è magra e senza forme e vorrebbe essere un maschio. La sua mascolinità è ancora più evidente quando si contrappone alla femminilità della madre incinta e alla sorellina che ama ballare col tutù.

Per farsi accettare dai ragazzini del quartiere, Laure inizia a fingersi un maschio (tomboy significa maschiaccio), e lo fa talmente bene da far innamorare anche Lisa (Jeanne Disson), la bambina più corteggiata del gruppo. Laure diventa Mickael: fuori è ammirata dai ragazzini, in casa ha due genitori amorevoli ma preoccupati per questa bambina che non ne vuol sapere di considerarsi donna. La sorella non si pone il problema, per lei Laure o Mickael non fa differenza, conta solo l’affetto e la compagnia nei giochi.
Laure è finalmente felice di essere accettata dagli altri, ma cosa succederà quando ricomincerà la scuola e i nodi verranno al pettine? È talmente entrata nella parte da fare a botte quando qualcuno pesterà i piedi alla piccola Jeanne, e allora saranno guai. La madre, comprensiva come non ci si aspetterebbe, fa quello che è giusto, la mette di fronte alla realtà: “A me non importa se vuoi fare il maschio, e nemmeno mi dispiace. Ma non puoi andare avanti così, tra poco comincia la scuola e come pensi di fare? Se tu hai una soluzione dammela, io non ce l’ho“.

Céline Sciamma - Tomboy

E così la donna fa quello che la piccola teme, porta la verità allo scoperto con il bambino picchiato, con tutti i ragazzini e con Lisa, la capetta del branco innamorata di questo angelo biondo. La piccola attrice è perfetta nel ruolo di una bambina forte e sfrontata ma al tempo stesso dolcissima e priva di schermi.
Se questo film è un piccolo capolavoro si deve in gran parte ai giovani, straordinari protagonisti, capaci di far emergere con naturalezza una gamma infinita di sfaccettature ed espressioni. Per mostrare infine come tutto sia meno complicato di quel che sembra, se ridotto all’essenziale: Lisa e Laure si piacciono, indipendentemente dal sesso, e a quell’età l’amore può trasformarsi in amicizia.

Silvia Novelli

Céline Sciamma – Tomboy
Francia / 2011 / 82’

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Silvia Novelli
Silvia Novelli, classe 1984, lavora in ambito comunicazione e come giornalista free lance e blogger. Toscana doc, vive a Milano: ci ha messo quattro anni per amarla, ma adesso non vuole più andarsene. Si è occupata anche di cronaca per La Repubblica.  Cinema, food e ‘buon vivere’ sono le sue passioni: ne scrive su http://esperienzestetiche.blogspot.com e su http://www.milanotoday.it/blog/cucina.