Vin Vin: a Vienna un giovane italiano inaugura una nuova galleria. Una vetrina delle tendenze emergenti, ma anche una struttura nomade

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Julian Turner, Ich merke mir alles, ausser das Wichtige (dettaglio), Courtesy Vin Vin

Julian Turner, Ich merke mir alles, ausser das Wichtige (dettaglio), Courtesy Vin Vin

Vin è l’esatta pronuncia di Wien, nome proprio di Vienna nella madrelingua tedesca. Cos’altro, semmai? Beh, Vin è anche la prima sillaba di un nome come Vincenzo. Potrebbe, dunque, derivare dal gemellaggio dei due identici fonemi il nome della galleria Vin Vin, a Vienna naturalmente, appena fondata da un giovane italiano di nome Vincenzo della Corte, e in procinto di essere inaugurata. Un gemellaggio lessicale quanto ideale, che l’interessato ci conferma appieno. E se la locuzione Vin Vin possiede pure un certo brio musicale, non è improbabile che per la sua buona formulazione combinatoria abbia giocato un ruolo decisivo la sensibilità del neo-gallerista per il suono. In effetti lui è un musicista di formazione, diplomato in direzione d’orchestra e composizione presso la prestigiosa Università della Musica e delle Arti interpretative di Vienna, innamoratosi nel frattempo dell’arte visiva contemporanea. Lo spazio espositivo di Vincenzo della Corte si trova in Bartensteingasse 14, zona centrale, giusto accanto alla monumentale Rathaus, vale a dire il goticheggiante palazzo comunale con torre di 105 metri; oltretutto è a pochi minuti dal MuseumsQuartier.

GEMELLAGGIO TORINESE CON LA PROJECT ROOM DI GIORGIO GALOTTI
A inaugurarlo sarà l’artista austro-tedesco Julian Turner (1985), con una installazione site specific. Ma riguardo al contenuto, sia il neo-gallerista, calato anche nella veste di curatore, sia l’artista, vogliono mantenere la suspence, diffondendo un unico dettaglio fotografico, poi solo il titolo che è un curioso paradosso: Mi ricordo tutto fuorché l’importante (“Ich merke mir alles, ausser das Wichtige”). Opening il 9 marzo, e apertura al pubblico fino al 16 aprile. In un certo senso, però, quello viennese non è un debutto assoluto per la galleria, in quanto, a nome della sua Vin Vin, il fondatore ha appena presentato in trasferta Pointcloud, un’opera dell’artista Giacomo Raffaelli (1988), visibile fino al 31 marzo. Luogo: Torino, spazio Alley, la project room di Giorgio Galotti. A configurare la neonata struttura di Bartensteingasse, posta all’interno di un cortile, due sale non proprio capienti; nonostante l’esiguità, è uno spazio che il gallerista ritiene sufficientemente adatto al suo progetto, affermando di volersi concentrare sulle pratiche artistiche emergenti in Austria per dare visibilità ai giovani. Ma non nasconde neppure l’intento di far interagire la Vin Vin con altre realtà e altre strutture.

Franco Veremondi

Dal 10 marzo al 16 aprile
Julian Turner. Ich merke mir alles, ausser das Wichtige
Vin Vin
Bartensteingasse 14 – Vienna
www.vinvin.eu

 

 

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