Amaci lancia il secondo Educational Day. Il Ministero dei Beni Culturali punta sulla didattica e sui musei come attivatori del territorio

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La conferenza con Ministero dei Beni Culturali e Amaci al Maxxi

La conferenza con Ministero dei Beni Culturali e Amaci al Maxxi

Della convenzione tra Ministero dei Beni Culturali e Amaci vi avevamo già parlato lo scorso ottobre raccontandovi le luci e le ombre, dai pochi 40mila euro destinati alla rete nazionale dei musei alla promessa però di costruire un intesa verso un programma integrato di attività e progetti. Ed eccoci qua, dopo il primo Educational Day, svoltosi lo scorso 19 aprile, con Federica Galloni Direttore Generale arte e architettura contemporanee e perferie urbane del Mibact, Gianfranco Maraniello, Presidente di Amaci e un saluto della presidente Giovanna Melandri del Maxxi, sede dell’incontro, a parlare del secondo appuntamento. Oggi, infatti, alla conferenza stampa il Ministero incontra nuovamente la stampa a proposito della rete dei musei. Sulle prime per lanciare il nuovo progetto a cura di Valerio Rocco Orlando, Osmosis, che si terrà il 6 marzo coinvolgendo i musei associati con laboratori, workshop, conferenze, visite guidate, ma anche happening e attività sui social network, tutto gratuito. In secundis (oppure no) per confermare i presupposti della convenzione con una intesa che punta proprio sulle attività educative. D’altra parte si leggeva nel documento che l’obiettivo era proprio vertere su azioni mirate strategiche per la diffusione della conoscenza dell’arte e della cultura, con un legame strettissimo con i territori.

ALIMENTARE IL RAPPORTO TRA L’ARTE CONTEMPORANEA E IL TERRITORIO
Nell’ultimo anno la nostra Direzione Generale“, ha sottolineato la Galloni, “ha valorizzato il rapporto con Amaci, che è diventato nostro interlocutore privilegiato. (…) Il Mibact sta sviluppando con Amaci e il MIUR anche altre iniziative focalizzate ad alimentare il rapporto tra l’arte contemporanea e il territorio, in particolare quello periferico, che verranno presentate a breve. In Italia si deve fare ancora molto per costruire l’identità nazionale, e in questo l’arte contemporanea può giocare un ruolo importante. Mentre gli artisti hanno il compito di essere precursori e individuare le suggestioni dell’epoca in cui viviamo, il museo deve portare – attraverso iniziative come l’Educational Day – il sapere degli artisti alla conoscenza di tutti. In questo senso, siamo consci che oggi la figura del mediatore è essenziale perchè ricopre un ruolo strategico da valorizzare e considerare. Per questo la Direzione Generale vuole e sta lavorando perchè questa figura professionale sia ufficialmente riconosciuta“.

MINISTERO E RETE DEI MUSEI
Quanto detto oggi si presta dunque a diverse chiavi di lettura. Innanzitutto potrebbe rimettere al centro la figura di Maria Vittoria Clarini Marelli, secondo voci di corridoio, dato il comune interesse per i temi legati all’educational. Inoltre, può essere interpretata come un segnale positivo da parte del ministero verso il mondo, la rete dei musei. Sono anni che la discussione verte nei centri di riflessione legati all’arte contemporanea, non ultimo il forum di Prato dello scorso settembre al Museo Pecci, su come riportare l’istituzione museale al centro del dibattito, dell’interesse collettivo e nell’agenda politica. Un altro spunto interessante è che con questo atto il Ministero sembra individuare nei musei e nelle attività educative degli attivatori importanti (o “agenzie educative” come ha commentato Maraniello) per costruire dei dialoghi intensi con i territori. Questo di oggi può essere un primo passo che stando a quanto emerso oggi, promette anche di sviluppare la convenzione già avviata in nuove intese e progetti futuri.

– Santa Nastro

www.amaci.org

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    Il progetto di Valerio Rocco Orlando soffre della problematiche che si vorrebbero risolvere, infatti i progetto è stato partorito dalla medesima situazione che ha determinato la situazione attuale: assenza di un pubblico vero nei musei e sostanziale indifferenza della politica verso i musei associati AMACI e verso il “migliore” sistema dell’arte. Dal 2010, ossia da tempi non sospetti, insieme ad alcuni collaboratori portiamo avanti un progetto di divulgazione completamente nuovo ed efficace. Perché i problema non è COSA si fa ma COME si fa. http://www.artribune.com/2012/01/a-imola-un-corso-pratico-d’arte-contemporanea/