Matthew Barney arriva con River of Fundament, il nuovo progetto epico in anteprima italiana ad Arte Fiera

Celebre per i Cremaster, ciclo di 5 film che gli sono valsi premi e notorietà in tutto il mondo. Adesso, lasciatosi con la sua storica compagna Bjork, approda in Italia con un nuovo progetto dalle dimensioni colossali, ispirato al romanzo di Norman Mailer Ancient Evenings

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Signore e signori di nuovo Matthew Barney. Il bel ragazzo con lo sguardo duro e l’aria da predicatore mormone ne ha fatta di strada dall’Idaho, dove il padre di origine irlandese dirigeva una mensa scolastica. È riuscito a entrare alla Facoltà di Medicina di Yale. Si è riciclato come modello per Ralph Lauren. Dopo due semestri ha pensato bene di trasferirsi al Dipartimento di Arti Visive, dove ha conseguito la laurea nel 1989. La sua tesi è stata il passepartout per New York dove, a differenza di molti altri artisti, ha trovato subito una buona accoglienza. E anche una certa fortuna. Grazie alla mitica gallerista Barbara Gladstone ha prodotto la maggior parte dei suoi Drawing Restraint e soprattutto il ciclo di Cremaster (1995-2002), con cui il suo nome si è affermato in tutto il mondo dell’arte.

LA PRODUZIONE
I suoi film sono sempre stati molto dibattuti. Man mano più cinematografici nell’impianto, anche se la narrazione è rimasta quella della videoarte. L’ispirazione deriva dalle fonti più disparate. Nel Cremaster 1 (che però non è il primo) del 1997, per esempio, si riconoscono i giochi coreografici di Busby Berkeley (che poi torneranno nel Cremaster 3, 2002, l’ultimo, ambientato per la maggior parte nel Guggenheim di New York) e i palloni aereostatici della Goodyear, un ricordo d’infanzia. Nel Cremaster 5 del 1997 (che è il terzo prodotto) ci sono Greenaway, Yodorowsky e Mizoguchi.
All’unione con la rock star islandese Björk, che secondo alcuni maldicenti è stata una bella trovata pubblicitaria, è seguito un progetto altrettanto interessante, il nono e più complesso capitolo dei Drawing Restraint (2005). La simbologia di Barney, che fa riferimento a un universo personale mitologico, geologico ed estetico e a collaborazioni omaggio (da Ursula Andress a Richard Serra), non ha mai convinto tutti, ma è sicuramente entrata nell’immaginario (glamour e non solo) dell’arte contemporanea.

IL NUOVO FILM A BOLOGNA
Adesso sarà possibile vedere ad ArteFiera l’anteprima italiana della sua ultima fatica, River of Fundament, co-diretta insieme a Jonathan Bepler. Si tratta di una rivisitazione, che si estende su 6 ore, del romanzo di Norman Mailer Ancient Evenings, ambientata nell’Egitto dei Faraoni. Il paesaggio degli Stati Uniti diventa set di tre live performance combinate con scene ricostruite nell’appartamento immaginario di Norman Mailer a Brooklyn Heights. Come poi si concilino reincarnazioni, mutazioni, ascensioni, rituali tribali, dei e semidei che emergono da fiumi di escrementi e l’universo industriale delle automobili americane è tutta una questione di interpretazione. Fra gli attori Paul Giammatti, Maggie Gyllenhaal ed Ellen Burstyn.
Qui un trailer di otto minuti che dà un’idea del film: un mega-sermone pretenzioso dal packaging di lusso? L’unica certezza è che sarà assolutamente da non perdere a Bologna, a fine mese.

 

– Federica Polidoro

River of Fundament
proiezione-evento per i 40 anni di ArteFiera
29 gennaio ore 17.30
Teatro Comunale, Bologna
prevendita on line sul sito www.artefiera.it  

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  • Questo si che è un film che opera che visioni sublimatiche bravo e complimenti ma quando sarà costato ?

  • Nuovo? ma è del 2014, e oramai gira per il mondo da un bel po’, segnale non molto positivo per una fiera come quella di Bologna che così dimostra il ritardo italico, via comunque possiamo dire che è la prima presentazione in Italia in uno spazio culturale ,,,

  • pietro

    sapreste dirmi dov’è possibile vederlo?? per chi l’avesse perso a Sbologna