Tutto il meglio del 2015 nel mondo dell’arte. Personaggi, artisti, curatori, musei, gallerie, politici: il best of secondo la redazione di Artribune e un gruppo di opinion makers


Elena Mazzi, mass age, message, mess age, Mirror Project #6, Spazio Barriera, Torino, 2015, video still Daniele Alef Grillo

Elena Mazzi, mass age, message, mess age, Mirror Project #6, Spazio Barriera, Torino, 2015, video still Daniele Alef Grillo

Non più solo la redazione di Artribune: alla continua ricerca di darvi notizie, impulsi, segnali il più possibile obbiettivi, quest’anno il Best of dell’anno appena concluso lo stiliamo allargando le “consultazioni” ad un selezionato gruppo di giornalisti, critici, curatori esterni alla nostra redazione. Ecco cosa ne è uscito: ovviamente, attendiamo con ansia le vostre critiche e le vostre segnalazioni…

MIGLIOR GIOVANE ARTISTA – Dopo lo scorso anno, quando segnalammo Thomas Braida, ancora un’artista reduce dagli Atelier della Fondazione Bevilacqua la Masa, che si conferma fucina di giovani talenti: il 2015 è stato l’anno di Elena Mazzi, attivissima in patria con mostre e residenze, ma soprattutto lanciatissima sul piano internazionale, fra Biennale di Istanbul e festival di San Pietroburgo. Menzioni per Gli Impresari (ancora BLM), Ornaghi e Prestinari, Adelita Husni-Bey, Marco Strappato

MIGLIOR ARTISTA ITALIANO AFFERMATO – Gianfranco Baruchello: la bellissima mostra alla Triennale di Milano ha dato il via a un anno che – per molte ragioni – l’ha visto brillare come uno dei maggiori artisti italiani viventi. Menzione per Giorgio Griffa, con una grande retrospettiva che ha circolato in Europa, dopo anni di oblio

MIGLIOR MUSEO IN ITALIA – Due anni fa già questa “review” lo poneva in prima posizione, lo scorso anno gli assegnava una menzione: servono altre motivazioni per assegnare ancora il titolo al Madre di Napoli, e serve dire ancora che convince la nuova era Viliani-Forte? La menzione quest’anno va al Maxxi: mostre come quella attualmente aperta e dedicata a istanbul sono l’esempio di ciò che il Maxxi deve (dovrebbe?) fare

Il Museo Nazionale d'Abruzzo, a L’Aquila

Il Museo Nazionale d’Abruzzo, a L’Aquila

MIGLIOR NUOVO MUSEO – Il Munda a L’Aquila, perché nasce con lo spirito che deve avere un museo: conservare opere, mostrarle e fare da volano alla rinascita culturale e civica di un Paese. Menzione a Camera, a Torino: la mega retrospettiva di Mikhailov basta e avanza per motivarla

MIGLIORE CASA D’ASTE ITALIANA – Finarte, a Milano: perché finalmente si torna a giocare in casa, dopo decenni in cui per le aste l’Italia è stata quasi solo terra di conquista straniera. Ed i primi passi della nuova Finarte paiono incoraggianti. Menzione per la romana Minerva

MIGLIOR COLLEZIONISTA – Un ritorno: quello di Giorgio Fasol, perché malgrado i cambiamenti di corrente ha continuato a sostenere la giovane arte. E la sua collezione a marzo 2016 andrà in mostra in tre sedi museali a Siena

MIGLIOR MOSTRA – Nuova Oggettività. Arte in Germania, al Museo Correr di Venezia: perché per fare una grandissima mostra non servono nomi da botteghino, non sono indispensabili opere enormi, né capitali spropositati: basta avere capacità di leggere un periodo, o un movimento, a saper distillare la grande influenza che ha avuto sugli sviluppi futuri, e quindi sul tracciare nuove vie per la ricerca artistica. In tutto il mondo. Menzioni per Piero di Cosimo a Firenze, Serial Classic nelle due sedi della Fondazione Prada

Nuova oggettività, Museo Correr

Nuova oggettività, Museo Correr

MIGLIORE FIERA – Art Basel: se l’edizione storica europea di Basilea conferma tutta la solidità sulla quale poi si è costruito il network fieristico attivo in tre continenti, l’edizione di Miami Beach – come abbiamo più volte sottolineato – ha messo davanti ai visitatori la miglior fiera d’arte mai allestita

MIGLIOR EVENTO – EXPO di Milano: ha riassunto perfettamente tutti gli stereotipi (positivi e negativi) dell’Italia, dimostrando fra l’altro che c’è una continuità palese fra prima, seconda e anche terza Repubblica. Ma alla fine anche i più battaglieri degli oppositori hanno riconosciuto che si è trattato di un successo, sotto molti aspetti

MIGLIOR PAESE – Italia. Con un ministero che finalmente – fra (molti) alti e (non rari) bassi – pare affrontare a viso aperto e con piglio operativo le tante problematiche, i risultati arrivano, o comunque non tarderanno ad arrivare. E se le cose funzionano, non serve cadere nel banale “il 50% del patrimonio…” per dire che il nostro paese ha pochi rivali

MIGLIOR CITTÀ INTERNAZIONALE – New York: anche se non è più la città dei Rauschenberg, Warhol, Castelli e Basquiat, rimane la città dove la contemporaneità artistica di tutto il mondo si dà appuntamento. Ha i musei più vivi e accoglienti del mondo, e il sito di Ground Zero, in via di ultimazione, è una concentrazione di capolavori. Menzione per Bruxelles

MIGLIOR CITTÀ ITALIANA – Milano. L’Expo certo l’ha posta in posizione privilegiata, ma poteva essere un’arma a doppio taglio: invece la città ha brillato per grandi mostre – La Grande Madre, Giotto, per citarne alcune –, nuovi musei come il Mudec, progetti in crescita come la futura Fondazione Feltrinelli, per l’attivismo delle sue fondazioni, dalla Prada alla Trussardi

MIGLIOR DIRETTORE DI MUSEO IN ITALIA – Gabriella Belli. Era anno di Biennale, d’accordo: ma i Musei Civici di Venezia, da quando sono sotto le sue cure, riescono a proporre anche 3 o 4 grandissime mostre in contemporanea. Il tutto in un quadro programmatico di grande rigore e prospettiva

La Grande Madre (Gober, Kelly) – veduta della mostra presso Palazzo Reale, Milano 2015 – photo Marco De Scalzi – Courtesy Fondazione Nicola Trussardi, Milano

La Grande Madre (Gober, Kelly) – veduta della mostra presso Palazzo Reale, Milano 2015 – photo Marco De Scalzi – Courtesy Fondazione Nicola Trussardi, Milano

MIGLIOR CRITICO/CURATORE – Massimiliano Gioni: brilla ancora sul suolo patrio della luce della sua edizione della Biennale, da molti vista vincitrice a confronto con l’ultima firmata Enwezor. Ma poi piazza una zampata vincente con la mostra La Grande Madre a Palazzo Reale di Milano. Manzione per Alberto Dambruoso: attivissimo con i suoi Martedì Critici, con le residenze BOCS a Cosenza, con il futuro Museo d’arte contemporanea sempre a Cosenza e – last but not least – con il lavoro per il catalogo generale di Umberto Boccioni

MIGLIOR GIORNALISTA – Gian Antonio Stella. Ovvero l’inchiesta fatta uomo: i suoi puntulissimi articoli sul Corriere della Sera colpiscono sempre nel segno, alzando i veli su tanti scandali o gestioni malsane del patrimonio artistico. E si deve a lui l’affondo deciso nella direzione della richiesta di apertura al pubblico del Quirinale. Menzione a Helga Marsala per la versatilità: giornalista, curatrice, saggista, autrice tv

MIGLIOR NOTIZIA – L’aumento, dopo decenni, del budget del Ministero dei Beni Culturali: anche se in percentuali ancora molto caute, che lasciano l’Italia lontana da tanti paesi europei, un segnale incoraggiante. Menzione per la scomparsa degli ambulanti da Fori Imperiali e dal Colosseo, a Roma

MIGLIOR NUOVA ARCHITETTURA – La Fondazione Prada a Milano: grandi nomi coinvolti, da Germano Celant a Rem Koolhaas, a Wes Anderson, per uno spazio da quest’anno nodale nella geopolitica artistica meneghina. Menzione per Pompei, dove la riapertura dellesei domus restaurate si pone come evento simbolico per quella che si spera sia una gestione finalmente virtuosa

MIGLIOR GALLERIA D’ARTE – P420, di Bologna, giovane ma già con spalle larghe, attiva sulla scena internazionale ma attenta a radicarsi anche nella sua città, con la nuova grande sede necessaria per sviluppare programmi e progetti espositivi di ampio respiro

MIGLIOR UOMO POLITICO – Il ministro Dario Franceschini: fra molte luci e qualche ombra, il suo approccio riformatore segna un punto decisivo con il mega concorso per i 20 direttori dei maggiori musei italiani, che mette in circolo idee e innesta nuove energie fresche in un panorama da tempo troppo chiuso e autoreferenziale. Mezione per il neopremier canadese Justin Trudeau: che fra i suoi primi provvedimenti ha in molti casi raddoppiato i finanziamenti alla cultura

Il progetto di William Kentridge per i muraglioni del Tevere

Il progetto di William Kentridge per i muraglioni del Tevere

MIGLIOR PROGETTO 2016 – Il grande murales di William Kentridge a Roma: la sua realizzazione laverà un’onta che gravava sulla classe dirigente italiana, miope nell’ostacolarlo da anni. E donerà alla Capitale la più grande opera mai realizzata da quello che resta uno dei maggiori artisti viventi. Menzione per il grattacielo “Storto” firmato da Zaha Hadid a CityLife, a Milano, che sarà un’architettura potentissima come una scultura di Giovanni Anselmo

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  • Angelov

    MIGLIOR COMMENTATORE sulla pagina Web di Artribune: beh, ogni altro commento è superfluo…

    • paolocarniti

      eccome eccellenza, basta ricordarsi chi aveva scelto per la biennale di sgarbi…

  • http://doattime.blogspot.it/ doattime

    Condivido in pieno per la mostra dell’anno e lo spazio, per il resto sono più perplesso, comunque in generale è stato un anno che manifesta segnali di cambiamenti, speriamo che si continui così, d.o)

  • http://doattime.blogspot.it/ doattime

    Aggiungo una segnalazione per l’iniziativa “Aperto per voi ” del Touring, come segnale di un’Italia che ha voglia di amare il suo territorio!

    http://www.touringclub.it/news/aperti-per-voi-a-quota-sette-milioni

  • http://www.saatchiart.com/grazi Roberto Scala

    Ora si che si canta gloria ci siamo tutti ma proprio tutti , ne siamo sicuri non abbiamo dimenticato nessuno forse qualche critico di troppo oppure uno pseudo artista, bene allora andiamo avanti X il prossimo 2016 più felici e contenti ma pieni di energia positiva dai ci siamo non dimentichiamo nessuno tutto va bene anzi a gonfie vele lasciamo alle spalle la crisi ed investiamo nell’arte contemporanea parole di un vero stimatore

  • Whitehouse Blog

    Interessante incensare alcuni giovani artisti già vecchi, secondo le stesse definizione dei loro maestri. Riporto Agamben:

    • Marco Enrico Giacomelli

      Agamben sta dicendo l’esatto contrario, se vogliamo leggerlo in maniera banalmente lineare. Per volgarizzare: essere contemporanei equivale – a suo avviso – a essere più “avanti” rispetto al mainstream. E infatti parla di inattualità e non di vetustà, citando piuttosto esplicitamente Nietzsche.

      • Whitehouse Blog

        Io mi riferivo allo IUAV e al modello formativo-accademico italiano, che formano giovani artisti come soldatini tutti uguali costretti a gestire le pubbliche relazioni al meglio. L’analisi del contenuto non interessa a nessuno, l’importante è proporre uno standard (il mainstream) e avere le migliori pubbliche relazioni per sostenerlo. Questo sistema rende i giovani i più vecchi di tutti, ostaggio delle generazioni più mature. Il lavoro di Elena Mazzi si vede da almeno 20 anni nelle biennali di tutto il mondo. Per dirla come Agamben si tratta della moda, ossia la perfetta coincidenza con il proprio tempo. La cosa che da fastidio è che ci sarebbe un’altra via. Ma non si riesce a prendere questa via perché i decisori sono il frutto dello stesso sistema formativo fallato. Elena Mazzi, Serena Vestrucci e molti altri sono ragazzi in gamba che finiscono per essere le vittime di questo sistema destinato a illudere e deludere.

        • santo

          sistema che non delude invece chi ci vive e chi ci campa: curatori direttori critici assessori formatori istruttori ecc

    • Angelov

      basti pensare ad artisti come Morandi, van Gogh o lo stesso Picasso, il quale non fu mai in grado di guidare una macchina; quindi essere trendy vuol dire perdersi nei rigagnoli del contemporaneo, ma non necessariamente incarnarlo
      .&,

  • Simone

    Io voto la Biennale di Venezia è stata molto articolata e ricca di stimoli

  • giorgio

    milano ovunque, expo sempre e poi italia miglior paese…
    mah, sono abbastanza perplesso pur non negando le indubbie novità di fermento, la direzione che non mi sembra intellettualmente così di sostanza. vedremo, in ogni caso una classifica interessante.

  • http://www.saatchiart.com/grazi Roberto Scala

    Best