Otto grandi nomi per il futuro del contemporaneo a Milano. Da Rossella Biscotti a Shilpa Gupta, a Wilfredo Prieto, ecco le opere vincitrici del concorso Artline per City Life

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Shilpa Gupta, Untitled (foto Alberto Fanelli)

Shilpa Gupta, Untitled (foto Alberto Fanelli)

L’oggetto è ambizioso: progettare un’opera d’arte pubblica site-specific e permanente per il futuro Parco d’Arte Contemporanea di Milano, presso City Life. Nell’ambito della mostra ArtLine Milano. 30 progetti per il Parco d’Arte Contemporanea, visitabile a Palazzo Reale fino al 10 gennaio, la giuria annuncia ora gli otto gli artisti under 40 selezionati, le cui opere costituiranno un’esposizione permanente integrata con le architetture di Zaha Hadid, Arata Isozaki e Daniel Libeskind e con l’evoluzione naturale del parco di CityLife, progettato dallo studio Gustafson Porter. La giuria, composta da Charles Esche, Mary Jane Jacob, James Lingwood, Gianfranco Maraniello, Iolanda Ratti, Lea Vergine e Angela Vettese, ha dunque scelto Riccardo Benassi (1982 – Italia), Rossella Biscotti (1978 – Italia), Linda Fregni Nagler (1976 – Italia), Shilpa Gupta (1976 – India), Adelita Husni-Bey (1985 – Italia), Wilfredo Prieto (1978 – Cuba), Matteo Rubbi (1980 – Italia) e Serena Vestrucci (1986 – Italia). Menzioni speciali sono state assegnate ai progetti di Nico Vascellari e Maria Anwander.

LA PRIMA INAUGURAZIONE AD APRILE 2016
L’inaugurazione è prevista a partire da aprile 2016 nel nuovo quartiere di CityLife, quando sarà posizionata la prima opera. Daily Desiderio di Benassi è un intervento pubblico formato da una struttura minimale in alluminio verniciato il cui nucleo pulsante è un display a LED bianchi. Secondo il progetto Come fare? di Rossella Biscotti, il percorso nel parco sarà strutturato in 5 “isole”, agglomerati di elementi in mattoni e cemento in relazione tra loro. Linda Fregni Nagler, invece, con Orphys prevede la costruzione di una serra destinata a studi e ricerche sulle specie botaniche autoctone rare e in via di estinzione. Con Untitled, invece, Gupta ha proposto e dunque installerà una scultura basata sulla storia delle tre scimmiette, associata al Mahatma Gandhi, nella quale le scimmie si coprono occhi, orecchie e naso – una non vede il male, l’altra non sente il male, e l’ultima non parla del male. Adelita Husni-Bey con il Palco dell’Estinzione prevede una struttura che ricorda la stratificazione geologica, un palco diviso per future ere che si sviluppano su tre livelli, rappresentando il pianeta tra cinquanta, cento e centocinquanta anni. Beso, di Prieto, è costituito dall’unione di due pietre di grandi dimensioni collocate l’una di fianco all’altra. Entrambe sono di forma sferica e si sfiorano in un solo punto simulando l’azione di un bacio. Cieli di Belloveso di Rubbi, ricostruisce il cielo stellato visibile a Milano nella primavera del 600 a.C., data intorno alla quale Tito Livio colloca la leggendaria fondazione di Milano da parte del principe Belloveso. Il progetto più mimetico sarà quello di Serena Vestrucci con Vedovelle e Draghi Verdi. Infatti, il progetto non prevede l’aggiunta di nuovi elementi nel futuro parco dell’area dedicata ad ArtLine Milano, perché sceglie, al contrario, di intervenire su qualcosa che è già stato previsto: le fontanelle pubbliche con le loro strutture in ghisa, dipinte di verde.

– Ginevra Bria

www.artlinemilano.com

 

 

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