Álvaro Siza incontra Aldo Rossi. Ecco come sarà il padiglione del Portogallo alla Biennale Architettura di Venezia 2016

Print pagePDF pageEmail page

Álvaro Siza Vieira

Álvaro Siza Vieira (foto Roberto Cremascoli)

Nell’anno in cui il Maxxi dedicherà ad Álvaro Siza Vieira un’attesa mostra curata da Achille Bonito Oliva –presentata in anteprima ad Artribune dal grande architetto in questa intervista – il padiglione del Portogallo alla 15° Biennale Architettura di Venezia sembra orientarsi verso una direzione analoga. Il progetto Neighbourhood – Where Alvaro meets Aldo, annunciato da João Soares, ministro della Cultura, e curato da Nuno Grande, architetto portoghese, docente, critico, curatore e Roberto Cremascoli, architetto italiano, collaboratore di lungo corso di Siza e responsabile scientifico della mostra al Maxxi, punta infatti a presentare il contributo del maestro portoghese nell’edilizia sociale – con gli interventi di Porto, Berlino, L’Aia e nella stessa Venezia – mostrandone le relazioni con la cultura architettonica italiana. In questa ottica si colloca il riferimento, esplicitato nel titolo, all’eredità concettuale e ideologica di Aldo Rossi, il cui saggio “L’Architettura della Città” compie 50 anni proprio nel 2016.

TRE MOSTRE PER IL PORTOGALLO ALLA BIENNALE 2016
Nel rispondere alla sfida lanciata dal direttore Aravena, insignito nei giorni scorsi del Pritzker Prize 2016, la coppia di curatori ha concepito uno sviluppo in tre fasi della partecipazione nazionale, con un fondamentale passaggio all’interno del complesso cantiere di Campo di Marte. In questa prima sezione, “Quattro visioni per il quartiere di Campo di Marte”, saranno infatti riuniti gli elaborati dei quattro team risultati vincitori al Concorso Internazionale di Campo di Marte del 1983: lo stesso Siza, artefice dell’asset urbanistico generale e di edifici per alloggi, ma anche Aldo Rossi e Gianfranco Caniggia, Carlo Aymonino e Rafael Moneo. In “Quattro Quartieri di Alvaro Siza (1973-2016)”, seconda declinazione del padiglione, troveranno spazio altrettanti interventi di abitazione sociale del maestro: il Barrio da Bouca a Porto; la Schlesisches Tor a Berlino; il Schilderswijk West a L’Aia e il Campo di Marte e la già citata Giudecca a Venezia. Fotografie, lettere e altre testimonianze degli incontri tra Siza e Rossi andranno a costituire il corpus della terza mostra “Where Alvaro meets Aldo” (1966-2016)”.

COINVOLTI GLI ABITANTI DEI QUARTIERI PROGETTATI DA SIZA
Tra gli aspetti di interesse del progetto curatoriale, reso possibile anche grazie alla collaborazione di CCA – Canadian Centre for Architecture di Montreal che conserva gli archivi di Rossi e Siza, ATER – Azienda Territoriale della Casa per la Provincia di Venezia, Comune di Venezia e l’Università IUAV, si segnala un ulteriore approfondimento del concetto di vicinato-neighbourhood evocato nel titolo: oltre le relazioni tra i due professionisti, attraverso interviste e immagini, saranno coinvolti “i vicini” nel senso più comune del termine, gli abitanti dei quartieri progettati da Siza, compresi i veneziani di Campo di Marte. Sulla scena architettonica contemporanea del Portogallo, paese candidato quest’anno ad un ruolo chiave nel panorama internazionale anche grazie alla Triennale di Lisbona guidata da Diogo Seixas Lopes e André Tavares, si focalizza la sezione Architettura del prossimo Artribune Magazine, con la presenza proprio dell’architetto Roberto Cremascoli nella rubrica “Carte Blanche”, a cura di Emilia Giorgi.

Valentina Silvestrini

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua inserzione sul prossimo Artribune

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community