A Venezia va in mostra la fotografia, con il tris di mostre della Casa dei Tre Oci sull’Isola della Giudecca. Oltre duecento scatti in cui domina, ancora una volta, la Laguna

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Tre Oci Tre Mostre, veduta delle mostre presso la Casa dei Tre Oci, Venezia 2016 (55)

VENEZIA E LA FOTOGRAFIA
La sempre affascinante Casa dei Tre Oci giudecchina ha inaugurato la nuova stagione espositiva con l’ormai abituale kermesse dedicata alla fotografia. Giunta alla quarta edizione, Tre Oci Tre Mostre rinnova il dialogo tra il lessico fotografico contemporaneo e la tradizionale impostazione della scuola veneziana. Fino al 28 marzo 2016, i tre piani della dimora lagunare faranno da sfondo a una rassegna dal grande impatto visivo, cadenzata da 228 immagini, raggruppate secondo criteri estranei alle definizioni tematiche. Fin dal piano terra della Casa, domina l’idea di un’autorialità fluida, che si stempera nei tanti nomi – e obiettivi – di cui si compone il Circolo Fotografico La Gondola, nato a Venezia nel secondo dopoguerra. Sono proprio i soci del prestigioso circolo ad animare Lo specchio di Alice, una riflessione collettiva sull’annosa questione della sfuggente identità fotografica, mentre le sezioni NeroSuBianco, curata da Manfredo Manfroi, e Sguardi femminili innescano uno scambio davvero serrato tra i maestri degli Anni Cinquanta e Sessanta – Mario Giacomelli, Ferruccio Ferroni e Nino Fornasiero, giusto per citarne alcuni – e le nuove leve della fotografia al femminile.

OBIETTIVO PUNTATO SULLA CITTÀ
Le sale del piano nobile sono occupate dagli scatti di Roberto Polillo, autore del pluriennale progetto Visions of Venice, curato in questa occasione da Alessandro Luigi Perna. Una raccolta di settantacinque immagini realizzate con la tecnica di ripresa ICM, Intentional Camera Movement. Il risultato è una fotografia che rimbalza tra le pieghe della pittura senza mai impadronirsene del tutto, offrendo un ritratto di Venezia diametralmente opposto al fin troppo abusato cliché del vedutismo. La rassegna si chiude all’ultimo piano con Il flâneur detective, la monografica intitolata a Giulio Obici e curata da Renato Corsini: una intensa galleria di ritratti urbani, colti dal fotografo veneziano scomparso nel 2011 con una sapiente attenzione al dettaglio e un uso rigoroso del bianco e nero. Torneremo a parlare di questo grande appuntamento veneziano, nel frattempo ecco una ricca fotogallery dell’inaugurazione…

Arianna Testino

www.treoci.org

 

 

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