Marco Bagnoli. Una scala al Madre di Napoli

Museo Madre, Napoli – fino al 29 febbraio 2016. Marco Bagnoli ridisegna lo spazio del museo napoletano con un’imponente scala rivolta al cielo. Tra architettura e memoria esperienziale. Ed è un altro degli alberi della cuccagna curati da Achille Bonito Oliva.

Print pagePDF pageEmail page

Marco Bagnoli, Janua Coeli, 1988 - Acireale, 1989 - Courtesy by the artist - photo Attilio Maranzano

Marco Bagnoli, Janua Coeli, 1988 – Acireale, 1989 – Courtesy by the artist – photo Attilio Maranzano

Il capitolo partenopeo de L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte, la lunga rassegna ideata da Achille Bonito Oliva, vede protagonista Marco Bagnoli (Firenze, 1949) e la rivisitazione di una sua celebre opera installativa. La Voce – una scala in legno realizzata nel 1975 e poi rielaborata in ferro – giunge negli spazi del museo napoletano in una veste ulteriormente diversa. La versione presentata al Madre, infatti, è abbinata a Jauna Coeli (1988), un desco convesso in rame che riflette l’immagine grandangolare della scala e della sua ascensione, travalicando l’architettura, arrampicandosi oltre il soffitto e “trovando un punto d’appoggio che prima non c’era”, come sottolineato dall’artista. Un moto utopico che, però, ha inizio dalla concretezza de La macchina stanca (1983/2015), un dispositivo luminoso che propaga, ben oltre i confini della stanza, la lettura del menù di un pasto napoletano. Il suono raggiunge l’esterno e incontra Sonovasoro (“sono vaso oro” o “vaso sonoro”) del 1995, pensato come una cassa armonica di risonanza, dove s’incrociano echi del quotidiano e dell’universale.

Rosa Esmeralda Partucci

Napoli // fino al 29 febbraio 2016
Marco Bagnoli – La voce. Nel giallo faremo una scala o due al bianco invisibile
a cura di Achille Bonito Oliva
MUSEO MADRE
Via Luigi Settembrini 79
081 19313016
[email protected]
www.madrenapoli.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47837/lalbero-della-cuccagna-marco-bagnoli/

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community