Un Parco della Pace là dove c’era l’aeroporto Dal Molin. A Vicenza il progetto chiude le aspre polemiche antimilitariste: ci sarà anche il “Giardino di John Cage”

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L'area dell’ex aeroporto Dal Molin, a Vicenza

L’area dell’ex aeroporto Dal Molin, a Vicenza

Si candida come nuovo polo per la collettività, destinato in particolare alle giovani generazioni della provincia di Vicenza e dell’intero Veneto, il Parco della Pace, destinato ad occupare l’area di 60 ettari nella quale sorgeva l’aeroporto civile Dal Molin, chiuso al traffico aereo dal 2008. Il team composto da PAN Associati, Asprostudio, Franco Zagari, Marti Franch e ITS Engineering si è aggiudicato il bando di gara per la progettazione della nuova area verde, lanciato nel marzo 2015 dall’amministrazione comunale del municipio palladiano. Un intervento – per dimensioni, investimento e mission – finalizzato a “caratterizzare la Vicenza dei prossimi anni”, come aveva dichiarato nei mesi scorsi il sindaco Variati, ponendo l’accento sul fatto che “non sono tante le città d’Italia a poter contare su un’area verde così imponente, appena fuori porta”.
La proposta selezionata, il cui sviluppo alla fase preliminare è atteso per la prossima primavera, si muove su un doppio binario, coniugando la volontà di rendere il Parco “luogo accogliente, sereno, sobrio, confortevole, sicuro; un’occasione di ricreazione e di loisir, oltre a interessante come obiettivo di visita” con le urgenze legate al dissesto idrogeologico. Proprio mantenendo alto il livello di attenzione sulle tematiche ambientali del territorio – dalla frequenza delle inondazioni nel vicentino, all’allarme per il declino delle acque sotterranee – già nella sua prima stesura il parco è stato concepito come “macchina ecologica, uno strumento elastico in grado di aiutare a ripristinare gli equilibri”.
Altro aspetto saliente della prima stesura è l’articolazione dello spazio verde in diversi paesaggi, “con un’intelaiatura sicura come uno spartito musicale e un meccano di note che vengono realizzate e modificate nel tempo”; al “Giardino di John Cage”, una sorta di labirinto con varie essenze arboree, arbustive e prative, ispirato ad uno spartito del celebre artista, spetterebbe il ruolo di “baricentro psicologico” cittadino. Importo stimato: 6 milioni e 800mila euro.

Valentina Silvestrini

http://www.comune.vicenza.it/

 

 

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