Un Albero dei Giusti per Khaled al-Asaad. Milano omaggia l’archeologo martire morto per difendere Palmira: ecco le immagini

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Khaled al-Asaad

Khaled al-Asaad

A guardia dell’ingresso, diverse pattuglie di poliziotti e carabinieri piantonano il Piccolo Teatro. All’ombra del Castello Sforzesco, Milano rende omaggio ad uomo di coraggio. Il difensore del patrimonio archeologico, il martire di Palmira, Khaled al-Asaad, commemorato a tre mesi esatti dalla morte grazie a due iniziative dell’associazione Gariwo, la foresta dei Giusti: un’organizzazione nata per ricordare le figure esemplari che hanno salvato vite umane e si sono opposte a tutti i genocidi. Decapitato da alcuni seguaci dell’ISIS per non aver rivelato dove avesse nascosto i tesori della sua città, l’archeologo siriano è diventato il simbolo della resistenza ai fondamentalisti che, con la distruzione di importanti resti nel sito archeologico, hanno voluto cancellare le tracce millenarie delle civiltà testimoniate a Palmira. Nato a Palmira nel 1934, nel 1962 Al-Asaad si era laureato in storia e pedagogia all’università di Damasco, dove aveva iniziato a lavorare presso il Dipartimento dei Musei e delle Antichità come responsabile dei progetti di studio e ricerca, fino all’ottenimento, nel 1963, della nomina a direttore del sito archeologico di Palmira. Prima che i miliziani dello Stato islamico si impadronissero della città, Asaad si era impegnato in prima linea a mettere in salvo i reperti più preziosi. Nonostante i consigli di amici e colleghi che hanno cercato di convincerlo ad abbandonare Palmira, lui ha scelto di rimanere a presidiare le vestigia delle proprie origini (dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1980), consapevole del pericolo che avrebbe potuto comportare. Così, dopo essersi rifiutato di rivelare dove fossero stati nascosti i tesori, è stato ucciso brutalmente, e il suo cadavere esibito nella piazza centrale della sua città, con un cartello che lo additava come apostata blasfemo.

TRUCIDATO PER AVER DIFESO LA MEMORIA CIVILE DELL’UMANITÀ
In ricordo della sua “figura esemplare per mobilitare le coscienze al confronto, all’integrazione e al rifiuto della violenza“, come l’ha definito Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arriva dunque l’omaggio di Milano: nella mattinata di mercoledì 18 novembre la cerimonia di dedica di un albero e un cippo a Khaled al-Asaad, “trucidato dall’ISIS per aver difeso a Palmira il patrimonio archeologico, memoria civile dell’Umanità, mentre il mondo rimaneva inerte”, presso il Giardino dei Giusti di tutto il mondo del Monte Stella. Successivamente, al Piccolo Teatro, il convegno internazionale dal titolo L’esempio morale di Khaled al-Asaad. Salvare Palmira, patrimonio civile dell’Umanità. Alla Giornata sono intervenuti fra gli altri il sindaco Giuliano Pisapia, il presidente UCEI Renzo Gattegna, gli archeologi Paolo Matthiae e Maria Teresa Grassi. “Khaled al-Asaad è stato ucciso perché ‘colpevole’ di aver difeso le testimonianze e i simboli di una civiltà, di cui tutti siamo figli. Per questo è importante conservare il ricordo della sua figura e del suo gesto, seminando nella nostra comunità gli anticorpi necessari alla resistenza contro tutti gli oblii, che permettono alla storia di ripetere i propri errori”, ha dichiarato l’assessore alla cultura di Milano Filippo Del Corno. “Per questo il 27 ottobre scorso abbiamo intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad lo ‘Spazio delle Culture’, un’ampia sala del Mudec dedicata permanentemente alle attività culturali del Forum della Città Mondo, quindi uno spazio importante per la conservazione della memoria e per lo sviluppo culturale di tutte le comunità che abitano Milano”.

Ginevra Bria

www.gariwo.net

 

 

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