Spazio 22. Tra Robert Stone e Luca Pozzi

Spazio 22, Milano – fino al 18 dicembre 2015. Galleria Pack e Federico Luger Gallery presentano il secondo appuntamento espositivo della nuova piattaforma di viale Sabotino. Mentre negli spazi di Giampaolo Abbondio i dipinti di Stone sospendono il tempo, nella sezione di Luger, invece, enormi stampe digitali di Pozzi ne rappresentano l’accelerazione.

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Luca Pozzi – Detectors – veduta della mostra presso Federico Luger Gallery, Milano 2015 –  photo Cosimo Filippini – background image credit CERN (LHC, Atlas Detector) and Michael Hoch (CMS Experiment)

Luca Pozzi – Detectors – veduta della mostra presso Federico Luger Gallery, Milano 2015 – photo Cosimo Filippini – background image credit CERN (LHC, Atlas Detector) and Michael Hoch (CMS Experiment)

Nonostante la fluidità nella ripartizione dei percorsi e delle fruibilità estetiche, Spazio 22 introduce in parallelo al pubblico due personali che tendono a descrivere polarità opposte. Con il titolo Works, Galleria Pack presenta, fra i diversi lavori di Robert W.O. Stone, una serie di dipinti in uno studio milanese e prodotti appositamente per la personale. La densità stratificata dei paesaggi assenti e allo stesso tempo concentrici, accerchiatori di Stone si manifesta come una raccolta di viste frontali in cui la natura funge da condensatore di materia. Mentre l’uomo, l’ontologia della sua presenza, rimane una forma esterna, sinteticamente ipostatizzata, il mezzo pittorico si dissolve nell’intensità, nella pastosità del colore che deterge e polisce ogni ricerca di fissità.
Federico Luger, invece, propone la sua terza personale di Luca Pozzi (Milano, 1983), dal titolo Detectors. L’installazione è composta da tre stampe digitali su pvc tratte dall’archivio fotografico del Cern che coprono interamente le pareti della sala, sulle quali sono a loro volta installati sei detector. Tra l’acceleratore di particelle Atlas, la visualizzazione grafica di una collisione di fasci di particelle all’interno dell’Alice detector e la comunità scientifica dagli spalti del Lycée Fragonard de l’Isle d’Adam in Francia, i detectors – composti di superfici di alluminio anodizzato contenenti 34 palline da ping-pong in sospensione magnetica – si trasformano in un’interpretazione della pittura, come pigmento sospeso, in essere e solidificato nella forma.

Ginevra Bria

Milano // fino al 18 dicembre 2015
Robert W.O. Stone – Works
GALLERIA PACK
Luca Pozzi – Detectors
[email protected]
www.galleriapack.com
FEDERICO LUGER
[email protected]
www.flgallery.com
SPAZIO 22
Viale Sabotino 22
www.spazio22.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48523/robert-w-o-stone-works/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48512/luca-pozzi-detectors/

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