Lo Strillone: accordo con la Cgil, prima salva alla Scala su Il Sole 24 Ore. E poi iI museo cinese, Boris Mikhailov al Madre

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Boris Mikhailov, Madre, Napoli (foto Diana Gianquitto)

Boris Mikhailov, Madre, Napoli (foto Diana Gianquitto)

Lo sciopero indetto per oggi e domani non avrebbe, questa volta, messo a rischio alcuna rappresentazione, ma certo avrebbe influito negativamente sulle prove in questi giorni serrati in vista della prima di Sant’Ambrogio (in programma, la Giovanna d’Arco di Verdi diretta da Riccardo Chailly)”. E invece andrà tutti liscio a Milano, alla Cgil piacendo: come scrive Il Sole 24 Ore, “la trattativa è durata quasi sei ore, ma alla fine l’accordo tra direzione e sindacati è stato raggiunto e lo sciopero dei lavoratori del Teatro alla Scala, proclamato per oggi e domani dalla Sic Cgil, è stato revocato, così come lo stato di agitazione”.

II museo cinese, i nuovi ricchi a caccia d’arte su ordine di Pechino”. Ampia disamina del fenomeno su La Repubblica: “da Jack Ma a Liu Yiqian, i miliardari di Pechino vanno a caccia dei tesori dell’arte, diventando i primi clienti delle aste in Occidente. Picasso, Van Gogh e ora un Modigliani per 170 milioni. Dietro ai nuovi mecenati c’è il piano del regime: diventare la capitale culturale del mondo. Ma in Europa è allarme: per la svendita della ‘civiltà’ ai maestri del falso”. “Uno dei più autorevoli (e amari) fotografi contemporanei. Nato in Ucraina, la sua ricerca, avviata negli anni Sessanta mentre lavora come ingegnere in una fabbrica, viene ripetutamente boicottata dal regime sovietico”. Il nome è Boris Mikhailov, e a parlarne – in occasione della grande mostra allestita a Napoli dal Madre – è Claudia Colasanti su Il Fatto Quotidiano.

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